mercoledì 15 giugno 2016

Satyricom, si rassegni chi può!

Sabato 11 e domenica 12 giugno, a Pescara si è svolta la prima rassegna italiana di satira web.
Io, per una serie di coincidenze, necessità e familiarità, ero là.
Abbarbicata al mio computer portatile, come una cozza allo scoglio, ho esibito orgogliosa il mio pass e ho avuto la gastrite fino a quando non ho vittoriosamente portato a termine il mio compito.
Quale?
No, non quello di blogger ufficiale dell'evento.
No, non quello di presentatrice di tutto il cucuzzaro.
No, neanche quello di valletta gnocca (inspiegabilmente!)
Quello, molto più semplice, ma per me più angosciante, di tecnico video per il Kotiomkin Live. Il Kotiomkin che? Questa roba qui (cliccate stolti e smemorati)
E pensare che, nel mio caso specifico, dietro l'altisonante denominazione di tecnico si celava solo il dover far partire e interrompere i video giusti al momento giusto. Insomma cliccare "play" e "pause" col ditino indice. Stop. Solo questo dovevo fare, ma c'avevo un'ansia che levati!
"E perché l'hanno fatto fare a te?" vi starete chiedendo.
Semplice, perché il computer era mio. Ero il bimbo col pallone che gioca titolare altrimenti prende e se ne va. Con la sola differenza che io sarei rimasta volentieri a bordo campo a farmi i fattacci miei. Ma non c'era nessun altro libero, e quindi ciccia!

Comunque, per la cronaca, la rassegna era organizzata molto bene: belli gli spazi, interessanti gli eventi, qualche ospite davvero notevole (primo fra tutti Stefano Disegni) e diverse pagine a rappresentarsi e raccontarsi. Che poi io sono la prima a dire che la quantità di pagine satiriche su facebook è ridicolmente eccessiva o eccessivamente ridicola, ma al Satyricom va dato il merito di aver "convocato" realtà diverse, con tipologie e modi differenti, rendendo quindi il piatto ricco e non ripetitivo.

Premesso che sono stata presente solo sabato, e quindi non ho visto e vissuto tutto, il mio tempo a Satyricom in poche parole è stato il seguente: Spettacolo Kotiomkin (pubblico soddisfatto, noi pure, Stefano Disegni ha riso- lo so perché l'ho controllato tutto il tempo come una stalker low profile- i video sono piaciuti, i monologhisti sono stati bravi, i lettori di battute pure, Morandazzo grandioso, io ineccepibile); Workshop di Daniele Villa (l'argomento era: "Come si costruisce una battuta?", ho preso persino appunti ma continuo a non essere capace, non c'ho il dono non c'ho); Bombolone che a Pescara si chiama bomba (perché qui su Radio Cole si fa anche introspettiva ricerca culinaria sociologica); turno eliminatorio di Satyronman (eh??? Una gara d'improvvisazione di battute. Qualche risata e molto disagio. Una piccola selezione tra i concorrenti avrebbe giovato); incontro-conferenza con quelli di Brevi storie tristi (il loro tecnico video è una giovane gnocca, molto più figa di quella di Kotiomkin. La verità può fare male ma è il caso che la si dica. Soprattutto è il caso che la dica io prima di qualcun altro); Cena a buffet (Manco le cavallette!); Finale di Satyronman (si rimpolpa il tabellone con qualche nome eccellente. Il livello è decisamente migliore. Vinciamo noi! Cioè lui. Insomma Massimo Pica, il presentatore del Kotiomkin live. Peccato che il premio consista in due biglietti per un festival locale. Impossibile tornare per l'occasione. Li regaliamo agli indigeni. Uff!); Ultime chiacchiere; Passeggiate; Ritorno in albergo. E buona notte. 

Ci si rivede il prossimo anno!

giovedì 9 giugno 2016

Facce da Palco è finito ed io non ne ho più parlato

La finale è stata vinta dai Due x Uno Cinque. Trionfalmente.
Bravi, elastici, divertenti, ci hanno raccontato la Divina Commedia e i Promessi Sposi lasciandoci senza parole.
Davide Fontana e Manuele Laghi, gli altri due finalisti, hanno forse patito di più l'ansia da verdetto e sono apparsi entrambi appannati rispetto alle serate eliminatorie. Ma il livello generale delle esibizioni è stato comunque molto alto. E un posto (o più di uno) nel prossimo calendario di OffStage se lo sono guadagnati tutti e tre.

Una menzione speciale va poi agli ospiti: i Bella Domanda.
Vecchia conoscenza della rassegna, diventano ogni giorno più bravi e più belli. Prima o poi la fama li travolgerà, col conseguente afflusso esagerato di denaro. Ed essi, generosi quasi quanto sexi, ci ospiteranno tutti in un mega ranch tra le risaie vercellesi.

In attesa di realizzare il mio sogno da Mangano-mondina, approfitto di questo micropost per salutare e ringraziare, meglio tardi che mai, il triumvirato che dirige, governa, e nutre questo meraviglioso talent: Nathalie, Elena e Francesca.
La prima mi ha accolta in squadra ancora prima di conoscermi.
La seconda è il mio migliore sponsor.
La terza mi ha insegnato il rossetto rosso e il mascara notte.
Grazie e a presto.

(*)Foto di Daniele Robotti.
 

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