mercoledì 4 luglio 2012

Racconto: "Rimini, 1983"

Una giornata afosa. La camicia a quadretti appiccicata alla pelle. Il fondo dei pantaloni irrigidito da acqua, sale e sabbia. E i sandali, i sandali tenuti su con il nastro adesivo, che spernacchiano ciaf ciaf ciaf ad ogni passo.

Franco si toglie la macchina fotografica dal collo. La radio canta "Vamos a la playa", mentre lui svuota la borsa piena di rullini sul bancone della camera oscura.

Un buon giorno, è stato davvero un buon giorno. Finalmente le ha trovate. Erano ai bagni "Da Lillo", abbracciate sul bagnasciuga. Le stava cercando da tempo. Italiane, scure, con teste piene di ricci.

A Lei piacciono i ricci. Le piaceranno tanto. Anche a lui piacciono i ricci.

Non sono madre e figlia. Ma sorelle. Lei non ci farà caso. Lei non vorrà farci caso. Non le importa. E neanche a lui importa.

Anna e la piccola Elisa. Le ha trovate.

Franco prende l'ultimo rullino e sviluppa le foto. Cerca di fare il lavoro con calma. Una famiglia di tedeschi tutti grassi come porci. Ripete con cura gli stessi gesti. Un bambino che piange terrorizzato dall'acqua. Le mani gli tremano dall'agitazione. Una coppia di fidanzati. Li osserva un secondo di più, sembrano felici, quel bruciore all'altezza del cuore si fa sentire. Gastrite.
E poi eccole. La piccola con quel broncio che la rende più vera. La grande con i capelli scompigliati davanti al volto, e la promessa di una bellezza pronta a sbocciare.
A lui piacerebbe una donna così. A lui sarebbe piaciuta una donna così. Anche a Lei piacerà.

Aspetta che la foto si asciughi, poi sale le scale ed entra nell'appartamento semibuio sopra al negozio.

Lei è seduta sulla poltrona. Immobile. Nella stanza c'è puzza di chiuso, medicine e piscio.
"Le hai portate?", gli chiede allungando le mani come artigli e strizzando gli occhi quasi vuoti.
La stessa domanda. Sempre la stessa domanda.
"No, mamma, te l'ho detto tante volte. Anna lavora tutto il giorno e questo non è un ambiente sano per la piccola."
"Hai ragione, meglio che non vengano qui. Ma quando mi riprenderò mi farò bella. Bella e pulita. E andremo tutti a pranzo assieme. Come una famiglia vera."
"Sì, mamma, quando starai meglio", dice Franco pensando agli ultimi dieci anni.
La malattia, la depressione, la follia della madre.
La malattia, la depressione, la follia ormai diventate anche sue.

All'inizio aveva cercato di trattenerla, di sorreggerla, ma alla fine è stata Lei la più forte. Lei a trascinarlo nel baratro. Succhiando via ogni respiro, ogni attimo, ogni speranza.
Attaccati entrambi all'inganno di una vita immaginaria.

"Oggi però ho un regalo. Una loro foto."
Lei, attrice consapevole di una recita tragica, allunga le mani e afferra il loro ultimo feticcio, la loro ultima menzogna.
"Come sono belle. Un giorno staremo tutti assieme."
"Un giorno", ripete lui sedendole accanto. Al buio.

8 commenti:

dailygodot ha detto...

:)

Rabb-it ha detto...

L'idea che potrebbe essere la foto di un guardone un po' inquieta eh.
Però l'idea che con quella foto innocente una vecchina abbia avuto l'illusione di vedere nuora e nipote... mah non so sai che mi inqueterebbe lo stesso e sono contenta che sia solo un racconto?

Oh se poi tu volevi appunto inquietare i lettori...missione compiuta.

O come disse un tale la cosa bella delle parole scritte è che spesso tra le righe ognuno immagina cose differenti e non danno a tutti le medesime sensazioni.

Jane (Pancrazia) Cole ha detto...

@Rabb-it: sì sì, il racconto è volutamente inquietante.

Ho voluto sperimentare una cosa un po' diversa dal mio solito. Sono sempre in cerca di territori nuovi da esplorare.
Indiana Jane :)

Rabb-it ha detto...

Eh adesso sai come mai mi inquietava.
Rinnovo i complimenti per l'ottima resa.

LA CONIGLIA ha detto...

Il tuo intento è riuscito in pieno...Complimenti!

Jane (Pancrazia) Cole ha detto...

@La Coniglia: Booh! ehehehe mi ero dimenticata che sei un po' fifona. La prossima volta ti avverto prima :P

Queen B ♛ ha detto...

questo post è bellissimo
toccante, pieno di sentimento, mi ha fatto venire i brividi

*la foto è tua, vero!

Jane (Pancrazia) Cole ha detto...

@Queen B: grazie mille.
Ebbene sì. la(meravigliosa)bimba sulla sinistra sono io :)

 

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