lunedì 1 marzo 2010

Il sangue è uguale per tutti

Gli stranieri portano manodopera, arricchimento culturale e non solo.

Mi chiamo Giulia, sono italiana e da due anni ho un cuore nuovo.

Mi chiamavo Pablo, venivo dalla Colombia e sono morto in Italia. Io ho sempre creduto nel destino ed evidentemente questo era il mio: attraversare l'oceano per trovare lavoro in un paese straniero, volare giù da un'impalcatura e continuare a vivere nel petto di Giulia.

I donatori stranieri di sangue e di organi in Italia sono in continuo aumento.

Il sangue è uguale per tutti.

11 commenti:

mariacristina ha detto...

Come al solito scrivi post bellisssimi, GRAZIE!

Alessandra ha detto...

ti abbraccio cara Jane.
Grazie per questo post.

con affetto,
Ale

mariadiego ha detto...

Come sempre mi lasci senza parole e con gli occhi lucidi .... grazie di esistere

dailygodot ha detto...

Nient'altro da dire se non che sono completamente d'accordo!

Marco (Cannibal Kid) ha detto...

la risposta migliore al razzismo

Jane (Pancrazia) Cole ha detto...

Grazie a tutti.

@SorellaCole: già te l'ho detto per telefono, ma lo ribadisco, un cicinin esagerata, no?

@Marco: credo che questo sia il tuo primo messaggio su queste pagine. Benvenuto! :)

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

Di grande impatto e di grande verità questo tuo post.

Ross ha detto...

Sì, un post breve ma incisivo. Perfetto per lo spirito che ha animato il primo marzo, da conservare ogni giorno.

bstevens ha detto...

mi hai emozionato!

Ross ha detto...

Già tre anni! Tanti auguri Radio Cole!

P.S. La parola di verifica è "pingue". Che sia un avvertimento a non festeggiare la ricorrenza mangiando troppi dolci? :D

Jane (Pancrazia) Cole ha detto...

@Ross: Radio Cole ringrazia! :)

 

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