giovedì 26 giugno 2014

"Pancrazia in Berlin" Il ritorno.

Ieri ho ricevuto delle strane telefonate.
Brevi squilli sul cellulare.
Prefisso del numero chiamante? 004930.
Alla maggiorparte di voi non dirà nulla. A me tutto.
004930 è il prefisso di Berlino.

"Ooooooooooooooooooh" esclama il pubblico in sala.

Calma! Non fatevi inutili film! Sarà stato un errore. Non conosco più nessuno nel mio amato uovo al tegamino. Ma che impressione vedere quel numero! Rivederlo dopo una vita.
E' stato come se l'astronave madre mi chiamasse. Un'ondata di nostalgia mi ha travolta. "Mi telefona casa" ho pensato.

Poi, stamattina, mi sono svegliata ringhiando e sbavando. Senza nessun motivo. Così. Avete presente quei giorni in cui tutti riescono a dirvi qualcosa di sbagliato? Proprio tutti, anche quelli che non dicono niente? Soprattutto quelli che non dicono niente? Ecco, oggi era un giorno così.

Ho continuato con quest'atteggiamento positivo e bendisposto verso l'universo tutto fino a quando non ho ripensato a quelle telefonate. A Berlino. E al post che non ho ancora scritto e che dovrei scrivere sul mio ritorno in die Stadt. Ritorno che, dopo anni e anni di assenza, si realizzò nel maggio dello scorso anno.

Ho ripensato a tutto questo e mi è tornato il sorriso.

Dovrei proprio raccontare quel viaggio.
Dovrei proprio scrivere quel post.
Dovrei.
Devo.
Voglio.
Lo faccio.

Quel viaggio fu una scelta mistica-filosofica. Escusateseèpoco.
Avevo appena cambiato tutto nella mia vita. Preso decisioni fondamentali. Ribaltato punti di vista. E perso pure quasi 10 kg. Insomma, ne avevo fatta parecchia di roba.
Tutto ciò meritava di culminare nel ritorno alla mia amata Berlino, amata che non vedevo da più di 10 anni. Un'infinità di tempo per una città come Berlino. Un'infinità di tempo per una come me.

Il mio compagno d'avventura sarebbe stato un amico. Non uno a caso.
Colui che non era mai stato a Berlino.
Colui che adorava "Pancrazia in Berlin".
Colui che era stato testimone, non silenzioso, delle mie scelte e delle mie rivoluzioni.
Colui che d'ora in avanti, con sfoggio di fantasia e creatività, chiamerò LAmicoFab.

Fu lui a chiedermelo.
"Andiamo a Berlino?"
"Sì", gli risposi.

E Berlino fu.

Continua...

7 commenti:

Eireen ha detto...

E daje con le cose a meta'

Rabb-it ha detto...

OHHHHHHHHHHHH!
Pancrazia in Berlin: la vendetta! ;-)

Oh, passare da te è sempre un piacere, ma volte... raddoppia!

Jane (Pancrazia) Cole ha detto...

@Eireen: ero partita dall'idea di fare un post unico, ma sarebbe stato enorme :(

@Rabb-it: "passare da te è sempre un piacere", che bella cosa che hai scritto! Grazie mille :)

Serena Napoli ha detto...

Uffaaaaaaa, ma almeno scrivilo e postalo di continuo, non ci lasciare per giorni così, con nulla in mano alla Beautiful!

Jane (Pancrazia) Cole ha detto...

@Serena: vabbé ma c'è pure già la seconda parte, incontentabile!

Rabb-it ha detto...

Pazienza.
Ci vuole pazienza.
Ma forse per chi sa aspettare due anni prima di sapere se una persona è ancora viva senza manco mandarle una mail per non distrubare... è più facile. ;-)

Qualsiasi riferimento a volpacchiotte che leggono in queste lande NON è casuale. :-P

Scusa l'uso improprio dei commenti Jane.


PS
Ah sulla cosa bella, ho solo detto la verità. Più semplice di così.

Jane (Pancrazia) Cole ha detto...

@Rabb-it: le lettrici pazienti sono le mie lettrici ideali. Anche perché con me e i miei racconti a puntate, oggettivamente, di pazienza ce ne vuole parecchia :P

 

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