venerdì 27 giugno 2014

"Pancrazia in Berlin" Il Ritorno/2

Partimmo da Malpensa.
All'aeroporto eravamo in tre: io, LAmicoFab, e la sua influenza intestinale. Un virus che lo stava tormentando da più di una settimana, devastandolo nel fisico ma non nello spirito.
"Ma te la senti davvero di venire?" gli chiesi poche ore prima della partenza.
"Certo!" mi risposero lui, le sue occhiaie, e il suo colorito verde ramarro.

La Germania, in quell'occasione, mi regalò l'ennesimo miracolo.
LAmicoFab, appena toccato il suolo berlinese, cominciò a stare meglio. Così lui si poté godere le vacanze, e io smisi di preoccuparmi delle pratiche burocratiche eventuali e necessarie per far rientrare la salma in patria.

Atterrammo a sera tarda. 
Prendemmo l'autobus e poi la metro.
"Lo senti questo profumo?" gli chiesi scendendo verso i binari.
"Sta puzza vorrai dire? Ma che schifo è?"
"Questo è l'odore dell'U-bahn. L'aria densa fatta d'acciaio e fumo. Questa è la vera essenza della città" gli risposi con gli occhi che brillavano di lucida follia. Mentre i suoi cominciavano a brillare di opaco terrore.

Dopo la metro ci toccò fare anche un quarto d'ora a piedi. Due zombie forniti di trolley.
L'unica cosa che ci tenne svegli fu Derrick. Il vecchio teutonico ispettore nella versione parodiata di Tortora e Giusti.

"Harry, chi è meglio? Io o il tenente Colombo?"
"Lei ispettò"
"Si vede il tupè?"
"Mai ispettò"
"Bravo Harry"
Ripeteva senza soluzione di continuità LAmicoFab. Facendomi ridere ogni volta.

Avete capito di cosa sto parlando, no?
No? Agevolo il video.



Eravamo due zombie ridanciani che passeggiavano per le strade deserte di Wedding, "il fiorente quartiere di Wedding", come recitavano i siti più informati.
Questa fu la prima differenza che scoprii rispetto ai miei ricordi. Quello stesso quartiere ai tempi del mio Erasmus era considerato poco più di un dormitorio per sfigati. Ora, a quanto pare, era diventata la nuova frontiera dei giovani artisti alternativi che fuggivano da Prenzlauerberg e Mitte, ormai irrimediabilmente cari e fighetti.

Noi avevamo trovato alloggio tramite internet. In uno di quei siti con le offerte spettacolari.
Dell'infelice scelta mi ero occupata io.
Avevo prenotato una stanza da un privato.
Non molto vicina alla metro.
Quarto piano senza ascensore.
Un proprietario di casa che alle 2 di notte, quando arrivammo, ebbe solo una preoccupazione: mostrarci il prodigio tecnico per cui, appena si accendeva la luce del bagno, partiva anche la radio.
"Oooooooooohhhh che meraviglia!" feci io alla terza dimostrazione, per dargli soddisfazione, interrompere l'esibizione e riuscire, finalmente, ad andare a dormire.

Che volete che vi dica? Io sono ancora convinta che il prezzo fosse talmente buono da meritare qualche piccolo sacrificio. LAmicoFab non del tutto.

Continua...

2 commenti:

Serena Napoli ha detto...

Sento i profumi e i "colori" di Berlino attraverso i tuoi racconti.
Mi piacerebbe farci un terzo ritorno con te.
Quarto piano senza ascensore XXXD a Francoforte abitavo al quarto, a Berlino sono riuscita ad arrivare ad un quinto. Mi sono dovuta specializzare in tecniche di evitamento dell'infarto giovanile. Soprattutto quando mi sono caricata una valigia di 27kg e una di 11.
Ora ho trovato un'altra casa sempre al quinto. Mio padre ha detto che è disposto a pagarmi un hotel e poi qualsiasi altra cifra per una casa al secondo piano al massimo.

Jane (Pancrazia) Cole ha detto...

@Serena: "Sento i profumi e i "colori" di Berlino attraverso i tuoi racconti"...ma che bella questa cosa!

 

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