sabato 24 luglio 2010

Jane. La mistica.

Se racconti a due bambine dalla sfrenata fantasia le vicende di Fatima e dei pastorelli il minimo che possa accadere è che le due innocenti si lascino prendere dall'entusiasmo ed inizino ad imbastire un semplice quanto ambizioso progetto.
No, non quello di farsi suore.
No, neanche quello di darsi alla pastorizia.
No, neppure quello di aprire un B&B a Fatima per accogliere i pellegrini.
La mia compagna di banco ed io, dopo un'illuminante lezione di religione in terza elementare, decidemmo "semplicemente" che da quel giorno saremmo state buonissime in modo da guadagnarci anche noi un'apparizione della Madonna.
La nostra non era una speranza ma una certezza. Ad un comportamento corretto sarebbe sicuramente corrisposto il premio desiderato, nello specifico una visione mistica. Punto. Le chiacchiere stavano a zero.
Io che passavo i week end a giocare a calcio con mio cugino Ale sdrumandogli sempre le caviglie, più aggressiva di Gattuso e più fallosa di Materazzi; io che anni addietro avevo ceduto la Barbie in comodato d'uso a quel porco di Giuliano; io che ritenevo la messa domenicale la peggiore delle punizioni; io avrei intrapreso la via della beatitudine.
Lei che conosceva certe colorite espressioni da far impallidire qualsiasi camionista turco; lei che passava i suoi pomeriggi a corcare di mazzate il fratello; lei che considerava il pettegolezzo una forma d'arte; lei mi avrebbe affiancata sulla medesima via.

Era proprio il caso di dire: Dio le fa e poi le accoppia.

Come andò a finire?
Ci mettemmo solo 24 ore per renderci conto che nessuna delle due sarebbe stata in grado di mantenere una condotta di vita adeguata e quindi decidemmo di rinunciare.
Ma negli anni seguenti ci saremmo comunque intrattenute in altri interessanti diversivi: come organizzare un mercato nero durante l'intervallo, sventare una rapina immaginaria in cartoleria e condurre una campagna tutta al femminile contro il bullo della scuola.
Sapete com'è: ci piaceva tenerci impegnate.

6 commenti:

AD Blues ha detto...

Dov'è il tasto "mi piace" ? ,-)

---Alex

Elena ha detto...

Hahahaha! Anch'io ero molto scocciata per la mancanza di democraticità delle visioni mistiche, da piccola: perché a qualche privilegiato sì e a me no? Mia mamma mi diceva che non ero abbastanza buona. Sarà per questo che sono cresciuta con tutti sti complessi e con la temibile sindrome da "brava bambina"?

Ross ha detto...

Io da piccola sono stata impressionata solo una volta da una storia a sfondo religioso: quella di san Francesco d'Assisi che si sveste di tutti i suoi averi per abbracciare una vita di semplicità e purezza d'animo in Dio. I miei nonni ricordano che mentre la ascoltavo per la prima volta, durante la messa della notte di Natale, ero rimasta talmente coinvolta dal racconto da togliermi cappotto, sciarpa e guanti in chiesa, per "donarli ai poverelli".
Allora avevo quattro anni. Oggi sono irrecuperabilmente atea. :D

usadifranci ha detto...

che bello vedere che non ero la sola a pretendere la beatificazione da piccola ^^

la rapina poi com'è andata?

Jane (Pancrazia) Cole ha detto...

@usadifranci: la rapina immaginaria è stata sventata con la giusta dose di sprezzo del pericolo, lucida infantile follia e mooolta pazienza da parte del cartolaio.
E la tua beatitudine come si è conclusa?

Farnetico ha detto...

ma trovavate anche il tempo per studiare? io, con tutta la buona volontà, mai.

 

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