giovedì 15 settembre 2011

"Scampolo d'America"

Rose mise le lasagne nel forno a microonde. Dopo pochi minuti la salsa di pomodoro iniziò a sfrigolare ed un delizioso profumo si diffuse per tutta la casa. Bob sprofondò meglio sul divano, con il vassoio ancora vuoto sulle gambe e la birra già aperta sopra il tavolino.

Si erano sposati quasi quarant'anni prima, durante la guerra. Lei con i capelli tirati su e nascosti da un velo, lui con la divisa e le scarpe lucide. Si erano conosciuti a ballare. Lei era molto brava, leggera come una piuma. Lui le aveva fatto la proposta dopo il primo boogie woogie. Lei aveva nascosto la risata sorpresa dietro le mani da ragazzina.

Rose gli portò il piatto.
"Perché non resti qui a farmi compagnia? Fra poco inizia la ruota della fortuna."
"Si mangia in cucina", gli rispose lei con finto rimprovero, tornando a sedersi al vecchio tavolo di formica.

La televisione era stato un regalo della loro unica figlia, un apparecchio ancora buono anche se ormai datato. Lucy l'aveva portato una sera di dicembre di dieci anni prima. Era arrivata con il televisore ed il piccolo Jimmy. Li aveva lasciati entrambi. Bob amava molto quell'apparecchio anche se ormai tutte le immagini viravano al blu.

Rose mangiava a piccoli bocconi, canticchiando un motivetto tra sé e sé ed osservando la parete. La macchia d'umidità si stava allargando sempre di più. Bisognava chiamare un idraulico o almeno dare una mano di vernice.
"Ci penserò io", disse Jimmy entrando dalla porta di servizio.
"A cosa?"
"Alla macchia. Ci penserò io", e si sedette di fronte al suo piatto ancora fumante.
Aveva diciotto anni, i capelli lunghi davanti agli occhi e le orecchie a sventola.
Un bravo ragazzo, pensò Rose.

Quella sera stessa Jimmy ridipinse la cucina e la camera dei nonni.
Un bel color crema.
Per nascondere l'umidità.
E tutto quel sangue.

11 commenti:

letteredalucca ha detto...

boia... bello!

sabrina ancarola ha detto...

Fantastico! Sai quanto adoro gli spiazzamenti ♥ Devi leggere assolutamente Jack Frog (anche lui nel mio blog roll)

Jane (Pancrazia) Cole ha detto...

@letteredalucca: che emozione, la mia lettrice indianina :D

@sabrina: grazie. Corro a leggerlo!

MasterMax ha detto...

Hai letto Carver recenetemente?
L'atmosfera lo ricorda molto.

UForse quel sangue alla fine stride troppo con l'atmosfera casalinga del racconto...

Saluti, MM

Jane (Pancrazia) Cole ha detto...

@Max: ehilà, quanto tempo!!! Come stai?
Mi cogli proprio impreparata, non ho letto Carver recentemente...in realtà non l'ho letto mai. Però mi hai incuriosita, dovrò rimediare: quale titolo mi consigli?

Scrivendo il racconto ho considerato la possibilità che il sangue stridesse troppo e potesse non piacere, ma era questa la storia che volevo raccontare. Se tolgo il sangue cambio la storia. Se metto il sangue all'inizio cambio il modo di raccontarla. Le possibilità potrebbero essere infinite, io ho scelto questa.

MasterMax ha detto...

Ottima risposta mon cherie!

Si hai ragione troppo tempo, ma per dirla alla ecce bombo: faccio cose, vedo gente...

Per Carver ti do lo stesso consiglio che diedero a me: "Cattedrale" (ed. Minimum Fax), iniziando proprio dall'ultimo racconto che da il nome alla raccolta e successivamente iniziare dal primo racconto per accorgersi alla fine di essere tornati all'inizio.
Poi fammi sapere.

Anonimo ha detto...

Che racconto tristerrimo :(

Jane (Pancrazia) Cole ha detto...

@MasterMax: segnato. Ti dirò.

@Anonimo: difficile darti torto ;)

Anonimo ha detto...

Ti preferisco in versione più ilare :)

L'anonimo di prima.

amanda ha detto...

A Jimmy Pietro Maso gli fa un baffo

Jane (Pancrazia) Cole ha detto...

@anonimo: mi piace sperimentare, su queste pagine ci sarà sempre posto per il mio lato più divertente come per quello più noir. Fanno entrambi parte di me.

@amanda: due ragazzi tranquilli e per benino.

 

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