sabato 8 giugno 2013

Io Scrivo.

Quando non si scrive per un po' di tempo le dita si arruginiscono, i pensieri si confondono e anche l'umore peggiora.

Io scrivo tutti i giorni. Scrivo per lavoro e per diletto. Scrivo di cose interessanti e di cose di cui non mi frega nulla. Scrivo. Scrivo. Scrivo.

Ma sono quasi due settimane che non scrivo un post sul blog.
Certo, continuo ad aggiornare Il Mio Progetto, ma quello è altra cosa.

Ciò che non scrivo da quasi due settimane è un post di quelli in cui racconto cosa mi è successo oggi, ieri o vent'anni fa.
Un post in cui sproloquio allegramente o approfondisco pesantemente.
Un post dove filosofeggio o psicanalizzo.
Insomma, un normale, banalissimo, post alla Pancrazia.

Dopo quasi due settimane in cui il lavoro, la casa nuova, la febbre e i timidi tentativi di avere una vita sociale degna di essere vissuta hanno avuto la precedenza, oggi ho deciso finalmente di riprendere in mano la penna, o meglio di riprendere a pigiare sulla tastiera.
E appena ho deciso, ovviamente, nel mio cervello si è creato il vuoto pneumatico.
Nessuna idea nuova.
Nessuna idea vecchia.
Nessuna idea. Punto.

Faceva tutto schifo.
Gli appunti sparsi? Porcherie.
I racconti appena abbozzati? Abomini.
Gli spunti scritti negli angoli di vecchie agendine? Deliri di una folle.

I miei neuroni oggi non si parlavano tra loro. E anche se lo avessero fatto, probabilmente, si sarebbero solo insultati.

Ma, nonostante tutto ciò, io non mi sono arresa.
Alla faccia del BloccoDelloScrittore, ignorando lo SpietatoCensoreInterno, ho scelto di fare l'unica cosa che può funzionare in questi momenti: ho aperto una pagina bianca e ho cominciato a scrivere senza pensare.
Senza pensare a quanto fosse inutile questo post.
Senza pensare alle critiche interne e neanche a quelle esterne.
Senza pensare alla necessità di mettere giù "qualcosa di veramente buono".
Senza pensare. Ma con l'unico obiettivo di rimettermi a camminare lungo questa strada. Un passo dopo l'altro. Una parola dopo l'altra. Prima piano. Poi sempre più velocemente.

Perché la scrittura è così. Per me è così. All'inizio mi sembra di dover affrontare una salita con una pendenza impossibile. Poi mi ritrovo a ridere, mentre rotolo giù da una collina ricoperta da erba alta e soffice.

Che poi magari quello che ho scritto, a rileggerlo, fa schifo.
Ma non importa.
Ci sarà sempre tempo e modo di scrivere qualcosa di meglio.
Intanto conservo i quadrifogli rimasti impigliati tra i ricci, faccio tesoro degli ultimi scoppi di risa ingiustificati e incomprensibili ai più, e mi rimetto a lavorare di buona lena. Nuovamente carica di energia e voglia di fare.
E voglia di scrivere. Ancora.

11 commenti:

Patalice ha detto...

...io sono dell'opinione che scrivere sappia di cielo, di una sorta di respiro...
il blocco viene quando subentra anche quella sorta di normalità a tratti banale, ma congenita
però questo è un parere, solo un parere...
ah, puoi rileggere, non ne rimarresti affatto delusa.

AD Blues ha detto...

Se questo è quello che ti viene fuori quando hai il blocco dello scrittore figuriamoci quando invece sei sbloccata!

---Alex

Torquitax ha detto...

La mia scrittura è invece abbastanza tirannica. Se le idee affollano la scatola cranica passo ore a farmi venire lo spasmo muscolare alla mano (sono old fashioned, prima di scrivere alcunché a computer, scrivo prima tutto a mano), altrimenti se non ci sono, bivacco su un prato guardando le nuvole. Il più delle volte è il mio stesso cervello a fregarmi. Magari mi viene una frase di inizio, me la segno per non perderla e da lì è come tirare un filo che sporge, che lo tiri perché il tessuto non abbia imperfezioni e ti ritrovi con un gomitolino in mano. Tiro la frase e mi sulla carta un paio di paragrafi pronti. Poi il rubinetto si chiude e passan un paio di giorni prima che ritorni a sgocciolare...

Juhan ha detto...

Ehmm... per esempio la casa nuova. Io non ne so niente, resto nell'ignoranza? (Anche su quell'argomento intendo).
Poi comunque vedo che sei ripartita e adesso sarà più facile, forse, anzi no, di sicuro.

Eireen ha detto...

Io invece tendo a scrivere solo quando me lo sento dal cuore, quando mi viene un'onda da dentro che non posso resistere e devo scrivere o divento matta. Scrivere anche quando non ho l'ispirazione significherebbe produrre delle schifezze e allora no, grazie! Invece è verissimo anche per me che se non scrivo mi viene un poco di depressione. La scrittura come antidoto alla malinconia.

Rabb-it ha detto...

Non mi veniva un commento, poi mi sono detta... la copio e faccio quello che ha scritto nel post, inizio a scriverlo e vedo cosa ne esce.
Uhm... niente.

A differenza del tuo bel pezzo sull'ispirazione il mio commento non sa di niente.

Meglio che mi fermo.

^_^

cescocesto ha detto...

ho fatto la stessa cosa più o meno due settimane fa.
spesso l'ansia da "devo scrivere" devo semplicemente essere spazzata via, e possiamo farlo solo mettendoci alla tastiera.
bentornata jane.
Cesco

Anonimo ha detto...

Io sono pienamente in accordo con AD Blues, questo post lo trovo bello e mi piace vederti mentre ROTOLI giù, mentre ridi e i quadrifogli fanno capolino dai tuoi ricci :-)

sorellaCole

Jane (Pancrazia) Cole ha detto...

La scrittura è un'amante, un'amica ed un amore. Mi è piaciuto molto leggere i modi diversi in cui ognuno di voi vi si rapporta.
Grazie a tutti.

formichina ha detto...

mi hai proprio fatto venir voglia di scrivere... bacio

Maurizio Maestri ha detto...

Io sono un bradipo. Scrivo 7 parole all 'ora. Infatti aggiorno il blog due volte l' anno!

 

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