martedì 15 giugno 2010

Adelina (ultima parte)

"Carissimi lettori,
siamo finalmente giunti alla fine.
La storia finisce da dove è cominciata."

Augusto ed io siamo stati sposati per più di cinquant'anni.

All'inizio eravamo due estranei che dividevano lo stesso letto e dormivano dandosi le spalle, ma a poco a poco ci siamo avvicinati ed abbiamo cominciato a cercarci con gli sguardi e con le mani.

Assieme ne abbiamo passate così tante.
Abbiamo visto la fine della guerra e gli americani che entravano in paese. Quel giorno portarono euforia e cioccolata e la sera, complice l'aria di festa ed il vino, Augusto ed io facemmo all'amore per la prima volta. Eravamo così impacciati: io non sapevo niente di queste cose e lui aveva paura di spaventarmi o farmi male. Quella notte, a più di un anno dal sì pronunciato in chiesa, diventammo realmente marito e moglie.

Abbiamo cresciuto sei figli: un esercito di maschi rumorosi e disordinati ma onesti e con un cuore grande. Ad occuparmi della casa e di quel branco di selvaggi delle volte mi sentivo peggio di una schiava, ma poi a guardarli negli occhi uno ad uno ero orgogliosa come una regina.
Io per loro, per tutti loro, sono sempre stata "mamma Adelì" e lui semplicemente "il Babbo".

Abbiamo cercato fortuna in città, che la poca terra che avevamo ed il ricamo non bastavano più per dare da mangiare a tutti quanti. La campagna ci mancava tanto, ma per la nostra famiglia la fabbrica fu una benedizione.
E mentre i nostri figli si sono sparpagliati per tutto il mondo, noi, una volta che ci siamo fatti vecchi, siamo tornati al paese e ogni estate abbiamo insegnato ai nipotini a cavalcare i muli, cacciare le rane e fare il bagno nel ruscello.

Cinquant'anni sono così tanti che alla fine non ti ricordi neanche com'era la tua vita prima, ti sembra che debba continuare così per sempre e che un giorno passerai al Creatore assieme a tuo marito, a braccetto, come quando andavate a passeggio la domenica. Ma non succede quasi mai purtroppo. Di solito uno dei due se ne va prima e lascia da solo l'altro.

Una mattina di quasi dieci anni fa mi svegliai all'alba, la stanza era buia e tranquilla, ma c'era qualcosa che mi disturbava.
Nella nostra camera da letto di solito non c'era mai silenzio. Augusto russava, ma non russava in maniera normale, lui era come un trattore e una betoniera messi insieme. Soffiava, sbuffava, grufolava, uno poteva stare ad ascoltarlo per ore senza annoiarsi mai, perché lui inventava sempre rumori nuovi.
Ma quella mattina no, quella mattina era come se Augusto nella stanza non ci fosse più. Mi girai a guardarlo e lui era lì, immobile.
"Augù, ma che fai? Non sarai mica morto? Dai non scherza, Augù"
Che cosa stupida da dire: il mio Augusto non avrebbe mai scherzato su una cosa così.
Era proprio morto. Morto stecchito.

Augusto ma che si muore così? Senza avvertire? Senza darmi il tempo di salutarti? Di dirti quanto bene ti ho voluto e quanto mi hai resa felice?

Vengo qua tutti i giorni per dirtelo, Augù, sei stato tutta la vita mia.

Fine.

Prima parte, seconda parte, terza parte, quarta parte, quinta parte, sesta parte, settima parte

11 commenti:

Rabb-it ha detto...

E io adesso e solo adesso ti dico Brava!
E non bravissima e te lo sai come mai quello non te lo potrò dire mai!

^_^

Aspettando le note del come mai questa storia.

Poi. Senza fretta.

Ciao

mariacristina ha detto...

Proprio una bella storia, mi dispiace anche che sia finita, mi piaceva così tanto leggerla:) Ancora complimenti!!!

Lumaca a 1000 ha detto...

ecco...mi hai fatto piangere...

veronica ha detto...

mi hai fatto piangere...però che bella :)

lucia ha detto...

clap clap clap!
bello!
sisisisi!
ancora ancora ancora!

LA CONIGLIA ha detto...

Jane è meravigliosa...bravissima!
ne voglio altre!!!
P.S.
troppo bellino il blog così!!!

biondatinta ha detto...

Ciao jane,
ho recuperato in exstremis! letto tutto, mi è piaciuto molto. Mi sono anche commossa: complimenti!!!

suarakamansa ha detto...

eh, ecco non posso dire che mi sono messo a piangere.
insomma, il Porco ha la sua dignità!!
diciamo... un po' di virile commozione, dovuta alla freschezza della prosa e alla semplicita della trama che ha portato a questo lavoro eccezionale.
brava brava.

Ross ha detto...

Aspettavo con ansia l'ultimo episodio per rileggermi tutto con calma e scrivere un bel commento articolato. E ora riesco solo a dire, banalmente, che è davvero una splendida storia. A tratti mi ha riportato nelle atmosfere di vita difficile e forte che percepisco nei racconti dei miei nonni, e questo mi ha tanto commossa.
Sei davvero brava nel narrare Jane.

mariadiego ha detto...

Che dire Jane bravissima come ti ho detto ieri sera ..... finito di leggere è scesa la lacrimuccia (anche più di una come al mio solito, però per dignità non diciamolo agli altri lettori) e un sorriso di malinconica dolcezza mi ha illuminato le labbra.
Adelina e Augusto erano diventati parte della famiglia... clap clap clap!!!!!!

Jane (Pancrazia) Cole ha detto...

Che dire? Grazie di cuore a tutti!

 

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