mercoledì 29 luglio 2009

I libri che non ho letto.

Io detesto lasciare i libri a metà.

Delle volte mollare il colpo sarebbe la scelta migliore: un atteggiamento sano, maturo ed equilibrato.
Non c'è da stupirsi, quindi, che io faccia così tanta fatica a fare una scelta di questo tipo.

Ci sono tre libri che ormai da anni mi guardano severi dall'alto della libreria. Io non li nascondo, non li regalo, ma li tengo in bella mostra a costante rimando del grave torto che sto facendo loro.

"Der Wanderchirurg" di Wolf Serno lo posseggo dal tempo in cui condividevo la mia vita con il celeberrimo Ex Pazzo.
Il di lui padre ebbe il delicato pensiero di farmi dono di questo romanzo, in cui si narrano le vicende di un chirurgo ramingo nel 1500.
816 pagine. In tedesco.
Nel caso vi fosse sfuggito lo ripeto: 816 pagine.
Io parlo tedesco. Io leggo in tedesco. Io scrivo in tedesco. C'è stato un periodo della mia vita in cui io SOGNAVO in tedesco.
Ma un tomo di tali dimensioni mi ha stroncata sul nascere. Ho provato ad iniziarlo, sperando di appassionarmi immediatamente, superando in scioltezza il blocco iniziale. Ma così non è stato.
Se avessi letto una paginetta al giorno, 5 giorni alla settimana, riposandomi per Natale, Pasqua ed anche 2 settimane ad agosto, a quest'ora l'avrei già finito da tempo. Ma io non sono una persona così lungimirante, o semplicemente neanch'io sono così disturbata da impormi una tale tortura.
E così Der Wanderchirurg sta li, con una cartolina incastrata tra pagina 15 e pagina 16.
Mi osserva dalla copertina. E più mi guarda e meno mi vien voglia di sapere le gesta di questo cacchio di chirurgo. Che avrà mai fatto di tanto speciale? Applicava sanguisughe ed incideva bubboni?
Ma chissenefrega! L'ho detto. Mi sono sfogata. Ora mi sento meglio.

La seconda opera letteraria "abbandonata" rappresenta l'incontrovertibile dimostrazione del fatto che io sia una pazza scriteriata, particolarmente portata a complicarsi l'esistenza.
Non si spiegherebbe altrimenti il mio insano "progetto" di coprire le lacune liceali riprendendo nientepopodimeno che "La Divina Commedia". Rileggendola tutta con tanto di analisi del testo e note a margine.
Non dico quanto presto mi sia arenata, perché mi vergogno.
Ma prima o poi la finirò, dovessi metterci anche 10 anni. Vabbè facciamo 20.

Il terzo libro?
Sta li da quando, poco più che bambina(*), mi rigirai tra le mani questa bellissima copertina verde con intarsi dorati.
Quando accarezzai quei fogli sottili, che parevano sciogliersi fra le dita.
Quando decisi che sarebbe stato molto edificante, molto educativo, molto interessante leggere la Bibbia.
Tutta.
Qualcuno è mai andato oltre la genesi?
Io no. Ovviamente.

(*)Si, lo so: ero una bimba ben strana.

sabato 25 luglio 2009

Non ci sono più gli uomini di una volta

PapàCole è un uomo di una volta.

E' stato contadino in Sicilia, muratore in Germania ed operaio a Torino.
Ora fa volontariato cinque giorni alla settimana, organizza circoli per anziani e spazi espositivi per giovani.
Conosce il valore del lavoro e della fatica, ama la concretezza e la semplicità, detesta i fronzoli.

Ma siamo nel 2009 ed anche gli uomini come PapàCole si adeguano.
"Ma chi ha fatto questa foto?
E' orribile: sembro grassissimo!"

Evidentemente anche dentro un uomo tutto d'un pezzo come PapàCole si nasconde un vanesio tronista.

Se lo becco a sistemarsi le sopracciglia chiedo il disconoscimento!

(I "padri anzianotti" sono fonte di inesauribile ispirazione. Vi consiglio questo post di Sun).

mercoledì 8 luglio 2009

Cronaca di un week end umbro

Il viaggio.

Sabato, 1.30 am.
Sorella, Cognato e Jane, pieni di entusiasmo e buoni propositi, partono in direzione dell'Umbria, luogo dove si terrà il matrimonio di uno dei tanti cugini Cole.
La strada è sgombra, il cielo sereno e l'umore ottimo.

Dopo qualche ora i tre iniziano a dare segni di cedimento.
SorellaCole cade in un sonno a intermittenza, in cui alterna momenti di completo abbandono a risvegli repentini e fastidiosi
"...ronf ronf ronf...sono sveglia, sono sveglia, sono sveglia!...ronf ronf ronf...amore mi raccomando: non dormire!...ronf ronf ronf...ti faccio compagnia io, eh?...ronf ronf ronf..."

Jane passa la notte ad imbottirsi di Coca Cola e salatini. All'alba ha acquistato due kg ed almeno una decina di tic nervosi.
CognatoCole sopporta stoicamente la moglie molesta e la cognata isterica e si ripromette di non passare mai più tante ore da solo con entrambe.


L' arrivo.

Il piano diabolico dei tre sciagurati consiste nell'arrivare in mattinata, mollare i bagagli in albergo e correre a visitare le innumerevoli meraviglie dell'Umbria.
In realtà, dopo aver attraversato mezza Italia in piena notte ed essere giunti a destinazione alle 7, i tre svengono sui propri giacigli, morti dal sonno ed assolutamente indifferenti a qualsiasi proposta socio-artistica-culturale che non includa un riposino.


Il Pomeriggio.

Un'allegra combriccola di cuginiCole si dirige a Gubbio, dove trascorre un'ora in un parcheggio a pagamento, aspettando che il diluvio, improvvisamente scatenatosi, abbia fine.
La vana attesa viene condita dagli aggiornamenti meteo forniti da Ciccio, anch'egli in arrivo per l'occasione.

"Sono a Perugia: grandina!"
"Sono a Gualdo: piove a dirotto, non vedo niente, vado ai 20 all'ora!"
"Sono a Fossato: voglio la mamma!!!!"



La Cena.

Tutta la famiglia Cole si riunisce intorno ad un enorme tavola.
Ciccio viene scaraventato per la prima volta in mezzo a questa pazza, rumorosa, simpatica e variegata umanità.
Gli bastano 5 minuti per farsi amare da tutti.
Jane è una donna felice.


Il giorno del matrimonio.

Vengono assunte millemilioni di calorie.
Jane, individuata un'invitata con il suo stesso abito, la elimina e ne nasconde il cadavere dietro le bomboniere.
Ciccio fa troppe fotografie alle smandrappone amiche della sposa e per questo viene condannato a dormire per una settimana sul pavimento.
Porco!
SorellaCole si lascia travolgere dai balli di gruppo. I suoi parenti più prossimi prima fingono di non conoscerla e poi l'addormentano tramite lancio di freccia avvelenata.
Dulcis in fundo, uno dei cuginiCole chiede a Ciccio
"E voi quando vi sposate?"
Il pingue fidanzato, per evitare di rispondere, si butta a terra fingendosi morto.


Lunedì.

Dopo essere riusciti finalmente a visitare la bella Gubbio, tutti i Cole si avviano ognuno per la propria strada.

Ciccio e Jane tornano assieme, felici e innamorati, sui monti trentini.
Nonostante le foto alle smandrappone.
Porco!
 

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