sabato 9 gennaio 2010

9 Gennaio 1977

Tutti i bambini mitizzano la loro nascita. E' un tratto universale. Volete conoscere qualcuno? Mente, anima e cuore? Chiedetegli di raccontarvi quando è nato. Ciò che ne ricaverete non sarà la verità; sarà una storia. E niente è più rivelatore di una storia.
"La tredicesima storia", Diane Setterfield, Mondadori.

Era un freddo inverno torinese, freddo come solo un inverno sotto le Alpi può essere. Con l'aria che ti taglia la faccia, gli occhi che lacrimano, i cumuli di neve ai bordi delle strade e l'asfalto ghiacciato.
Una 500 arrancava con le ruote che slittavano ed il motore che rombava disperato ed eccessivo. Dentro due figure piccoline: una lunga e nervosa ed una tonda, dolorante, ma stoica.

In ospedale lei si unì alle giovani donne panciute che ancheggiavano per i corridoi, una mano su un fianco e l'altra sull'ombelico.
Alcune erano belle come madonne, altre solo molto stanche. Lei era lei.
Lui prese posto in sala d'attesa tra gli altri uomini, del resto il parto era una cosa da femmine.
Tra i futuri padri c'erano quelli euforici, quelli preoccupati, quelli emozionati e poi c'era lui. Lui era lui.

La sala travaglio era così affollata, tante facce e tante voci concitate che si accavallavano: "La signora ce la fa da sola? Non ce la fa?".
Ad un passo dal cesareo si decise per il parto naturale.

La bambina si presentò al mondo come altre decine, centinaia o forse migliaia di bambini allo stesso momento: con un pianto dirotto, acuto ed arrabbiato.
Furiosa e frustrata. Era stata cullata per 8 mesi in una placenta a foglia d'edera. Chissà come doveva essere stata scomoda.
Forse era stato quello il motivo ad indurla all'evasione, forse era per quello che, nonostante fosse ancora troppo piccola, si era tuffata a testa in giù verso la luce, senza pensare alle conseguenze.

La bambina lottò per giorni con le mani strette a pugno e gli occhietti cisposi. Giorni trascorsi dentro una scatola trasparente, mentre la sua famiglia l'osservava dall'esterno, come in un acquario.
Lei da una parte, gli altri da un'altra. Metafora e preludio di una sensazione che l'avrebbe accompagnata per sempre.

La bambina lottò grazie al cuore forte, il sangue della propria madre ed un carattere cocciuto.
La bambina lottò e vinse.

A febbraio la portarono a casa.
Finalmente c'erano tutti: la madre, il padre, la sorella maggiore, la piccolina e, sotto la culla, il cane a fare la guardia.

17 commenti:

Rabb-it ha detto...

Auguri!!!

Ross ha detto...

Mi ha quasi commossa questo piccolo racconto di nascita. Tenero e forte allo stesso tempo.
I miei migliori auguri di buon compleanno cara Jane.

mafalda ha detto...

Buon compleanno cara Jane!!!!!!!!!Tanti baciuzzi!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

mariacristina ha detto...

Che bella storia! E buon compleanno, taaaaaaanti Auguri!

veronica ha detto...

Buon compleanno forte Jane!

Tendallegra ha detto...

....questa bambina scelse un giorno particolare ed unico per venire al mondo....del resto, lei era lei.

Buon Compleanno "Pancrazia".... :)

Pupottina ha detto...

buon compleanno anche da Pupottina!!!

mich ha detto...

l'anniversario della tua relazione con il mondo: bel modo di interpretarlo!
Auguri alla blogger e alla fanciulla.

LA CONIGLIA ha detto...

anche se pochino in ritardo tantissimi auguri cara Jane!
Conosco un bimbo ottomino e so come vi aggrappate alla vita, come sapete lottare per vivere...
un grande bacio coniglioso :)

claire ha detto...

Tantissimimi auguri, anche se in ritardo!Che bella storia,forse una come tante, ma tu sei tu, hai il dono del racconto.

Alessandra ha detto...

eccola qui in ritardissimoooooo! :( auguri Jane! auguri di tutto cuore! e il mio abbraccio speciale per il tuo compleanno ...ah! voglio sapere della torta e dei regali e se ti hanno tirato le orecchie!!! :-))))
un bacio
Ale

Jane (Pancrazia) Cole ha detto...

GRAZIE A TUTTI!!!!!

JAENADA ha detto...

Fa niente se i miei auguri sono quasi più vicini al compleanno successivo che a quello passato? :)

mariadiego ha detto...

ecco la sorella maggiore .... che guardava con gli occhi tristi la piccola dentro l'acquario .. e poi con occhi felici la piccola che dormiva serena con la sua testolina tonda tonda dentro la culla finalmente a casa ...

cautelosa ha detto...

Un augurio grandissimo, pur in ritardo, di buon compleanno.

Jane (Pancrazia) Cole ha detto...

@jaenada e cautelosa: non ho mai fatto la schizzinosa per quanto riguarda gli auguri, vanno benissimo anche in ritardo! :D

@mariadiego: questa faccia non mi è nuova!...uahuahuahuahuahauahuahau...

Alligatore ha detto...

In vergognoso ritardo (pure dopo la sorella?): AUGURI!

 

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