giovedì 18 febbraio 2010

Domenico e Giovanni

Sicilia, 1942.
La prima volta che lo vide passeggiare sotto la finestra il cuore le balzò in gola.
Si conoscevano fin da piccoli, nati e vissuti nella stessa via a poche case di distanza. Lui crescendo si era fatto così bello: aveva gli occhi neri, i capelli folti portati all'indietro e quel sorriso storto e malandrino che faceva piegare le ginocchia a tutte le donne del paese.
Passeggiava lungo la strada e poi alzava lo sguardo verso la sua camera. Lei era un'ombra dietro il vetro, ma la sua sola presenza equivaleva ad un sì.

Si sposarono una domenica mattina di settembre. Un abito bianco ed una divisa.

Lui partì per il Nord poche settimane dopo le nozze e lei rimase ad aspettarlo. Una sposina innamorata, con la testa piena di sogni e progetti.


Piemonte, 1943.
La prima volta che lo vide lei era in bicicletta. Con la mano sinistra reggeva il manubrio e con la destra cercava di tenere giù la gonna.
Gli altri uomini le scrutavano le gambe con quello sguardo sporco, più offensivo di qualsiasi parola. Lui no, lui la guardò in viso.

Da quel giorno si incontrarono spesso.
A lei piaceva tanto il profumo di lui, quella leggera fragranza che riusciva a cogliere quando camminavano l'uno accanto all'altra senza mai sfiorarsi. La ubriacavano quegli occhi scuri, un pozzo in cui era impossibile non lasciarsi cadere. E poi c'era quel sorriso, storto e malandrino, che dedicava solo a lei e che le faceva piegare le ginocchia.

La sera che annunciò il suo imminente ritorno al Sud, a lei si spezzò il cuore.
Lui la rassicurò, promettendole che sarebbe tornato a prenderla. Lei decise di credergli e nell'ombra, sulla terra umida, lo amò.
Era aprile.


9 maggio 1943.
Un bombardamento colpì duramente la città di Palermo.
Tra le numerose vittime e le tante storie spezzate ci fu anche quella dell'uomo giovane e bello, sepolto sotto le macerie insieme al suo segreto.


Cinquant'anni dopo due persone ebbero finalmente l'opportunità d'incontrarsi.
Due occhi neri e profondi da una parte ed un sorriso storto e malandrino dall'altra.
"Mi chiamo Domenico. Sono nato il 10 maggio del 1943."
"Mi chiamo Giovanni. Sono nato l'8 dicembre del 1943."

Cinquant'anni dopo quel padre che non avevano mai conosciuto fece loro il regalo più grande: un fratello.

14 commenti:

mafalda ha detto...

Bellissimo racconto, ma i due protagonisti sono reali o li hai creati tu?Te lo dico sempre scrivi bene e dovresti provare a pubblicare.
Tenere e molto belle le descrizioni dei vari personaggi.
Un bacio

Alligatore ha detto...

Mi fai venire in mente un film stupendo, un capolavoro (non esagero) che ho visto giusto ieri, ambientato nel 1943: "L'uomo che verrà". La Storia che entra nelle storie...

mariacristina ha detto...

Bellissima storia, vera o l'hai scritta tu? Potresti veramente scrivere un libro!

veronica ha detto...

Direi che il post di decompressione ha funzionato alla grande!

Papàciaocacao ha detto...

@alligatore: anche a me hanno parlato stra-bene di quel film, tra l'altro di un regista italiano.
ho letto una critica su un giornale in cui si diceva che il suo altro film "il vento fa il suo giro" mi pare, sia ancora più bello.

bella storia davvero, complimenti.

mariadiego ha detto...

.... mi hai lasciato senza parole .... semplicemente brava

Jane (Pancrazia) Cole ha detto...

Questo racconto è ispirato ad una vicenda realmente accaduta, narratami qualche mese addietro dalla viva voce di uno dei protagonisti.
Cosa io abbia aggiunto o modificato per esigenze narrative, privacy o semplice divertimento è un segreto che non svelerò, al pari del cuoco che non rivela l'ingrediente segreto o del prestigiatore che non svela il trucco.

Ringrazio tutti (parenti e non) per gli splendidi complimenti.

@Mafalda: i tuoi commenti sono sempre un toccasana per il mio ego! :P

@Alligatore: non lo conosco e mi hai incuriosita, ma come posso recuperare un film così vecchio? Suggerimenti?

@Papàciaocacao: benvenuto!

Anonimo ha detto...

Scrivi molto bene. Ma a me questo fedifrago dal sorriso storto e malandrino fa venire un nervoso, ma un nervoso... è più forte di me! ;-)

Alligatore ha detto...

@Papàciaocacao
Non ho visto il precedente film di Dritti, "Il vento fa il suo giro", ma confermo che ne hanno parlato altrettanto bene.
@J.P.Cole
No, il film è ambientato nel 1943 ma è del 2009, ed è nei cinema in questi giorni. "L'uomo che verrà", con Maya Sansa, Alba Rohrwacher e altri nomi meno noti, ma idimenticabili, a partire dalla bambina protagonista. Parla della strage di Marzabotto, in maniera così perfetta. Non mi ricordavo che il cinema fosse arte e invece ...

Jane (Pancrazia) Cole ha detto...

@Anonimo: grazie. Farebbe venire il nervoso a chiunque! :P

@Alligatore: è ufficiale sono rimbambita!!! O_o L'avevi scritto chiaramente "ambientato nel 1943"...sigh...vado a nascondermi...

Mikim ha detto...

Ciaoooo jane!!!
che bel post, mi unisco ai predecessori nel dirti che è scritto davvero bene è stato un piacere leggerlo... ci puoi dire come continua la storia???
e intanto ti mando un abbraccio

LA CONIGLIA ha detto...

jane anche io vorrei sapere se è una storiavera!!!

Jane (Pancrazia) Cole ha detto...

@Mikim: ma ciaoooooooooooo, finalmente sei tornata! :)
Tesoro mio, dovrai accontentarti del finale della storia, posso dirti solo che i due fratelli si sono ritrovati.

@La coniglia: si, il racconto è ispirato ad una storia vera, reinterpretata a modo mio.

Farnetico ha detto...

Senza parole.

 

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