venerdì 30 novembre 2012

Cinquant'anni in un mese (2)

Ad inizio agosto Sissi ed io, una in partenza da Cesena e l'altra da Torino, ci ritrovammo sullo stesso treno.
Direzione Napoli.

Appena la vettura si fermò, allungai il collo cercando di rendere visibile la mia testa riccia. Sissi mi individuò immediatamente, ci sedemmo vicine e, da quel momento, iniziò l'inferno.
No, non per noi. Per tutti gli altri.
Per tutti gli altri passeggeri che dovettero subire chiacchiere, confidenze, ricordi e risate di due amiche che non si vedevano da anni.

Iniziammo a parlare appena sedute e non chiudemmo le nostre boccucce sante fino all'arrivo nel capoluogo partenopeo.

Qualche nostro compagno di viaggio tentò di togliersi la vita, o di strapparsi le orecchie e farne due deliziosi ciondoli.
Qualche altro provò a toglierci la vita, o a strapparci le corde vocali e farne una comoda arpa tascabile.
Alla fine, comunque, giungemmo tutti a destinazione.
Sani e salvi.
Noi un po' svociate. Gli altri un poco esauriti.

Dopo il treno, per raggiungere la provincia di Avellino, ci toccò imbarcarci sopra una corriera priva di aria condizionata e con l'umidità pari a quella di un bagno turco.
E a me, personalmente, toccò pure sopportare il dileggio telefonico di Gra'.
"Dove siete?"
"Siamo in corriera, appena partite dalla stazione"
"In corriera? uahuahauahauah corriera? uahauhauahauahauh ma come parli? uahauahauhauah come sei vintage!"

Sissi cercò di rassicurarmi:
"Anch'io dico corriera, non ti preoccupare"
Io, invero, non mi sentii affatto rassicurata.
La mia amica cesenate, infatti, è famosa per "parlare strano". Lei, ad esempio, usa il termine "bagaglio" per indicare qualsiasi cosa.
"Mi passi quel bagaglio?", ti dice.
E mentre tu cerchi da qualche parte una valigia, o almeno una borsa, scopri che lei voleva l'aspirapolvere, il tostapane, o un set di posate da 24.
Perché, come disse un giorno Martino, il nostro compagnuccio veneto, "a fare l'Erasmus non solo ho imparato il tedesco, ma soprattutto ho imparato che nessuno parla bene l'italiano. Né a nord né a sud. Subiamo tutti fortissime influenze locali."
Per lui non era una cosa buona. Affatto.
Per me, invece, è un'enorme ricchezza.

Io, ad esempio, ho cominciato ad usare i termini "assai" e "scostumato" proprio dopo aver conosciuto Gra' di Avellino. Ariano Irpino per la precisione.
Termini che non appartengono alla mia terra, ma che sono di inarrivabile perfezione.
Perché "assai" è infinitamente meglio di "molto". Più ricco. Più pieno. Più denso. Con un peso specifico maggiore.
E perché se dico "scostumato" ho detto tutto, senza bisogno di aggiungere altro. Se ti do dello scostumato sappi che ti odio.
Assai.

Continua...

13 commenti:

Rabb-it ha detto...

Oh pure io dico corriera... specialmente per iscritto, non sono mai sicura di quante l ci vadano in pullman e allora vado di corriera :-p, che almeno so come si scrive.
Mi fa stare assai più tranquilla!

Anonimo ha detto...

A nome degli arianesi (abitanti di Ariano Irpino) grazie "assai" :-)

www.cittadiariano.it

Juhan ha detto...

Io, a volte, assai lo scrivo assay, non sempre ma a volte.
mi sembra che sia assay più bello.

Eireen ha detto...

Scusa, ma invece di "corriera" come si dovrebbe dire? Pulmann? Autobus?
E quella di "bagaglio" mi ha fatto tanto ridere. Perchè io lo dico da sempre nel senso di "oggetto qualunque, coso" e mai, mai, mai, l'avevo associato al concetto di "valigia"!

Jane (Pancrazia) Cole ha detto...

@Rabb-it e Juhan: mi fa molto piacere scoprire di non essere l'unica estimatrice dell'"assai" :P

@Anonimo: prego e benvenuto! :)

@Eireen: io uso corriera per indicare un autobus che fa un tratto extraurbano. Un mezzo che unisce due comuni, come quella che da Napoli va ad Avellino. Secondo la mia amica Gra', invece, corriera è solo un modo antico di dire pulmann.
Per quanto riguarda l'utilizzo del termine "bagaglio" come parola jolly credo che sia tipico solo delle vostre zone.(Silvia è di Cesena)

Ma scusa per te "bagaglio a mano" che significa? "Oggetto qualunque, coso, a mano"??? :D

@tutti: non c'è niente da fare, le differenze linguistiche locali sono uno spasso! :D

Juhan ha detto...

Ce ne sono di tutti i tipi: a Torino (forse anche te) si usa "caduno" a Milano "cencinquanta".
E che dire della pronuncia di "piazza Béngasi" (TO) e "régime" (Polito).
O sono io che interpetro male la roba?

LA CONIGLIA ha detto...

non so se sia una cosa sarda, ma il pullman é quello che gira in cittá e la corriera quella che fa i tragitti lunghi...anche io uso espressioni prese da altre parti d´italia, come ´puzzarsi dal freddo´ o ´chi no bussa no gussa´ prima del brindisi :)
E la penso come te, ci sono definizioni ed usi che rendono meglio di quelli di casa nostra...e poi chi l´ha detto che l´italiano é bello perché pulito dei dialettismi? io li adoro.

roberta ha detto...

Mia nonna diceva 'scostumato' a ogni nipote che cercasse di ottenere più di un panino per merenda. E' molto accogliente sapere che ogni punto d'Italia ha un cuore con una lingua tutta sua. Il mio cuore calabrese, per esempio, è diventato un pò napoletano per via di un'amicizia.

AD Blues ha detto...

Bisognerebbe rispondere a Martino (veneto!!! senti chi si lamenta!) che non ha mai fatto l'Erasmus con un toscano... ;-)
Maremma bu'aiola!

---Alex

PS = per me son tutti autobus oppure in breve, semplicemente bus!

Anonimo ha detto...

Da Licia:
Jane!!! Urge la terza puntata!!!!

Jane (Pancrazia) Cole ha detto...

@Roberta: benvenuta! :)

@Licia: hai visto quanto sono stata solerte? ;)

Anonimo ha detto...

da Licia:
Che efficienza!
Immagino che se adesso chiedessi la quarta puntata, risulterei quantomeno ingorda....

Farnetico ha detto...

Sto preparando un assalto alla diligenza diretta a Fort Acitrezza. Chi è dei nostri?

 

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