lunedì 9 dicembre 2013

Pancrazia in Irpinia (Nona Parte)

Dopo il pranzo andammo in visita dalla mamma de L'IncredibileAntonio.
Una signora elegante e gentile in un modo tutto campano e nobile. Un modo sfarzoso ma semplice, raffinato ma accogliente, formale ma caloroso.
Ella ci parlò con uguale amore sia dell'adorabile e talentuoso figlio unico. L'IncredibileAntonio, appunto. Dotato, a quanto pare, oltre che dei superpoteri anche del dono della scrittura e del disegno. Sia della bella e vivace nuora. L'amica mia SuperGra'. Intelligente e piena di passione.
Che dire? A sentire una tale signora decantare in maniera tanto partigiana quanto equilibrata il frutto del proprio ventre e la di lui moglie verrebbe quasi voglia di farsi adottare. Perché i complimenti e l'orgoglio bisogna anche saperli esibire, soprattutto quando non derivano dal cieco amore materno, ma dall'entusiasta consapevolezza che la propria prole è finalmente felice e appagata, come da tempo avrebbe meritato.

Il resto della giornata lo trascorremmo cercando di evitare il mal tempo, che rovesciava secchiate d'acqua appena provavamo a mettere piede fuori casa.
Alla fine ci ritrovammo tutti a cena da Antonio&Gra' che, in coppia, perdono i propri appellativi da supereroi per dare meno nell'occhio e migliorare la fluidità della lettura.
Gli eventi che spiccarono in quelle ore consistettero nello scoprire cosa fosse un rustico, litigare con dei molesti orsetti gommosi, e conoscere Simona.

Ero in terra irpina da poco tempo ma già l'avevo sentito nominare più e più volte:
"Io col rustico ci faccio colazione, sarà un poco pesante ma vuoi mettere la soddisfazione?"
"Io col rustico c'ho salvato il mio matrimonio"
"Io col rustico ci faccio all'ammmore".
E così, quando iniziarono i preparativi della cena, mi precipitai in cucina pronta ad immortalare la preparazione del suddetto rustico, a carpirne tutti i segreti, a scoprirne l'essenza più intima.

Voi lo sapete cos'è un rustico?
Sì? Bene.
No? Ve lo spiego io.

Prendete della pasta sfoglia metteteci dentro quello che trovate nel frigo (mozzarelle, pomodori, zucchine) chiudete e schiaffate tutto in forno. Il rustico non è altro che una torta salata molto rapida, semplice e gustosa.
Ovviamente, echevelodicoafare, questa sana abitudine nonché sfiziosa ricetta è stata importata, con i dovuti onori, fin qui in terra sabauda. E regna felice tra le anguste quattro mura della mia minicucina.

Dopo cena cercammo un po' di sollievo dal caldo umido scappando sul terrazzino.
Lì, noi ospiti inconsapevoli, pestammo cose morbide e appiccicose, ci sedemmo su cose morbide e appiccicose, c'imbrattammo le mani con cose morbide e appiccicose.
"Oddio che schifo!"
"Ma che roba è?"
"Accendi la luce che non capisco"
Orsetti gommosi. Orsetti gommosi in ogni dove. Un'invasione di orsetti gommosi.

Io lo so che le possibilità che la vicina del piano di sopra dei miei amici legga Radio Cole sono molto scarse, ma ritengo mio dovere morale provarci comunque. Scelgo di fare un uso privatistico del mio blog. Ed essendo il suddetto un sito di carattere prettamente personale, l'uso privatistico ci sta eccome!

"Egregia vicina del piano di sopra,
no, non dico a lei, torinese 93enne che mi riempie il balcone di briciole.

Egregia vicina del piano di sopra di Antonio&Gra',
probabilmente ne è all'oscuro ma il suo adorato frugoletto, il suo piccolo principe, il fetente mostriciattolo che le scorrazza per casa, non gradisce affatto le caramelline gommose di cui lei, da madre affettuosa e solerte qual è, lo omaggia.
Il suo figliolo adorato evidentemente detesta gli orsetti gommosi o, forse, semplicemente è un dispettoso e pestifero lillipuziano. Quale che sia il motivo poco importa, fatto sta che l'essere, invece di nutrirsi dei deliziosi dolciumi, li butta a manciate nel balcone sottostante, andando a intessere un fruttuoso appiccicoso nauseabondo tappeto.
Per evitare un inutile spreco di denaro a lei e un esaurimento nervoso all'amica mia, le suggerisco di interrompere immantinente l'acquisto dei beni di dolce consumo e, già che c'è, di provvedere alla soppressione della fastidiosa creatura.

Con immensa simpatia,
Jane Erode Cole"

Infine arrivò Simona. CaricataAPallettoniSimona. Una supereroina che più super non si può. Avete presente quel genere di persona con un milione d'interessi, la mania dell'organizzazione, e la voglia di fare contagiosa? Ecco: lei.

Continua...

5 commenti:

AD Blues ha detto...

Sei peggio di una telenovela brasiliana!!!

:D

---Alex

Jane (Pancrazia) Cole ha detto...

@Alex: Guarda che questa lentezza sta facendo più male a me che a te :(

Torquitax ha detto...

E mi lasci così, in sospeso senza fare un plissè??? Eh no eh no cara Pancri, per Natale almeno aver raggiunto un punto critico della storia.
No?
Firmato, un tuo affezionato lettore torturato.

Juhan ha detto...

Io ci avrei anche altro da fare, anche urgente e so di essere già in ritardo, ma non posso abbandonare il 'puter: metti che continua la storia, devo esserci, subito!

Jane (Pancrazia) Cole ha detto...

@Torquitax: "un punto critico"? Questa storia non ha nessun punto critico.

@Juhan: allontanati sereno dal pc, "Pancrazia in Irpinia" non scappa

 

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