mercoledì 30 marzo 2011

Una svolta epocale

Mi sono stancata di appartenere all'affollato sottobosco dei blogger sfigati!

Quelli che, se gli va bene, ricevono un centinaio di visite al giorno, quelli che non possono vantare frotte di commentatori adoranti ad ogni post, quelli che non vengono arruolati dalle riviste, quelli che non vengono contattati dalle case editrici, quelli che non vengono intervistati in radio o in tv, quelli che, diciamo la verità, manco i vicini di casa se li filano di striscio.

Ho deciso che voglio svoltare.
E, che la blogosfera mi sia testimone, svolterò!  
Ecchecavolo!

Prima di tutto devo affrontare in maniera razionale ed obiettiva la faccenda. Qua non contano l'istinto o le naturali inclinazioni. Al bando la creatività ed i facili ingiustificati entusiasmi.
La soluzione è una ed una sola: trattare gli argomenti che attirano più visite.
Cos'è che va più di moda negli ultimi anni nella blogosfera? Semplice: figli e cibo. Bimbi e ricette. Pannolini e carbonara. Biberon e cheesecake.

Per quanto io sia combattiva e motivata, vi pare che mi possa riprodurre solo per avere qualche lettore in più? No, direi di no. In fondo ho ancora una coscienza e non me la sento di vendere l'anima al diavolo solo per aumentare il mio ranking. Non ancora, almeno.

Quindi non mi rimane altra scelta che buttarmi sulle ricette.
In realtà non sono una gran cuoca, ma questo particolare non mi sarà di alcun impiccio. La rete è il regno del virtuale ed io virtualmente posso essere anche meglio di Suor Germana.

Siete dunque pronti per la svolta epocale?
Indossate l'abito lungo per l'occasione, tirate fuori lo smoking dalla naftalina, stappate il chinotto e brindate con me:
"Al diavolo Radio Cole!
Benvenuta Cucina Cole!"

Ed ora inauguriamo il nuovo percorso con la prima ricetta: un piatto originale, una raffinatezza, una leccornia per sofisticati gourmet.

Mettete a soffriggere in un tegame un po' d'Insonnia con una punta d'Inizio Primavera.
Rosolate la Ciccia di Blogger per qualche minuto e poi innaffiatela con abbondante Ora Legale.
Coprite il tutto e lasciate cuocere a fuoco lento per almeno 40-45 minuti.
A fine cottura aggiungete una bella grattugiata di Piovosa Domenica Pomeriggio.

A questo punto potete togliere dal fuoco e servire: la Pancrazia brasata è pronta.

Buon Appetito!

NdA: Sì, lo so, avrei potuto semplicemente dirvi che domenica scorsa mi sono trascinata per casa sveglia come una marmotta in letargo, attiva come un bradipo e vitale come un'ameba. Ma che gusto ci sarebbe stato? Molto meglio imbastire tutto questo delirante post, no?

domenica 27 marzo 2011

Un Padre ed una Figlia

Una volta, quand'ero poco più di una bambina, mi piaceva il calcio.
Di quell'epoca ormai lontana ricordo con particolare affetto la Sampdoria, quella del bel Roberto Mancini, del riccio Gianluca Vialli e di "nonno" Cerezo.
Toninho Cerezo era un esuberante calciatore brasiliano, dall'età indefinita ed il sorriso contagioso.Tutti lo amavano e, qualunque fosse la personale squadra d'elezione, era impossibile rimanere indifferenti alla naturale simpatia di quella faccia da commedia.
Ieri, per caso, ho ritrovato il "nonno" alle Invasioni Barbariche ed ho scoperto che è rimasto uguale nel corpo e nello spirito. Gli occhi buoni ed il sorriso sincero sono gli stessi di un tempo e sono la perfetta espressione di un cuore grande e di una grande anima.

Toninho Cerezo ha una figlia. Una modella bellissima che si chiama Lea T. Una trans con gli occhi scuri e dolci del suo papà.

Lui le ha dedicato questa lettera:
“Non possiamo essere bravi in tutto e tu, Lea T. Cerezo, sai fare molto più che semplici palleggi.
Hai avuto il coraggio, con eleganza, di tentare di rompere i paradigmi e di mostrare al mondo che dobbiamo accettare le differenze, essere tolleranti con la diversità. Capire e non giudicare ciò che non conosciamo.
Il cammino può essere lungo ma sicuramente non sarà lo stesso senza di te.

Bambino o bambina, Leandro o Lea, non importa più. Sarò sempre tuo padre e tu, orgogliosamente, una parte di me”.

E' vero non si può essere bravi in tutto, ma il "nonno" ha dimostrato di non essere bravo solo a fare semplici palleggi. Toninho Cerezo è un meraviglioso Padre (sì, con la "p" maiuscola), a cui va almeno in parte il merito di aver cresciuto una persona in grado di lottare contro i feroci demoni che stanno dentro e quelli stupidi, ignoranti e cattivi che stanno fuori.

La "transizione" è una delle condizioni umane più complesse e dolorose. Non si riconosce il proprio corpo, ci si sente prigionieri della propria pelle, si è murati vivi dentro un estraneo. Può esistere davvero qualcosa di peggio?
La "transizione" è un lungo viaggio durante il quale si cerca l' equilibrio tra corpo e cervello. La destinazione finale può essere il cambiamento di sesso o l'accettazione di una condizione di mezzo, ma comunque l'unico vero obiettivo è semplicemente la serenità.

Coloro che guardano queste persone come fossero fenomeni da circo, coloro che le definiscono creature del maligno, coloro che le disprezzano alla luce del sole ma poi le cercano quando calano le tenebre, probabilmente non posseggono metà del loro coraggio, un quarto della loro forza, una punta della loro determinazione.

Provo da sempre pena per gli ipocriti bigotti e da ieri una grande incondizionata stima per Cerezo. Semplicemente: un Padre.

(Il video dell'intervista a Lea T. Cerezo lo trovate a questo indirizzo http://www.la7.it/invasionibarbariche/pvideo-stream?id=399092)

giovedì 24 marzo 2011

Il post che volevo scrivere da due settimane

L'11 marzo scorso in Giappone si è verificato un terremoto terribile, seguito da uno Tsunami devastante.
Questo lo sapete tutti.
In seguito al sisma più di una centrale nucleare ha riportato danni importanti.
Sicuramente sapete anche questo.

Non avevo ancora trattato la recente catastrofe perché, dal punto di vista dell'informazione, non avevo niente di originale o esclusivo da offrirvi e, dal punto di vista umano, ero in silenziosa e scaramantica attesa di una buona notizia da condividere.

Una calamità di tale portata è difficile da immaginare, il numero di morti e dispersi può sopraffare. E così, credo che faccia parte della natura umana distogliere lo sguardo dal disastro nella sua interezza e concentrarsi sul particolare.
Con la testa ed il cuore si può cercare di essere vicini ad un popolo, ma è sempre una vicinanza artefatta e quasi irreale. Loro poi sono così lontani. Noi siamo qua e loro là, dall'altra parte del mondo.
Istintivamente il pensiero si allontana dal popolo nipponico nella sua globalità, fatta di volti sfocati e stranieri, e si focalizza su visi e luoghi a noi familiari. Nelle ultime due settimane cittadini di tutto il mondo hanno cercato di rintracciare amici e parenti che si trovavano nel paese dei ciliegi. Hanno chiesto notizie e rassicurazioni.

Io, ad esempio, mi sono immediatamente attivata per contattare lui: Fumiki. Il mio compagno di Erasmus. L'uomo che confezionò per me meravigliosi origami che ancora conservo gelosamente. Il pazzo che a colazione mangiava carbonara fredda. Il samurai che si sobbarcò il mio trasloco senza bisogno che glielo chiedessi e senza possibilità alcuna che potessi rifiutare il suo aiuto.

Anche se non avevo sue notizie da anni, l' ho cercato prima sul vecchio indirizzo e poi ho setacciato la rete in cerca di un suo nuovo recapito.
Ho spedito due email ed ho atteso.
Non lo sentivo da tantissimo tempo, non lo vedevo da un'eternità, ma volevo saperlo al sicuro con le sue stramberie ed il suo sorriso timido, con la sua austerità e le sue camice improbabili, con i suoi capelli neri come l'inchiostro ed il suo cappottone color cammello.

I giorni passavano e l'ansia cresceva.
Magari non legge spesso la sua posta, mi dicevo.
Ma sta bene, deve stare bene per forza, cercavo di autoconvincermi.
Ho aspettato pazientemente.
Ho pregato anche se non credo più da tempo, ma si sa che in certi momenti uno spera di essersi sbagliato e che lassù ci sia davvero qualcuno in ascolto.
Ho ricordato i nostri discorsi su Buddha e cristianesimo, Italia e Giappone, storia e attualità. Ho pensato a quanto eravamo giovani e pieni di progetti per il futuro. E mi sono un po' commossa.
Ho continuato ad aspettare e sperare.
Anche se non dovesse rispondermi non significa mica niente, mi ripetevo, possono esserci mille buone ragioni.

Stasera, dopo quasi due settimane è arrivata finalmente l'email che tanto attendevo.
Ed ora sono felice come una bambina a Natale.

Forse il Giappone non è dall'altra parte del mondo, forse le distanze non contano, forse non importa neanche per quanto tempo non si rimanga in contatto. Molte persone entrano nella nostra vita e sono destinate a rimanerci per sempre. Molte persone distanti appartengono comunque alla stessa enorme comunità.
Fumiki non lo sa, ma anche lui fa parte della storia della famiglia Cole, altrimenti non si spiegherebbe perché Mamma, Papà, sorellaCole e Ciccio stasera abbiano gioito per lui e perché io ora stia condividendo questa bella notizia con tutti voi.

Poche righe dedicate al mio amico ritrovato ed alla sua famiglia, felice di saperli al sicuro.
Poche righe dedicate ad un popolo ed una terra che stanno là, dall'altra parte del mondo, dove sorge il sole ed inizia il giorno.

mercoledì 23 marzo 2011

Non è vero ma ci credo

MammaCole: "Fox ha detto che il Capricorno deve smettere di vedere le cose come crede che stiano e cominciare a vederle come stanno veramente."
Jane: "E che significa?"
MammaCole: "Boh!"

Fox, tesoro, ascolta Pancraziuccia tua: io lo so che puoi dare solo indicazioni generali ma, considerando che la famigliaCole tutta ti segue con affetto dai tempi oscuri in cui ti vestivi solo di colori pastello e sembravi un pupazzetto da mettere sulla torta della cresima, non potresti ogni tanto darci qualche suggerimento facilmente interpretabile e magari un poco utile?

Che cappero significa che non devo vedere le cose come mi sembrano ma come sono in realtà?
Se fossi capace di essere così obiettiva non credi che lo starei già facendo?
Ti pare che, se fossi dotata di una tale capacità di analisi, perderei tempo a dare retta alle tue illuminate indicazioni?
Per una volta, non potresti sforzarti di essere più chiaro? Devo vedere più ottimisticamente ciò che mi sembra stia andando male o più negativamente ciò che mi sembra stia procedendo a vele spiegate?
Converrai con me che tra i due approcci c'è una netta differenza.

Noi tutti ti siamo molto affezionati ma sappi che ormai stai appeso ad un filo: continua così e ci convertiamo a Branko!

lunedì 21 marzo 2011

Come diceva sempre la mia professoressa di storia e filosofia: "Nel paese dei ciechi l'orbo è re."

Ieri sera Giuliano Amato a "Che tempo che fa":
"Non ha proprio senso storico pensare ad una patria padana distinta dalla patria italiana in un mondo in cui la dimensione europea sarà una dimensione troppo piccola per aver voce.
Il giorno in cui ci sarà un tavolo con il Presidente degli Stati Uniti, quello della Cina, quello del Brasile, quello dell'India, noi ci mandiamo l'Atalanta???"

E' vero Giuliano Amato ha l'aria da sorcetto.
E' vero in passato ha fatto scelte che non condivido.
E' vero "ai tempi d'oro" stava culo e camicia con Craxi.
Ma, preso atto di tutto ciò, quant'è piacevole sentire un politico pacato che padroneggia la lingua italiana, i propri neuroni ed un senso dell'umorismo gustoso e non sguaiato?
Come si chiama questa cosa qua?
Ah sì! Quasi quasi non me la ricordavo più: Intelligenza.



giovedì 17 marzo 2011

Lettera a Pinocchio

In onore dei 150 anni dell'unità d'Italia Pancraziuccia vostra ha una proposta fresca fresca per l'illuminato governo attuale e un giochino facile facile per voi.

Caro Silvio,
fascinoso Presidente del Consiglio,
ti chiedo cortesemente di trovare un secondo per dare retta a questa povera infedele.
Nella mia stoltezza e profonda coglionaggine ho sempre votato e probabilmente sempre voterò a sinistra ma tu cerca, nella tua infinita bontà, di dedicarmi comunque un poco del tuo prezioso tempo. Cerca di farlo, anche se con la presente non ti invio una mia foto in bikini o i numeri di telefono delle mie giovani cugine appena diciottenni (no, minorenni purtroppo non ne ho).

Dato che, come dici sempre anche tu Piccolo Grande Uomo, la riforma della giustizia è l'unica vera emergenza del nostro paese, ho avuto un'idea per contribuire anch'io col mio piccolo cervellino di sinistra a questa svolta epocale. E con ciò voglio pure dimostrarti che persino noi, brutti, cattivi e divoratori di pargoli, possiamo essere propositivi.

Che ne dici, Principe dalla Chioma Fluente, d'istituire il "Confino Per Manifesta Stupidità"?
Non sarebbe magnifico poter spedire in qualche sperduto ed arido isolotto tutti coloro che si distinguono per le idiozie che le loro menti riescono a partorire, per le mostruosità che le loro boccucce riescono ad articolare, per le stronzate in cui i loro corpi riescono a spendere quantità industriali di energie?

Io stessa, per dimostrare la mia buona volontà, sono pronta ad offrirmi volontaria per costruire con le mie manine sante e gli stecchini dei ghiaccioli una zattera per Borghezio. Perché onestamente non ne posso proprio più di quel viscido faccione tondo e delle flautolenze che si ostina periodicamente a produrre.

Che dici, Imperatore dal Sorriso Sincero, me lo fai questo regalo?

In attesa di una tua risposta invio i miei più cordiali saluti a te e (già che ci sono) un abbraccio stretto stretto stretto stretto stretto a Capezzone.

Con immutata stima,
Jane Pancrazia Cole.

E voi per chi sareste disposti a gonfiare un canotto, noleggiare un pattino o rubare una gondola pur di vederlo partire per sempre verso l'orizzonte?

No, non fate i furbi. Lui, l'illuminato, l'illustre, il diversamente alto non vale. Sarebbe troppo facile!

mercoledì 16 marzo 2011

Capelli d'alghe Jane

Lunedì sera la bella Jane ha sciolto i propri fluenti e selvaggi ricci.
Ella era gnoccherrima. O almeno così si sentiva.

CognatoCole: "Ma come cavolo ti sei pettinata?...uahuauahuauha..."
LaMati: "Con i petardi!...uahuahuah..."
Ciccio: "...uahuahuahuahuahauahuah...i petardi...uahuahuauah...carina questa...uahuahuahuahuah...i petardi...uahuahuahuahuahuah..."

Jane non c'è rimasta male.
No.
Non c'è rimasta male proprio per niente.

Ma sappiate, crudeli parenti acquisiti, ingrate amiche e fidanzati senza cuore che voi siete: malvagi, brutti e solo invidiosi!!!!!


E vi puzzano pure i piedi! Ecco.

giovedì 10 marzo 2011

Contro la mancanza di argomenti ed il blocco da blogger stressata: LAmicaMeri.

LAmicaMeri: "Ho preso un altro micetto per far compagnia a Luna."
Jane: "Davvero? Che bello! Un maschietto?"
LAmicaMeri: "Sì, dovresti vederlo, è un amore. L'ho chiamato Lyn."
Jane: "Lyn? Che nome curioso. E' cinese?"
LAmicaMeri: "No, è il diminutivo di Marilyn."
Jane: "Marilyn???"
LAmicaMeri: "Sì, da cucciolo era uguale a Marilyn Monroe. U-G-U-A-L-E!"
Jane: "..."
LAmicaMeri: "blablablablablablabla"
Jane: "..."
LAmicaMeri: "blablablablablablabla"
Jane: "..."
LAmicaMeri: "blablablablablablabla"
Jane: "..."
LAmicaMeri: "Jane? Ma mi stai ascoltando???"
Jane: "Sì, no, cioè, veramente ero un po' distratta. Mi chiedevo..."
LAmicaMeri: "Dimmi"
Jane: "Questa storia del gatto sosia della Monroe..."
LAmicaMeri: "Si?"
Jane: "La posso scrivere sul blog? Ti prego ti prego ti pregooooooooo"

giovedì 3 marzo 2011

Potevo rimanere offesa

Può succedere di ritrovarsi al quarto giorno consecutivo di lavoro da casa. In pieno abbrutimento, con le occhiaie da panda, l'umore da Tirannosauro ed il portamento da gobbo di Notre Dame, a forza di starsene piantate davanti al pc.

Può succedere di decidere di resistere in questo stato devastante e devastato ancora per 24 ore, per poi l'indomani, a prescindere che il lavoro sia finito o meno, dedicarsi alla propria rinascita fisica e spirituale.

Può succedere però che, 5 minuti dopo aver preso questa saggia decisione, si presenti alla vostra porta la cugina perfetta, quella col lavoro perfetto, il marito perfetto, il guardaroba perfetto e la piega perfetta, facendovi sentire ancora più sciatte e miserrime.

Può succedere quindi di mandare alle ortiche i piani appena stabiliti ed anticipare il tutto di un giorno. Preparare la maschera per i capelli, quella per il viso, il gel contorno occhi e gli impacchi per la pelle secca. Aprire l'acqua bollente e gettarcisi sotto.

Può succedere che a fine doccia, uno dei vetri del box, inspiegabilmente, vi si sbricioli letteralmente addosso, lasciandovi scioccate ma illese.

Può succedere. A Jane Pancrazia Cole può succedere.

Ma secondo voi: tutto ciò, quando succede, rientra in qualche corollario della legge di Murphy o semplicemente nella sezione "Il destino cinico e baro sta cercando di eliminare fisicamente la povera Jane ma ella, miracolosamente, tiene botta"?

 

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