venerdì 27 gennaio 2012

Il mio quinto nonno

I miei lettori più antichi e attenti se ne ricorderanno: nel mio passato, ricco di ex fidanzati e grandi amori, fa bella mostra di sé una relazione durata quattro anni con un ragazzo tedesco.

Fin da subito io venni accolta con affetto e gentilezza da tutta la sua famiglia. Dalle sue bellissime sorelle, dalla sua timida madre, e dal suo esuberante padre. Da tutti, anche dai suoi nonni. I nonni paterni.

Herbert ed Edeltraut avevano entrambi i capelli candidi, gli occhi trasparenti, e la pelle sottile e stropicciata.
La signora Edeltraut vantava i medesimi difetti di tutte le nonne del mondo. Era impicciona e sempre troppo ansiosa. Io le piacevo perché ero ordinata, educata e non chiassosa. Inoltre ero amata dal suo nipote preferito, e ciò bastava a pormi ad un livello superiore, dotata di chissà quali peculiari virtù.
La signora Edeltraut era gentile ma non particolarmente simpatica.

Nonno Herbert invece era spiritoso e pieno di vita. Quel genere di uomo anziano che dice alla moglie bacchettona "Lascia in pace i ragazzi, sono giovani!"
Il suo sogno era un viaggio in moto oltre confine a ritrovare il proprio borgo natio, situato ormai in territorio polacco.

La prima volta che lo incontrai mi disse: "Sei di Torino? Io sono stato a Torino" "Davvero?" "Sì, tanto tempo fa, durante la guerra."
Me lo disse vestendo il suo completo di lino bianco sotto un caldo sole estivo. Non aggiunse altro ed io cambiai discorso imbarazzata.

Nonno Herbert mi accolse nella sua famiglia con slancio. Io divenni la sua quinta nipote e lui divenne il mio quinto nonno. Quando venne a mancare lo piansi come avevo pianto gli altri e, ancora adesso, penso a lui come penso agli altri.

Mi piacerebbe raccontarvi che fu un eroe, che nascose un ebreo in cantina o che si oppose al regime. Ma mentirei. Il mio quinto nonno visse quella Germania accettandone e condividendone le regole. Ed io ho accetto di amarlo nonostante questo.
Non ci sono giustificazioni. Non ci sono spiegazioni. Non gliel'ho mai chieste. Non sarebbe stato in grado di darmele.
Esiste sempre un'alternativa, seppur dolorosa e difficile, lui semplicemente non la scelse.

Nonno Herbert mi ha insegnato che le persone normali, le persone gentili, le persone simpatiche possono rendersi complici di terribili nefandezze. Ed è anche per questo che noi tutti, noi normali, noi gentili, noi simpatici, noi "che al posto suo non l'avremmo mai permesso", dobbiamo continuare a ricordare l'orrore ogni anno e ogni giorno.

Chiunque può caderci, chiunque può decidere di chiudere gli occhi, per proteggere i propri cari, per proteggere se stesso o semplicemente perché è molto più facile.

Ognuno di noi deve vigilare sugli altri e soprattutto su di sé. Ogni giorno deve essere il giorno della memoria.

7 commenti:

LA CONIGLIA ha detto...

Brava, perchè è troppo facile dire 'io non lo farei mai'

MasterMax ha detto...

Al tempo stesso un elogio della normalità e degli eventi, tristi, del passato comune.
Anche nostro, perché anche alcuni dei nostri nonni si sono resi complici delle stesse nefandezze per non scelta o, talvolta, per lucida scelta.
Non tutti i nostri nonni sono saliti sulle montagne da partigiani o si sono opposti al regime. Molti di loro lo hanno accettato, elogiato e combattuto fianco a fianco ai kameraten con la stessa divisa. Ciò nonostante li abbiamo amati, perché era la nostra famiglia ma la nostra memoria, con gli occhi bassi, non deve comunque mai affievolirsi.

MasterMax

Nicoletta (Kiky) ha detto...

Grazie!

Emma ha detto...

Bel post. Brava.

Queen B ♛ ha detto...

che bel post :*
nella vita non puoi prevedere come reagirai alle situazioni, bisogna trovarcisi dentro, siamo tutti bravi a parlarne col senno di poi

un saluto

Farnetico ha detto...

Apprezzo il tuo post perché mette in luce il problema della responsabilità dei singoli.
E' vero, ci sono stati eroi e ci sono stati colpevoli e non saprei dire in Italia in che quantità siano stati gli uni e in quale gli altri.Nel corso della storia, tuttavia, ci sono stati regimi di ogni tipo che, più potenti di altri, si sono resi autori di carneficine e violenze di ogni genere e tipo.
Pare che la violenza e il desiderio di dominare il prossimo fisicamente e mentalmente siano nella natura dell’uomo, nella sua parte istintiva e, pertanto, non mi sorprende (non legittimo) che soldati di ogni epoca si siano abbandonati, nello stato di bestialità della guerra, alla soddisfazione di istinti e perversioni senza limiti. Quello che ancora oggi non realizzo relativamente all’olocausto (di certo per mia ignoranza) è la scientificità dei metodi, la lucida programmazione della sofferenza, della tortura, della morte più atroce. Non era una mente.
Ascoltando i ragionamenti di Eichmann durante il processo di Norimberga, sembra di sentire un idraulico che spiega il metodo migliore per canalizzare l'acqua in un grande bacino.
Umanità e sensibilità -273°.
Sono siciliano, di omertà me ne intendo e "capisco" anche coloro che, temendo per se stessi e per i propri cari, abbiano preferito il “nenti visti e nenti sacciu” al rischio di fare la cosa giusta .
Non capisco, tuttavia, le migliaia di persone che hanno FATTO, ciascuna il proprio: chi doveva infornare esseri umani, usare persone come cavie, aprire il gas nelle docce, mitragliare su gente inerme, mettere esseri umani in vagoni fino a farli scoppiare e lasciare che partissero per la morte.
Io non sono migliore, ma è certo non sarei riuscito a farlo e mi avrebbero fucilato, pazienza.
Non comprendo neanche perché in Germania c’è sempre un certo silenzio su quel periodo (vedi anche l'attuale polemica sulla pubblicazione dei diari di Hitler, peraltro mai pubblicati in Germania).
Non mi capacito degli slanci sempre unidirezionali e monotematici dei tedeschi nei confronti degli italiani (vedi in questi giorni il Der Spiegel: "italiani codardi", incapaci di "essere una razza". ),
Lasciamo perdere i "pizza mafia" che sono patrimonio comune ormai, ma non comprendo come dai recenti sondaggi pare che 1 tedesco su 5 non sappia cosa sia successo ad Auschwitz.
Ci sono cose che mi fanno sempre pensare ad una enorme mancanza di umanità che ha portato a quella catastrofe.
Ci sono cose che non comprendo (se non si fosse capito).
Sarei ben felice di essere contraddetto e illuminato.
Scusate se mi sono dilungato.

sabrina ancarola ha detto...

Solo questa: http://www.youtube.com/watch?v=3xc8luQeu-8

 

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