venerdì 11 maggio 2012

Io sì.

Avere i capelli ricci è una missione.

Non tutte le donne se li possono permettere. Non è un caso che le permanenti chimiche siano spesso un fallimento, o che i bigodini diano risultati deludenti. Se uno i ricci non ce li ha non se li può dare. Ricce si nasce, non si diventa. E, comunque, non tutte le ricce naturali hanno la forza d’animo, lo charme e la personalità necessari per poter gestire una testa anarchica.

Avere i capelli ricci è una missione, una vocazione e, a tratti, una condanna.

Quand’ero piccola mia madre, stritolata tra il lavoro fuori casa e l’animo da casalinga disperata, per ridurre i tempi di gestione della mia criniera non faceva altro che tagliare. Tagliare senza pietà. Regalandomi un’acconciatura in bilico tra un marine e un impiegato del catasto. Regalandomi così anche un bonus per una manciata di anni di analisi.
“Ma che bel bambino!”, dicevano al mercato. “Sono una femmina!”, ringhiavo io.
“Avete fatto anche il maschietto?”, chiedevano i lontani parenti incontrati per caso. “Sono una femmina”, urlavo io.
“Visto che hai i capelli corti ti faccio fare Don Rodrigo”, mi diceva la maestra Egle. “Va bene, ma voglio pure un cappello con la piuma”, rispondevo io cercando di ricavare qualcosa di buono dalla mia incresciosa situazione tricotica.

Di notte io non sognavo svolazzanti mini poni color pastello o vasche piene di orsetti gommosi. Io sognavo di avere i capelli lunghi. Perché quando hai una sorella molto più grande di te e molto gnocca, ti senti cozza già di tuo, senza bisogno che ogni tre per due si metta in dubbio addirittura la tua appartenenza al genere femminile.

Dovetti aspettare fino alle medie per avere carta bianca e totale controllo della mia chioma. “Mi farò crescere i capelli”, annunciai al mondo. “Cresceranno in larghezza e non in lunghezza”, sentenziò mia madre.

I miei ricci crebbero, crebbero e crebbero. Prima in larghezza. Ma poi anche in lunghezza.

I miei ricci con il tempo sono diventati medi, lunghi, lunghissimi, corti, cortissimi e poi di nuovo medi, lunghi, lunghissimi, corti e cortissimi. I miei ricci sono diventati rossi, biondi, biondissimi, neri, castani e poi di nuovo rossi, biondi, biondissimi, neri, castani. I miei ricci hanno provato spuma, gel e centinaia di tipi diversi di balsamo.
I miei ricci hanno espresso tutte le proprie potenzialità.
I miei ricci esprimono ancora tutte le proprie potenzialità.

Avere i capelli ricci è una missione.
Non tutte le donne se li possono permettere.
Io sì.

12 commenti:

Effe ha detto...

Grazie. Non avrei saputo dirlo meglio. E poi vogliamo parlare della solitudine della bambina/ragazza/donna riccia? Dobbiamo sostenerci tra di noi, quelli normotricotici non ci capiscono.
#forevercurls
;)

Jane (Pancrazia) Cole ha detto...

@Effe: compagna! ;)

Lumaca a 1000 ha detto...

Ho i capelli lisci ma mia madre me li tagliava corti lo stesso e adesso la ringrazio perchè altrimenti sarebbe stato un supplizio per entrambe.
Ma i capelli lisci sono deprimenti (su di me almeno)
quindi faccio la permanente e mi sta bene bene bene ;)
Quindi i miei capelli variano da lisci a ricci a mossi a lisci a seconda di quando ho fatto la permanente.
Il problema è che i capelli ordinati non fanno per me, col riccio anarchico mi sento molto più a mio agio non c'è niente da fare :)
Un'ultima cosa: lisci o ricci che siano, tagliarli ogni tanto cortissimi con la macchinetta da una gran soddisfazione :D

Tendallegra ha detto...

Io sono riccia fino al midollo, io sono riccia nell'anima.
La mia personalità è la gemella dei miei riccioletti che io amo allegramente.
Riccia si nasce, non s'improvvisa.
Il capello ha un cervello tutto suo, non lo pieghi, non lo domi: impari a conoscerlo e a seguire le sue inclinazioni, i suoi desideri di libertà. Ad un certo punto della vita anche lui impara a conoscere te e a capire come vorresti sentirti: e allora si diventa una cosa sola....
una riccia anima libera.

P.S. Pancraziettuccinellina mia... grazie per questo post che non è un semplice disquisire di capelli.
E' molto... è tanto di più... ci siamo capite, vero?

Rabb-it ha detto...

Uh... mia madre fino agli otto/nove anni circa mi torturava, nel senso che io piangevo ogni volta che c'era da pettinarmi.(lunghi che coprivano tutta la schiena... bah!)

Poi agli otto circa... HO POTUTO tagliarli corti.
Mi pigliavano per maschio?
Sì capitava, ma l'idea di farli crescere di nuovo non mi ha mai sfiorata.
E la mia parruchiera un po' ne soffre ;-)

Mentre mia madre ogni tanto guarda le mie foto da piccola e... sospira!

Regina Madry ha detto...

ti dirò di più: io li ho pure tagliati piuttosto corti, immagina l'effetto....il risultato? un successo clamoroso!! :))

Jane (Pancrazia) Cole ha detto...

@Lumaca: addirittura con la macchinetta? Io non ce la farei mai ma non per i capelli, più che altro per la paura di avere qualche strano bozzo sulla testa.

@Alessia: certo che ci siamo capite. Scrivendo il post pensavo "devo segnalarlo ad Alessia, così sono sicura che lo leggerà, lei può capirmi, eccome se può capirmi" ;)

@Rabb-it: lunghi, corti, media lunghezza. Io ho provato tutti i tagli esistenti al mondo. Mi piace cambiare e soprattutto avere la libertà di farlo. Nonostante tutto il tempo passato, non mi sono ancora ripresa da 12 anni di tricotica dittatura materna O_o

@Regina Madry: io li porto abbastanza corti da qualche anno e sto un amore. Ma del resto, quando si è gnocche come noi, il risultato splendido è inevitabile.

LA CONIGLIA ha detto...

Tu sai quanto ti invidio, vero?

Jane (Pancrazia) Cole ha detto...

@LaConiglia: sì, sì :P

Spiessli ha detto...

"...dona riccia la fa i capricci e mì la dona riccia la vöri no!"

Faceva la canzoncina ;o)

ma poi il cappello con la piuma l'hai avuto?

Jane (Pancrazia) Cole ha detto...

@Spiessli: si, ma più che Don Rodrigo sembravo d'Artagnan :P

Courtney ha detto...

Gli impiegati del catasto sono molto fashion.
I capelli ricci richiedono devozione totale

 

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