domenica 21 settembre 2014

Risate in Terrazza

Secondo Wikipedia Torino occupa una superficie di 130,84km² e conta un numero di abitanti pari a 902.137 unità.
Ma Wikipedia mente.

Torino è un trilocale con bagno, sgabuzzino, ampio terrazzo, spazio auto in cortile, e cantina. 110m². Calpestabili. Non uno di più.
E noi torinesi saremo, a voler tenersi larghi, un migliaio. Mille persone che entrano ed escono da questo alloggio, come lo chiamiamo noi, incontrandosi e scontrandosi in continuazione. C'è chi passa dalla finestra, chi se ne va sbattendo la porta, e chi dirige il via vai come il più esperto dei padroni di casa. Tutti noi, tutti assieme, negli stessi luoghi, in tempi diversi o uguali.

Prendi un caffè in cucina e ti passa lo zucchero una tua compagna delle superiori.
Vai al cinema in soggiorno e ti trovi seduta accanto a tuo cugino.
Esci in terrazza per vedere uno spettacolo di cabaret e scopri che quel terrazzo è lo stesso dove tu, meno di un anno prima, hai fatto un corso di acquerello. Lo stesso luogo dove l'insegnante, individuate immediatamente le tue doti, prese ad usarti come metro di giudizio. Negativo. "Più acqua, devi usare più acqua. Sei quasi peggio di Pancrazia!" "Che orrore! Una roba così non la farebbe nemmeno Jane!" "Sei irrecuperabile, vatti a sedere vicino alla Cole e fatevi compagnia"

Ieri sera sono tornata a Lombroso16, il coloratissimo centro policulturale che lo scorso autunno vide il nascere e l'estinguersi della mia carriera da acquerellista. Carriera durata il tempo di un gatto in tangenziale. Impagliato.

Sono tornata nella stessa sala per assistere a uno spettacolo di stand up.
Quello di Elena Ascione, una stand up comedian, di cui avevo già scritto bene in passato. Ricordate?
Elena ci ha fatto ridere raccontando le sue nevrosi e manie, l'ossessione per il controllo e l'ordine della casa. Praticamente una di famiglia!
La magia si è ripetuta anche questa volta. Elena ha fatto ridere me, e tutto il resto del pubblico.
Ha raccontato il mondo delle donne: dalle favole all'Eden, dal multitasking isterico alla pacifica consapevolezza delle ottuagenarie, dalla dieta drenante alla prova abiti in camerino.
Ha espresso semplici concetti condivisibili: "un uomo scontroso probabilmente non ha subito gravi traumi infantili, è solo stronzo!"
Ha chiarito trame e complotti secolari: "con le favole ci è stato insegnato che dobbiamo essere salvate da un principe. Ma anche che noi, a nostra volta, dobbiamo salvare lui, Rospo o Bestia che sia, in un cortocircuito culturale che ci trasforma in svenevoli crocerossine destinate all'infelicità."
E' riuscita, come mai nessun altro prima, a rappresentare la commessa tipo di un negozio di abbigliamento tipo. Commessa che, non me ne vogliano le appartenenti alla medesima categoria, viene selezionata in base alla propria stronzaggine. Caratteristica che questa esprime, in tutte le sue potenzialità, piazzandosi dietro la tenda del camerino e chiedendo: "Va tutto beneeee???" Già sapendo che non va affatto tutto bene. Poiché la cliente tipo di un negozio di abbigliamento tipo, magra o morbida che sia, guardando la propria immagine riflessa, si sentirà sempre e comunque un epico, fantasmagorico, sfavillante cesso a pedali!

Elena parla di sé e degli altri. Ride di sé e degli altri.
Travolgente, sicura, padrona del palco e dell'attenzione del pubblico.
E' valsa la pena tornare nel luogo dell'acquerellico delitto, eccome se ne è valsa la pena!

NdA: i virgolettati sono miei, non estrapolazioni letterali del monologo di ieri. L'Ascione le cose le dice meglio.
NdA2: non era la mia insegnante di disegno ad essere cattiva, ero io ad essere una pippa.

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