mercoledì 29 febbraio 2012

Free Rossella

Rossella Urru è stata rapita dal campo profughi Saharawi di Rabuni la notte tra il 22 e il 23 ottobre scorsi. Insieme a lei sono stati presi anche due cooperanti spagnoli: Ainhoa Fernandez de Rincon e Enric Gonyalons.

Rossella lavora da due anni in Algeria, coordinando un progetto che si occupa di rifornimenti alimentari nel campo, con particolare attenzione ai bisogni specifici di donne e bambini.
Lei è laureata in Cooperazione Internazionale con una tesi proprio sul popolo Saharawi.
Non è una sprovveduta. Ha trasformato la sua grande passione, la sua grande voglia di fare, in un lavoro difficile, pericoloso ma estremamente utile, che sicuramente la riempie d'orgoglio e soddisfazione.

Io di Rossella so questo e poco altro, come tutti voi del resto.
Ma, guardando le sue foto, ho cercato di intuirne il carattere e i sentimenti. Guardando quelli occhi neri come pozzi e quel sorriso sereno, ne ho percepito l'amore per la sua missione, l'entusiasmo e la voglia di mettersi in gioco, darsi da fare, fare ciò che si deve, senza tanti fronzoli. Semplicemente.

Rossella sembra una ragazzina ma è una donna. Una donna in gamba rimasta vittima, come tanti altri, dei giochi di potere, delle battaglie intestine di una terra mai pacificata.

Per mesi in Italia non si è più parlato di lei. I media l'hanno ignorata. La sua era una notizia noiosa, senza pruriginosi particolari o risvolti macabri. Ma negli ultimi giorni, per fortuna, il silenzio si è fatto meno assordante e le voci hanno cominciato a levarsi.
Le nostre sono voci flebili e nulla possono sul piano internazionale. Ma sono voci sincere e decise che vogliono alzare l'attenzione, vogliono mandare un messaggio di affetto fino al deserto e, semplicemente, vogliono far sentire la famiglia di Rossella meno sola.
Noi ci siamo, siamo con voi, siamo orgogliosi di questa donna che ci rappresenta con il sorriso e la concretezza.
Liberate Rossella. Sono in molti ad avere bisogno di una donna come lei. Noi, la sua famiglia, e i profughi Saharawi.

Questo post rientra nell'iniziativa Blogging Day per Rossella Urru.

9 commenti:

Lumaca a 1000 ha detto...

Brava Jane! A quanto pare siamo in tanti!

Mela ha detto...

come ho scritto in un altro blog io ho saputo di lei solo con l'annuncio di Geppi a sanremo.
è proprio vero che i media non ne hanno parlato.

Jane (Pancrazia) Cole ha detto...

@Lumaca: mai abbastanza!

@Mela: sì, ne hanno parlato poco i primi giorni e poi più nulla. Evidentemente avevano notizie molto più succose da spremere.

Spiessli ha detto...

Come ho scritto da Paleomichi sono un po' combattuta. Quando ho saputo dell'iniziativa di oggi mi sono annunciata subito, ma poi mi sono chiesta se "fare pubblicità" sia davvero positivo.
Sono situazioni delicate da gestire e forse parlarne può complicare le cose.
Certo, coem dicevi tu Jane per la famiglia è un segnale importante, ma speriamo che questo non metta i bastoni fra le ruote ai negoziatori.

Alligatore ha detto...

Non sapevo di questa giornata dedicata a lei, l'ho capito solo ora, dopo il passaggio dalla lumachina e da te ... aderisco e mi preparo a farne un post appena sarà libera.

Ross ha detto...

Un conto è la prudenza nel diffondere notizie magari imprecise o non verificate per non mettere a rischio il lavoro di negoziazione, un altro il silenzio totale, la dimenticanza. Nel caso di Rossella si è oltrepassato decisamente questo confine e da parte dei cittadini è quindi un dovere esercitare pressione sui governi coinvolti perchè facciano di più e meglio per riportarla a casa.

Spero di poter gioire presto con te per la sua liberazione, come abbiamo fatto per Francesco Azzarà di Emergency.

Daniele Verzetti, il Rockpoeta® ha detto...

Giusto parlarne. Fa male vedere che a livello mediatico invece tutto é ancora molto avvolto nel silenzio.

LA CONIGLIA ha detto...

Grande Jane!

Jane (Pancrazia) Cole ha detto...

@Ross: hai usato il termine giusto. Nel caso di Rossella si è trattato di "dimenticanza" e anche indifferenza. Ed ora, chi aveva il dovere di fare ma non ha fatto, chi aveva il dovere di parlarne ma non ne ha parlato, cerca di salvarsi sedere e coscienza con la storia della "prudenza".

 

Blogger news

Blogroll

About