giovedì 24 marzo 2011

Il post che volevo scrivere da due settimane

L'11 marzo scorso in Giappone si è verificato un terremoto terribile, seguito da uno Tsunami devastante.
Questo lo sapete tutti.
In seguito al sisma più di una centrale nucleare ha riportato danni importanti.
Sicuramente sapete anche questo.

Non avevo ancora trattato la recente catastrofe perché, dal punto di vista dell'informazione, non avevo niente di originale o esclusivo da offrirvi e, dal punto di vista umano, ero in silenziosa e scaramantica attesa di una buona notizia da condividere.

Una calamità di tale portata è difficile da immaginare, il numero di morti e dispersi può sopraffare. E così, credo che faccia parte della natura umana distogliere lo sguardo dal disastro nella sua interezza e concentrarsi sul particolare.
Con la testa ed il cuore si può cercare di essere vicini ad un popolo, ma è sempre una vicinanza artefatta e quasi irreale. Loro poi sono così lontani. Noi siamo qua e loro là, dall'altra parte del mondo.
Istintivamente il pensiero si allontana dal popolo nipponico nella sua globalità, fatta di volti sfocati e stranieri, e si focalizza su visi e luoghi a noi familiari. Nelle ultime due settimane cittadini di tutto il mondo hanno cercato di rintracciare amici e parenti che si trovavano nel paese dei ciliegi. Hanno chiesto notizie e rassicurazioni.

Io, ad esempio, mi sono immediatamente attivata per contattare lui: Fumiki. Il mio compagno di Erasmus. L'uomo che confezionò per me meravigliosi origami che ancora conservo gelosamente. Il pazzo che a colazione mangiava carbonara fredda. Il samurai che si sobbarcò il mio trasloco senza bisogno che glielo chiedessi e senza possibilità alcuna che potessi rifiutare il suo aiuto.

Anche se non avevo sue notizie da anni, l' ho cercato prima sul vecchio indirizzo e poi ho setacciato la rete in cerca di un suo nuovo recapito.
Ho spedito due email ed ho atteso.
Non lo sentivo da tantissimo tempo, non lo vedevo da un'eternità, ma volevo saperlo al sicuro con le sue stramberie ed il suo sorriso timido, con la sua austerità e le sue camice improbabili, con i suoi capelli neri come l'inchiostro ed il suo cappottone color cammello.

I giorni passavano e l'ansia cresceva.
Magari non legge spesso la sua posta, mi dicevo.
Ma sta bene, deve stare bene per forza, cercavo di autoconvincermi.
Ho aspettato pazientemente.
Ho pregato anche se non credo più da tempo, ma si sa che in certi momenti uno spera di essersi sbagliato e che lassù ci sia davvero qualcuno in ascolto.
Ho ricordato i nostri discorsi su Buddha e cristianesimo, Italia e Giappone, storia e attualità. Ho pensato a quanto eravamo giovani e pieni di progetti per il futuro. E mi sono un po' commossa.
Ho continuato ad aspettare e sperare.
Anche se non dovesse rispondermi non significa mica niente, mi ripetevo, possono esserci mille buone ragioni.

Stasera, dopo quasi due settimane è arrivata finalmente l'email che tanto attendevo.
Ed ora sono felice come una bambina a Natale.

Forse il Giappone non è dall'altra parte del mondo, forse le distanze non contano, forse non importa neanche per quanto tempo non si rimanga in contatto. Molte persone entrano nella nostra vita e sono destinate a rimanerci per sempre. Molte persone distanti appartengono comunque alla stessa enorme comunità.
Fumiki non lo sa, ma anche lui fa parte della storia della famiglia Cole, altrimenti non si spiegherebbe perché Mamma, Papà, sorellaCole e Ciccio stasera abbiano gioito per lui e perché io ora stia condividendo questa bella notizia con tutti voi.

Poche righe dedicate al mio amico ritrovato ed alla sua famiglia, felice di saperli al sicuro.
Poche righe dedicate ad un popolo ed una terra che stanno là, dall'altra parte del mondo, dove sorge il sole ed inizia il giorno.

12 commenti:

Courtney ha detto...

Se ci si è voluti bene un giorno, uno, due, cinque anni trascorsi non sono nulla.
Sono felice che il tuo amico stia bene.
Courtney

Alligatore ha detto...

Una bella notizia in un mare di notizie nere; un suggerimento: tieni i contatti e magari scrivi con lui qualche post sulla vita dopo tutto ...

bussola ha detto...

è un post emozionante... di emozioni sincere... lo condivido su fb

Jane (Pancrazia) Cole ha detto...

@bussola: grazie :)

Lumaca a 1000 ha detto...

Devo dire che, nonostante il Giappone sia dall'altra parte del mondo, io questa tragedia l'ho sentita molto più vicina di altre, non so bene perchè (o forse si), fatto sta che mi sento come se fosse accaduto a qualcuno che mi è molto vicino...

Ross ha detto...

Sì, è un post che riporta l'angoscia per questa catastrofe a una dimensione umana, e quindi superabile. Un abbraccio Jane.

formichina ha detto...

Anch'io ho contattato i giapponesi che conosco (2), che pero' vivono qui con me in Francia. Uno di loro vive tra la Francia e l'Italia, e quando gli ho chiesto come stessero i suoi, mi ha risposto: "non possono bere l'acqua del rubinetto, in più non si vogliono muovere da li'... non avrei mai pensato di dirlo, ma in questa situazione, persino vivere in Italia è meglio".

lucia ha detto...

si, ti capisco molto bene, grazie di aver dato voce anche ai miei pensieri.

Pol ha detto...

alla fine hai trovato un modo originale, sensibile e bello per raccontare una tragedia che - penso - ha toccato tutti quanti...

Taglia ha detto...

E' così bello leggere un post sentito e originale, su di una tragedia in cui, a volte, troppe parole inutili si sono sprecate.

Jane (Pancrazia) Cole ha detto...

@formichina: benvenuta e grazie per il tuo commento :)

@lucia: grazie a te per il bel commento. Di solito sei tu che riesci a tradurre per iscritto anche i miei pensieri, sono contenta che per una volta sia il contrario.

@Pol e Taglia: grazie!

Maurizio ha detto...

La vita, specialmente i ricordi, vivono di forti folgorazioni. Un po' come accendere un fiammifero. Anche se l'accensione non è prolungata nel tempo, anzi, si esaurisce in pochi secondi l'immagine che rimane negli occhi è proprio quell'istante. Intersecando, anche se solo per un attimo, certe traiettorie rimaniamo scalfiti nell'intimo per sempre. E' la potenza dell' Essere Umano.

 

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