martedì 14 settembre 2010

Una pillola di Erasmus. Così, per gradire. "La valigia come forma d'arte"

Si sta avvicinando a grandi passi il Momento.
Quale?
Come quale?
Ma è ovvio!
Il Momento in cui lo studente Erasmus medio, in partenza per il primo semestre, prende coscienza del fatto che dovrà prepararsi dei bagagli contenenti il necessario per almeno 6, e dico 6, e ribadisco 6, mesi all'estero.
Se lo studente è maschio l'impresa risulta difficile, ma se lo studente è femmina (e dunque studentessa) l'impresa assume dei contorni titanici.

Ma Jane vostra, che vi vuole bene e sa che questa arancione paginetta è spesso meta di Erasmi in cerca di aiuto, ha deciso di venirvi incontro e di condividere con voi la propria esperienza, fornendovi in questo modo qualche indicazione di massima.
Tutto ciò perché?
Ma che domande?
Non è evidente?
Perché lei vi ama, giovani ventenni in partenza.
Perché lei vi è affezionata quanto una sorella, vabbè diciamo quanto una zia. Una zia ancora giovane e piacente, però!
E soprattutto perché questo vecchio post Jane ce l'ha sul groppone da una vita ed ora ha deciso di liberarsene. Ecco.

Chiunque abbia fatto l’Erasmus lo sa: fare stare nei canonici 20 kg di bagagli lo stretto indispensabile per sei mesi all’estero è un’impresa che richiede nervi saldi, creatività, elasticità mentale ed una certa dose di lucida follia.

In primo luogo bisogna selezionare. Decidere cosa è davvero utile e insostituibile e cosa no. Le scarpe preferite? Impossibile rinunciarvi. La tinta per rimanere fintamente e sfacciatamente bionda? Più importante delle aspirine. Il top da panterona? Mai senza. La moca e il parmigiano? Certo. Sarà patetico ma ognuno ha pur diritto alle proprie perversioni.
Il secondo passo consiste nell’ armarsi di santa pazienza e procedere al riempimento della valigia con la stessa precisione che richiederebbe un’opera ingegneristica. Nulla può essere lasciato al caso, tutto deve essere incastrato al millimetro e pesato fino all’ultimo etto: bisogna piegare ed arrotolare, mettere i capi pesanti sotto e quelli più leggeri sopra, infilare i calzini dentro le scarpe e disporre ciò che avanza come un florilegio ad ornare il tutto e soprattutto ad occupare gli spazi morti.
E quando alla fine, inevitabilmente, nonostante le rinunce e i calcoli, qualcosa sembra destinato a non trovare posto, rimane l’ultima possibilità, la risorsa estrema, l’uscita d’emergenza.
Lo si indossa durante il viaggio.
Il piumino a settembre? Quattro paia di mutande? Bracciali, collanine ed anelli? Si. Si. Si.
Fino ad assomigliare all’omino Michelin bardato come la Madonna di Pompei? Certo, perché no?
Se si ha l’opportunità di vivere un’avventura fantastica come sei mesi all’estero si deve pur essere disposti a rinunciare a qualcosa: al proprio senso del ridicolo, per esempio.

Per quanto le valigie possano sembrare piene, per quanto il peso possa apparire eccessivo ed ingestibile, per quanto ci si possa sentire a disagio con dieci strati di roba addosso, bisogna star sereni e non preoccuparsi.

Al ritorno sarà peggio.

8 commenti:

Chiara ha detto...

geniale :D

dailygodot ha detto...

Sono utili anche i diversivi per far sì che chi pesa il bagaglio abbuoni un paio di chili (utilissimi per portarsi anche le 98 foto di famiglia per i momenti di malinconia). Due i diversivi: fare gli occhi dolci al tipo lì... e contemporaneamente prendere e rimettere la valigia sulla bilancia una decina di volte dicendo... "Uh ho dimenticato!" e togliendo prima un maglione... per poi rimetterlo e togliere un paio di scarpe... per poi rimettere le scarpe e togliere i 2 chili di dolciumi... e così via! Finchè stremato il tipo lì non vi abbuonerà i suddetti 2 chili!

LA CONIGLIA ha detto...

al ritorno è sempre peggio!!! :)

mariacristina ha detto...

Mi hai fatto ricordare qualcosa ... due partenze una per 6 mesi e una per 1 anno nel giro di poco tempo. Ti sei dimenticata una cosa: se proprio i 20 kg. sono una utopia un bel bagaglio a mano, stipato all'inverosimile, i controlli non sono molto severi, in ogni caso una valigia da stiva bella pigiata è l'ideale. Pimino a settembre? In aereo fa freddo, potrebbe far comodo. Comunque è proprio vero, al ritorno è molto peggio!!!

Jane (Pancrazia) Cole ha detto...

@Chiara: grazie e benvenuta :)
@daily: quante ne sai! :D
@La Coniglia e mariacristina: forse dovrei scrivere pure un post su come ho fatto il bagaglio al ritorno, su come sono riuscita a chiudere la valigia e sui bagagli a mano faraonici con cui le mie amichette Erasme ed io ci siamo presentate al check in, sfoderando aria innocente e grande faccia di tolla :P

Ross ha detto...

Ahahaha, quanto è vero!
Ma stando alla tua solida esperienza, cara Jane, è molto grave ridursi così anche per una semplice vacanza di un paio di settimane? Perchè nel caso forse dovrei cominciare a rivedere qualche dettaglio nel mio concetto di "indispensabile"... :D

cescocesto ha detto...

ahahah!
segna pure questo jane: evitare di partire con una valigia che, vuota, pesa quasi 8 chili perché "è bella e ci sono affezionato!" (fonte: il mio migliore amico)
ps. vogliamo ancooooora erasmus!!

MasterMax ha detto...

Quando sono partito per Milano avevo 2 valigie e un porta abiti ma non dovevo stare via 6 mesi, ma il resto della mia vita.
Al loro interno, oltre a scarpe e quant'altro, due cose irrinunciabili: la moka e la mia adorata radiosveglia.
Bei tempi :D

 

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