giovedì 22 ottobre 2015

Cronaca di una domenica

Ora vi racconto cosa ho fatto domenica.
No, non domenica scorsa.
Domenica 11 ottobre.
Ho i miei tempi, già lo sapete.

Domenica 11 ottobre ho dormito tutto il mattino come la più grave delle narcolettiche, poi ho fatto colazione come se non ci fosse un domani e, infine, mi sono rimessa a letto. Del resto avevo ancora da sfruttare una mezz'oretta di tutto il sonno arretrato accumulato negli ultimi 38 anni. Ora sono pari, e prevedo di stare sveglia come un grillo per i prossimi due mesi. O anche no.

Dopo tutto questo sfacciato riposo, sono andata in centro. Ci siamo andati tutti. Tutti gli abitanti di Torino e provincia stavano là. In auto. Un traffico folle che neanche a Bangkok, ci mancavano giusto i tuc tuc a fare lo slalom tra le macchine. Sembro una vera donna di mondo quando evoco tali esotiche immagini, nevvero? Ma non lo sono, ho solo visto tutte le puntate di Pechino Express.

Trovato parcheggio dall'altra parte del mondo ho raggiunto a piedi la meta tanto agognata: la Cavallerizza Reale. Cos'è la Cavallerizza Reale? Per i non sabaudi forse è il caso che lo spieghi.
La Cavallerizza Reale è un complesso antico, di stile barocco, sotto tutela dell'Unesco. Oltre che luogo di conflitto tra chi lo occupa, e cerca di farlo vivere e godere ai torinesi, e il comune che vorrebbe venderlo. 
Sappiate che ve l'ho fatta semplice ma il succo è questo.

L'altra domenica alla Cavallerizza ho assistito a: una lezione di letteratura cinese, tanto appassionata da farmi venir voglia di saperne di più; un reading, con poeti che che già conoscevo e poeti che non conoscevo, scrittori di prosa, e persino Morandazzo. Come chi? Non lo sapete? Ma fatevela una cultura cinematografica e, soprattutto, una risata: cliccate qua!

Poi sono andata a mangiarmi un hamburger in un locale che conosco da sempre. Nessuno sa quando abbia aperto, forse neanche i proprietari. Eppure esso c'è sempre stato. Dimenticabile ma non dimenticato. Tutti lo conoscono, tutti ci hanno passato almeno una serata, ma nessuno ci ha mai vissuto epiche imprese o notti memorabili. Regge inossidabile, con lo stesso arredamento e gli stessi bagni minuscoli, lascito di un tempo antico in cui gli abitanti della città erano tutti umpa lumpa custodi del segreto del gianduja.

Infine sono corsa all'apertura della stagione di Offstage, la rassegna che in primavera presenta Facce da Palco.
La responsabilità di cominciare la stagione se l'è presa Ettore Scarpa. Ottimo attore, mi piace quando recita e mi piacciono le sue freddure su Facebook. Per onestà, però, devo dire che questa volta non mi ha convinta. Ha scelto di rischiare, improvvisare, andare allo sbaraglio. Lui sa tenere il palco come pochi, ma ciò non può bastare, non deve bastare. Il patologico perfezionismo rende infelici ma fa meno danni della leggera approssimazione. Come una critica sincera è più impegnativa di un calcolato silenzio.

E comunque ho recuperato la macchina, sono tornata a casa e ora, a distanza di 10 giorni, ho nuovamente accumulato una discreta quantità di sonno arretrato. Prossimo obiettivo? Il letargo domenica 25. 

sabato 17 ottobre 2015

Nove Giorni Nove Post: La Fine. Per ora.

Il bello delle vacanze in macchina è che alla fine sei talmente stanco da esser felice di tornare a casa, soffri molto meno per la fine del viaggio, non ti struggi di nostalgia. Desideri solo rivedere le tue quattro familiari mura.

E' l'ultimo giorno: attraversiamo la Francia, riaffrontiamo le Alpi col malcelato terrore di finire nuovamente sulla strada degli orrori, scavalliamo le montagne e poi siamo a Torino.
In città fa freddo ma non c'importa e, ancora prima di posare le valigie, ci offriamo un gelato di benvenuto. In qualche modo dobbiamo pure ammortizzare la separazione forzata dalle boulangerie delle meraviglie.
Poi parcheggiamo, apriamo il portone, prendiamo l'ascensore, entriamo in casa e...

E perdiamo i sensi sul letto. No, non ci si addormentiamo, sveniamo proprio, non prima di un ultima preziosa domanda: "Dove andiamo la prossima volta?"

Fine.

venerdì 9 ottobre 2015

Nove Giorni Nove Post: Energia.

E' ora di fare i bagagli, riempire la borsa frigo di specialità iberiche, salutare l'amato Edoardo, e tornare a casa.
Durante il primo giorno del viaggio di ritorno scopriamo che: a Madrid ci sono pochissimi distributori di benzina e per gli abitanti della capitale spagnola è normale andare in autostrada a fare il pieno. Mah! Gli inquietanti tori neri non sono presenti solo lungo la strada che dalla costa nord va verso il centro del paese, ma anche lungo quella che dal centro del paese va verso la costa sud. Ansia! Narbonne, affascinante ma inquietante cittadina francese dove passiamo la notte, ha strade vuote, marciapiedi deserti, ma ristoranti affollati con grandi vetrine che paiono acquari. Credo che la gente ci si teletrasporti dentro direttamente da casa, non vi è altra spiegazione.


Noi, per evitare di essere assimilati o ridotti in glitterate nuvolette, ceniamo in una micropizzeria d'asporto dove una dolcissima vecchina francese, dalla bellezza sfiorita ma ancora presente, ci coccola, ci vizia e ci adotta, congedandoci con un "Buona notte, mi raccomando non correte domani che è prevista pioggia!"
Noi, di fronte a tanta spontanea e familiare nonnitudine,  c'inteneriamo talmente da perdonarle perfino l'Emmenthal usato al posto della mozzarella.

martedì 6 ottobre 2015

Si scrive su Skype

Svagata e svanita come sempre, lo dico a cani e porci ma dimentico i miei lettori. Sono proprio una brutta persona e una schifezza di blogger!

Vi ricordate che la scorsa primavera avevo avviato l'esperimento di un laboratorio di scrittura via Skype? L'esperimento continua e, fra poco, partirà una classe nuova di zecca, mentre la precedente va avanti lungo il suo percorso regalandomi manciate di goduriose soddisfazioni.

Siete interessati a buttarvi in quest'avventura?
Fate un fischio, lasciate un commento, scrivete un'email (janecole@live.it).

Potrete giocare, scrivere, leggere, confrontarvi con gli altri e, soprattutto, coccolare e far crescere un personaggio tutto vostro. 
Le persone scolpiscono la propria vita, i personaggi la propria trama.
Con questa frasona ad effetto vi ho convinto, eh? 
No? 
Strano.

Il laboratorio di scrittura è una cosa bella assai, farlo su skype ha il vantaggio di poter conoscere persone lontane e relazionarsi con nuove realtà. Se avete sempre scritto o non avete scritto mai, questa è comunque un'ottima occasione per liberare la vostra creatività senza prendervi troppo sul serio.
Vi aspetto! 
 

Blogger news

Blogroll

About