mercoledì 23 giugno 2010

Doveva essere plebiscito ma plebiscito non è stato

Martedì 22 giugno 2010.
Una famiglia qualsiasi in una casa qualsiasi a Pomigliano.
Il padre, la madre e il figlioletto seduti a tavola davanti a tre piatti fumanti.

"Papà, ma dobbiamo proprio?"
"Si, tesoro, dobbiamo. Non abbiamo altra scelta."
"Ma mi fa schifo."
"Lo so, ma se la mangiamo in fretta, trattenendo il respiro, non sentiremo il sapore e riusciremo a mandarla giù tutta!"
"Ma, papà, dobbiamo fare anche la scarpetta?"
"E no, la scarpetta no!
Ci possono costringere a mangiare la merda, ma non a farcela piacere"

7 commenti:

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

No, non si deve. Intanto tra un anno forse lo chiuderanno lo stesso. E quindi, basta ricatti. Che se andasse in Polonia. E' il caso che questo assistenzialismo dei vari Governi succedutisi, alle Imprese che poi pretendono questi aiuti sempre altrimenti scaricano la gente sulla strada finisca. E che finiscano i ricatti che scaturiscono da tutto questo.

Tendallegra ha detto...

I sindacati: schifosi organismi politici, leccapiedi e leccaculo dei potenti e non più paladini dei lavoratori.

Lumaca a 1000 ha detto...

sono così arrabbiata per questa storia... che non so nemmeno che dire...

mariacristina ha detto...

E dopo tutti gli aiuti di Stato degli ultimi 50 anni e più questo è il risultato, bel risultato, grazie Fiat.

plutoschi ha detto...

a torino c'è chi ringrazia la fiat e chi la maledice. appartengo alla seconda caegoria. ma al di là dei subdoli ricatti della Feroce verso lo stato la chiusura delle fabriche è inevitabile, è un processo ormai innarrestabile. in occidente non produciamo più niente relegando le attività industriali ai paesi che chiamiamo in via di sviluppo, un processo dettato anche dal nostro stile di vita, onnivoro di oggetti e profitti...

Ross ha detto...

Il tuo modo di leggere e di scrivere della vicenda di Pomigliano, così calato nella quotidianità e per questo così drammatico e efficace, mi ha ricordato un po' lo stile usato da Concita De Gregorio nell'intervento che ha fatto ieri su l'Unità.

Sull'esito del referendum c'è poco da dire. Nonostante l'indisponibilità alla resa dimostrata da molti operai, temo che la strada sia ormai aperta a conseguenze spaventose: la Fiat non ha ottenuto il plebiscito sperato e ora chissà fino a quale livello di intimidazioni e di ricatti è disposta ad arrivare; i sindacati o si sono svelati del tutto per quello che sono, alleati del padrone, o ne escono maciullati, compresa la troppo tentennante Fiom; l'articolo 41 della Costituzione è ormai stato buttato definitivamente nel cesso insieme al concetto di democrazia fondata sul lavoro; e a farne le spese per un motivo o per l'altro e indipendentemente da come hanno votato saranno sempre e comunque i lavoratori e le loro famiglie.
Io conosco un solo nome per definire un quadro del genere: fascismo.

Alligatore ha detto...

Post importante Jane, non ne ho letto molti così chiari e diretti. Brava.

 

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