mercoledì 20 giugno 2012

#save194

In Italia il 70% dei ginecologi è obiettore di coscienza. Si rifiuta di praticare l'aborto.
Perché? Sono stati tutti illuminati sulla via di Damasco? Ma quando mai!
Semplicemente in Italia fare determinate scelte aiuta la carriera. Comportarsi in un determinato modo negli ospedali pubblici spalanca le porte dei primariati. Svolgere determinate pratiche nelle cliniche private riempie i portafogli e salva le apparenze.

Poco importa che le donne di fronte ad una delle decisioni più difficili della propria vita si ritrovino sole.
Poco importa che in questo paese viga una legge al riguardo. 

Non conosco nessun ginecologo che ami praticare un aborto. Non è mai un intervento piacevole ma c'è comunque chi lo fa. Quel 30% di professionisti non ha più pelo sullo stomaco rispetto agli altri, ma semplicemente maggiore consapevolezza dei propri doveri. Quel 30% di professionisti sceglie di prendere sulle proprie spalle il peso di un lavoro ingrato. Perché i pazienti non devono essere lasciati da soli. Mai.

E allora, giovani medici in cerca di una specialità, è a voi che parlo.
Non volete praticare aborti?
Non ve la sentite?
La vostra religione non lo permette?
O temete che farlo ostacolerebbe la vostra carriera e, dopo tutti questi anni di studio, chi se ne fotte di ste ragazzine che non hanno ancora imparato a tenere le gambe strette?  O di ste donne che semplicemente non se la sentono? Chi se ne fotte? Non sarà mica un problema vostro, no?
Giusto. Non deve essere necessariamente un problema vostro.

Quindi: fate altro.
Fate i pediatri, i neurologi, i cardiologi, gli anatomopatologi, i medici legali, gli oftalmologi, gli ortopedici, fate quello che vi pare. Ma non i ginecologi. Fate un favore alla società e un servizio al camice che portate. Ridate dignità a un mestiere che meriterebbe più rispetto da parte di tutti, e in primo luogo da parte di chi lo pratica.
I ginecologi devono, nel caso sia necessario, praticare aborti.

Chi ha paura dei pazzi non fa lo psichiatra.
Chi ha paura del sangue non fa il chirurgo.
Voi siete obiettori di coscienza? Non fate i ginecologi.
Avete scelto comunque di fare i ginecologi? E allora fate il vostro dovere.
E risparmiateci le lezioni di morale, siete gli ultimi a poterle dare.

15 commenti:

Shula ha detto...

Ciao, grazie per lo spunto di riflessione!
In effetti non mi ci ero mai soffermata... E non pensavo che fossero così pochi i ginecologi che eseguono aborti.
C'è ancora troppa gente che pensa che le donne non abbiano diritto di scegliere.

Eireen ha detto...

Brava, ottimo pezzo.

Clelia ha detto...

Quanto e' vero quando dici 'Comportarsi in un determinato modo negli ospedali pubblici spalanca le porte dei primariati'....

La chiesa e' una lobby potente. Personalmente penso che chi e' obiettore non sia un medico!

clelia

Jane (Pancrazia) Cole ha detto...

@Shula: benvenuta! Grazie per essere passata ed aver lasciato un commento.
Sì, purtroppo, l'obiezione di coscienza tra i ginecologi in Italia è una vera piaga.

@Eireen: grazie.

@Clelia: sono felice di rileggerti sul tuo blog ed anche qui da me.
La pensiamo allo stesso modo.

Farnetico ha detto...

Prescindendo da ogni mia considerazione personale sull'aborto (non riesco a dire si o no come fosse la scelta di un vestito), io son sempre, in linea di principio, contrario alle generalizzazioni. Pur condividendo la paura che la scelta di obiettore sia, in pochi o molti casi, riconducibile a strategie di carriera. Non posso negare che in questo, come in altri casi, ci sia uno spazio inviolabile della coscienza che non può essere sottovalutato o sminuito.
Mi riferisco a coloro che avvertono l'incapacità di realizzare l'aborto.
Non credo che siano medici di serie b o che non debbano essere rispettati. Credo, sulla scorta delle esperienze di coscienza relative alla mia professione, si debba cercare una risposta in termini umani e morali piuttosto che di legge o di contesto storico. Avrei altre 2000 cose da dire ma mi fermo. Credo si debba rispettare la scelta vera, sentita e personale dell'obiettore di coscienza.
E così arrivò il giorno in cui non fui d'accordo con te..

LA CONIGLIA ha detto...

Brava brava brava la mia Jane!

Ross ha detto...

@Farnetico: il punto è che la libertà di coscienza dell'obiettore non può limitare (o arrivare a negare completamente) la libertà di autodeterminazione della donna sul proprio corpo.
Per due motivi molto semplici: primo, perchè si tratta di una decisione che nel momento in cui si diventa ginecologo smette di essere personale e privata e va a influire sulla vita e la salute di altre persone; e secondo, soprattutto, perchè si tratta di una decisione basata su una convinzione religiosa (anzi, cattolica: per quale motivo allora non ci si batte con la stessa violenza per la "libertà" dei medici testimoni di Geova di rifiutarsi di eseguire trasfusioni, pratica vietata dal loro credo e ugualmente frutto di una loro "vera e sentita scelta"?) e quindi irrazionale, che nell'esercizio di una professione non può e non deve prevalere sull'uso dell'intelletto, sulla deontologia e sulla legge.
Quando era in vigore il servizio militare obbligatorio, chi faceva obiezione di coscienza evitava la leva, ma veniva giustamente interdetto da tutte le professioni che prevedevano l'uso delle armi, per inidoneità dei propri profondi e irrinunciabili principi morali. Perchè, a maggior ragione, questo non dovrebbe valere per una persona che sinceramente non se la sente di praticare un aborto? (ed eviterò qui di parlare dei tanti schifosi che invece vestono l'abito del santo obiettore solo negli ospedali pubblici, ma che poi dietro pagamento di fior fior di quattrini macellano clandestinamente nelle loro cliniche private).

Courtney ha detto...

Sono assolutamente d'accordo con te Jane e con Ross.

Greta ha detto...

Come se per una donna arrivare ad una decisione simile fosse facile!
Io questa decisione l'ho subita, purtroppo ho avuto un aborto spontaneo, ma fortunatamente tutto il personale dell'ospedale è stato gentile e professionale, in particolare il ginecologo di turno, che, anzi, è stato molto più umano della mia ginecologa.
hai ragione Jane, meglio che facciano altro!

Farnetico ha detto...

@Ross Ribadisco che la scelta dettata dalle esigenze di carriera, da motivi di opportunismo, convenienza o utile, non è considerabile neanche come tale, bensì una vigliaccata da meschini.
Non son, tuttavia, d’accordo con i due motivi.
Per il primo, penso che mai un uomo possa esser privato da altri o privarsi autonomamente della propria libertà di coscienza. La scelta di ginecologo, di militare o avvocato, non può sottrarre all'individuo la libertà e la coscienza, Saremmo banalmente macchine. Non credo esista una funzione, una professione, un mestiere che possa evitare per un periodo di tempo più o meno determinato che ci si possa porre domande, sentire a disagio o si possa sentire l’ingiustizia di un’azione perché obbligati dalla legge. La libertà di coscienza è l’unica garanzia che rimane e nessuna legge né ordine gerarchico può intaccarne la forza.
La decisione di un medico che si basasse su un credo religioso, cattolico o ebreo non mi interessa, è una decisione rispettabilissima in quanto la religione con, senza o insieme ad altri parametri, costituisce il patrimonio culturale e morale di ciascuno di noi e in quanto tale non può essere ritenuto inferiore o sbagliato rispetto ad un altro. Non accettare i diversi modi di sentire è, a mio avviso, il germe della discriminazione per le idee, il che, peraltro, è proprio ciò che in fondo tu, Ross, sostieni facciano i medici obiettori quando impongono la loro scelta alle donne e alla società.
Io ritengo sempre che la risposta non debba essere cercata sul piano di una presunta superiorità di una morale su un’altra o della laicità sulla dottrina religiosa, bensì sul piano umano confrontando i valori che di volta in volta vengono in conflitto.
Ancora in ordine al primo motivo e sempre a mio modesto avviso ,la scelta di obiettore, per la valenza interiore e il il peso sociale che riveste non può essere subordinata esclusivamente alla deontologia e alla legge per un triplice ordine di motivi:
- Le leggi sono fatte dagli uomini, ma ci sono state, grazie al cielo, delle persone che armate di coscienza e umanità hanno deciso di lottare al fine di far approvare una legge più “giusta” (quella di cui oggi si parla).
- Le leggi rappresentano solo una regolamentazione che una comunità si da in base ad un sistema di principi e valori tra cui anche la religione, l’etica, la morale comune. Se un tempo la legge consentiva la schiavitù o l’omicidio d’onore, non vuol dire che queste leggi fossero giuste. Secondo me era meglio non rispettarle.
- Ergersi a detentori della giusta morale, del corretto pensiero, dell’etica conforme ai valori più alti è a mio parere il mezzo per arrivare ad uno scontro, magari da vincenti, non ad una crescita culturale del paese e della gente tale da realizzare una evoluzione di pensiero e di principi.
Per quanto riguarda l’esempio della leva militare, giova sottolineare che non si tratta di professione, bensì di semplice mestiere. Il motivo è da individuare nel fatto che a differenza della professione medica, per esempio, non vi è una prevalenza dell’opera intellettuale tout court considerata, piuttosto è mera attività materiale / manuale. L’obiezione, in quel caso, nasce dall’esigenza di non obbligare alcuno ad utilizzare armi nei confronti di altro essere umano in esecuzione di un ordine o di un fattore contingente.
Nella professione medica, diversamente, è prevista la possibilità di non svolgere “quella” determinata attività. Raramente si verificano delle ipotesi come quella dell’aborto in cui la percezione dell’attività curativa può essere per molti medici inferiore o nulla rispetto alla effettuazione dell’aborto.
Per gli Avvocati non è previsto caso di obiezione di coscienza qualora il professionista si rifiuti di difendere uno stupratore, un assassino. L’Avvocato può rimettere il mandato e lo può fare in coscienza e in libertà sebbene la legge dica che ogni uomo è innocente fino a sentenza di condanna definitiva, che ha diritto al giusto processo e di difendersi.

Jane (Pancrazia) Cole ha detto...

Erano anni che in questo blog non si assisteva ad un dibattito di tale livello: me ne compiaccio e ringrazio coloro che vi stanno partecipando.

E ora dico la mia.

@Farnetico: mi sembra che tu, volutamente o meno, abbia deciso di ignorare il vero significato di questo post.
O forse io, presa dalla foga, non ho reso sufficientemente chiaro il mio pensiero.

Conoscendo MOLTO BENE l'ambiente medico posso affermare senza paura di essere smentita che, purtroppo, la maggiorparte di quel 70% di obiettori ginecologi fa questa scelta per ragioni di opportunità. Punto. Questi quindi non possono neanche essere considerati veri obiettori. Sono altro.

Ma il mio post propone, un po' provocatoriamente, anche un altro banalissimo spunto di riflessione: se sei obiettore di coscienza perché diavolo scegli di fare il ginecologo???
Se un medico ritiene onestamente che l'aborto sia una pratica contraria ai propri principi, di qualunque natura essi siano, dovrebbe nel rispetto della propria professione e dei diritti del paziente SEMPLICEMENTE scegliere un'altra specialità.
A me sembra un'elementare applicazione del buon senso.

L'aborto è un intervento spiacevole ma che fa parte della professione del ginecologo. Non è un optional!

La maggiorparte dei medici italiani lavora in strutture piccole. Se sei l'unico ginecologo presente e dici NO all'aborto la paziente è costretta a fare il giro di altre 10 strutture prima di trovare quella giusta. E il diritto di queste donne chi lo protegge? Il fardello che devono portare non è già abbastanza pesante? E il dovere di un medico nei confronti dei pazienti?

Il dovere. Ribadisco. Delle volte ho l'impressione che, a forza di proteggere i sacrosanti diritti di tutti, si dimentichino i doveri. Doveri che adulti, facendo alcune scelte rispetto ad altre, accettano e che poi non possono ignorare a proprio piacimento.

@Greta: ti ringrazio e ti abbraccio di cuore per il tuo commento così onesto e sincero.

Lumaca a 1000 ha detto...

Ottimo post! E ottima anche la risposta qui sopra! Hai spiegato perfettamente la situazione che c'è nel nostro paese.

Farnetico ha detto...

Magari sarò stupido e non capisco il significato del tuo post, tuttavia leggendo l'art. 4 della legge 194 pare che l'obiezione di coscienza esista e che tra l'altro non sia stata dichiarata costituzionalmente illegittima. Quindi da idiota chiedo: Posto che la legge consente la possibilità di cui si discute perché dire che praticare l'aborto rientra tra i doveri o obblighi del ginecologo? Questa è una cosa non corrispondente al vero a mio parere in quanto la stessa legge che consente l'aborto consente anche l'obiezione di coscienza. Quale parte della legge selezioniamo qui?
Se apro un blog contrario all'aborto mi daranno del cretino perché se la legge dice che è consentita l'obiezione vuol dire che non si deve praticare l'aborto?
Ho fatto pure l'esempio degli avvocati che possono rimettere il mandato perché non intendono difendere gli imputati dei delitti più efferati: Cambiano professione? Fanno i carrozzieri? Chi difende i diritti dell'imputato di omicidio ai danni di un minore o di chi è accusato di tratta delle schiave? o di stupro? Chi?

Jane (Pancrazia) Cole ha detto...

@Farnetico: elimino il termine dovere e la spiego diversamente. L'aborto fa parte degli interventi che pratica normalmente un ginecologo. Non fa parte della pratica clinica di un oftalmologo o di un neurologo. E' un intervento da ginecologo. Siamo d'accordo?

Il medico che deve ancora entrare in specialità, che quindi non è ancora ginecologo, non dovrebbe avere il buon senso di scegliere una carriera che non metta in difficoltà le sue più intime convinzioni? In modo da non dover ricorrere all'obiezione, rischiare di lasciare le piccole strutture sguarnite e, peggio ancora, le pazienti abbandonate a loro stesse?

Non sto proponendo loro di fare i carrozzieri. In medicina ci sono più di 20 specializzazioni diverse, c'è davvero l'imbarazzo della scelta.

Coloro che decidono la propria strada avendo la lucidità di prendere in considerazione anche questo lato della faccenda secondo me dimostrano maturità, oltre che grande rispetto per la professione medica e i pazienti.

Coloro che questi problemi decidono di non farseli, sempre secondo me, dimostrano superficialità, egoismo e poco rispetto per il camicie che tronfi indossano.
La legge glielo permette, lo so.
Ma la legge permetterà anche a me di pensare il peggio di loro, o no?

Alligatore ha detto...

Leggo solo ora, e appoggio in toto il tuo post e le risposte che hai dato alle posizioni garbate di Farnetico (e anche la puntualizzazione di Ross). Mi spiace di essere il solo maschietto (dove sono gli altri?, questa è una questione che riguarda anche noi) ...il discorso dell'obbiezione al servizio militare, che io ho fatto, è cosa diversa: lì, io, per seguire le mie convinzioni morali, non avevo altra scelta che il servizio civile (o il carcere), qui il medico può decidere di specializzarsi in altri campi, come hai giustamente spiegato tu.

 

Blogger news

Blogroll

About