domenica 27 ottobre 2013

Perfect Day

Un giorno di molti anni fa ascoltai per la prima volta questa canzone.
Ero a teatro, e stavo assistendo ad una rivisitazione di "Un tram che si chiama desiderio", capolavoro di Tennesse Williams per l'occasione trasformato in "Ende Station Berlin".

Quella sera la neve veniva giù a fogli e mi si attaccava addosso come lo zucchero filato. Non l'ho più vista una neve così. Aprivo la bocca verso il cielo e la mangiavo come fanno i bambini. La mordevo e la mandavo giù soddisfatta.

Ero felice.
Ricordo che ero felice.

"Just a perfect day
you made me forget myself
I thought I was
someone else, someone good"

Un giorno di molti anni fa ascoltai per la prima volta questa canzone e cominciò a fare parte di me. Struggente e amara. Densa come la neve di quella sera.

Questa canzone rimarrà per sempre anche adesso che Lou Reed è andato oltre.
E' questo il destino dei capolavori.
E' questo il senso dell'arte.

Grazie.


2 commenti:

AD Blues ha detto...

La cosa bella dei grandi artisti è che in fondo è come se non morissero mai: le loro opere continuiano a vivere e fare da complemento alle nostre giornate perfette.

---Alex

Jane (Pancrazia) Cole ha detto...

@Alex: e anche a quelle molto imperfette, per fortuna ;)

 

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