martedì 1 aprile 2014

Facce da Palco: parcheggi, epidemie, pennette al retrogusto di rimpianto (cronaca in differita della quinta serata eliminatoria)

Una serata può cominciare in vari modi.
La mia cercando un posto auto per la bellezza di 60 minuti.
Provo vicino al locale (Cafè des Arts, in via Principe Amedeo 33), provo lontano dal locale, provo persino a lanciare l'auto oltre il parapetto del ponte, e lasciarla adagiare in un trionfo di bolle sul fondo del Po. Le provo tutte.
Alla fine trovo parcheggio in una sciccosissima e remota zona prima della collina.
Ma perché così tante difficoltà?
E' semplice. 
A Torino le temperature sono primaverili tendenti all'estivo, e ciò fa sì che una quantità abnorme di varia umanità lasci le proprie tane per riversarsi in centro.
Ne hanno diritto, i maledetti, ne hanno diritto!
Li odio, loro e le loro ingombranti auto!

Sono così in ritardo che arrivo a spettacolo appena cominciato, mi faccio largo sgraziatamente, prendo posto e ordino a me stessa di godermi la serata. Anche se ho l'umore gioioso di un cane idrofobo, e sono ben disposta verso il prossimo quanto Jack lo Squartatore.

Natalia, che per l'occasione sfoggia un caschetto rosso assassino, si tiene su con il Paracetamolo. Lothar presenta con un piede sul palco e l'altro nel bagno. Uno degli artisti in gara dà forfait per problemi di salute.
Insomma, se la settimana scorsa ero io l'anello debole, questo sabato è un'ecatombe, un lazzaretto, una strage di Facce sotto, davanti e dietro il Palco.
L'unico motivo di vera giuoia è rappresentato dalla nascita della piccola Anna, figlia di una delle organizzatrici. Narra la leggenda che la bimba, nata da meno di una settimana, sappia già ballare il tip tap, cantare come un usignolo, e recitare Shakespeare a memoria. Un posto nella competizione del prossimo anno non glielo toglie nessuno!

L'onore e l'onere di aprire la serata tocca a Cristina Castigliola e Paui Galli. Anzi solo a Cristina.
Sale sul palco e comincia una divertente conferenza sul bisogno di tempo libero. Sulla necessità di lavorare di meno, rinunciare al superfluo, e dedicarsi al piacere delle vacanze, della coltivazione dell'io, o del dolce far niente.
Ecco, io sarei anche d'accordo, il problema è che se lavorassi di meno non dovrei rinunciare solo al superfluo ma pure al necessario, tipo il telefono, l'energia elettrica, il cibo. Quelle robette là, insomma.
Mentre mi distraggo con questi pensieri poveri-filosofici-esistenziali, dal fondo della sala prende la parola, timida e impacciata, una delle spettatrici. Dice di voler fare delle domande. Tra il pubblico scorre quel tipico imbarazzo da "ma chi è sta pazza?". Nel vociferare collettivo si colgono "Ma non è una conferenza vera, qualcuno glielo spieghi", "Che imbarazzo, mi vergogno per lei", e via dicendo.
Ci casco anch'io per un attimo ma poi, improvvisamente, ricordo: dovevano essere un duo. Quella non è una pazza. Quella è Paui.
Raggiunge la compagna sul palco, vestendo i panni della donna qualunque che si lamenta della propria vita faticosa e senza soddisfazioni. Lo fa muovendosi e parlando in maniera assolutamente credibile. I suoi registri sono completamente diversi da quelli usati dalla collega. 
L'inganno, la magia, l'effetto sorpresa riescono perfettamente.
A poco a poco tutto il pubblico, comunque, mangia la foglia. Perversamente contento di esserci cascato, anche solo per qualche minuto.
Il pezzo fa riflettere, anche se i temi paiono ormai in parte superati dalla crisi contingente. Ma fa soprattutto ridere. Coinvolge e sorprende.
Un ottimo lavoro, gradito sia dal pubblico sia dalla giuria.
Brave!

Poi tocca alla bellezza, la femminilità e la sensualità.
No, non siamo Natalia ed io che abbiamo deciso di scendere in competizione. Anche perché non ce ne sarebbe per nessuno, e ci dispiacerebbe mettere in difficoltà gli altri artisti.
Ma sono le ballerine del duo Versus, che ci trasportano in terre lontane con la loro danza del ventre.
Voi avete mai provato questa disciplina? Io sì, una volta. Mooolti anni fa. Ho fatto solo una lezione di prova, presentandomi spocchiosa con i miei 50 kg bagnati e gli addominali scolpiti. Risultato? Un manico di scopa fatto e finito! La negazione della sensualità, della femminilità, del doppio cromosoma X.
Da quella volta molta acqua è passata sotto i ponti, i miei addominali sono scomparsi, e i 50 kg ora godono di ulteriore compagnia. Certe cose, però, non cambiano mai e infatti la mia elasticità bacino articolare, a tutt'oggi, non si è ancora palesata. 
Molto tempo è passato, dicevo. Io non sono un soggetto invidioso. E posso godere dell'esibizione delle ballerine con la giusta obiettività. 
Sono brave, ammiccanti ed eleganti. Sono magnetiche e coinvolgenti. Nonostante un piccolo problema tecnico, mantengono sempre l'attenzione del pubblico che, esperto o meno, le apprezza e applaude convinto.

La competizione di stasera viene chiusa da un altro duo: Gilet & Salopet con il loro "pomeriggio di ordinaria follia".
Giovanissimi e bravissimi. Giocano con le parole, i suoni e gli oggetti. Giocano con i luoghi comuni portati fino all'eccesso e al delirio. 
Mangiano pennette al retrogusto di rimpianto. Scotte, fredde, in bianco, senza olio, e di due giorni prima. Ricordandomi, tra l'altro, i miei cari amici tedeschi e le loro follie gastronomiche. 
Danno vita a una conversazione tra caffetteria fedifraga e tazzina un poco zoccola. Ricordandomi, tra l'altro, qualche mio conoscente.
Cantano nella vecchia fattoria. Non ricordandomi niente in particolare, ma continuando a farmi ridere. E con me, tutta la sala.
Applausi e complimenti della giuria.
Hanno 22 anni. Tutto il pezzo è stato scritto da loro. Chissà cosa riusciranno a fare in futuro.
Intanto, per non sbagliare, tanta tantissima merda da Radio Cole.

Le esibizioni sono finite. Si parte con la votazione. 
Francesca, organizzatrice e giurata, intrattiene il pubblico leggendo una serie di sciocchezze tra lo scherzoso e il poetico.
"Ma chi potrà mai aver scritto tutte queste fesserie?" mi chiedo.
"Io" mi rispondo.
E anche per stasera l'angolo blogger ce lo siamo tolto di mezzo.

Pochi minuti e si raggiunge il verdetto. Passano Cristina Castigliola e Paui Galli con il loro "Del piacere e del bisogno del tempo libero- Conferenza spettacolo-" ovvero "Scherzo in un atto sul tema del tempo libero - tempo lavorativo".
E io le immortalo nella cucina-camerino perché sono una controversa artista dell'obiettivo.


L'ultima serata eliminatoria è prevista giovedì al Bazura, via Belfiore 1.
Accorrete numerosi!

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