martedì 15 dicembre 2009

Erasmus (14. Cercasi casa disperatamente)

Scontenta per la posizione periferica dello studentato, a Novembre compilai il modulo di rinuncia alla mia camera. Dal momento della consegna avrei avuto un mese a disposizione prima di dover andarmene.
30 giorni per trovare l'appartamento dei miei sogni, 30 giorni per cercare un nuovo posto dove stare, 30 giorni per non finire a dormire sotto un ponte.
30 giorni possono essere tanti o pochissimi.
Carica di ottimismo, ma anche di una certa ansia, mi imbarcai nella ricerca della mia nuova casa.

Lo scopo era quello di trovare una stanza in una WG (alloggio diviso tra più adulti, studenti o meno), in un bel quartiere e ad un prezzo ragionevole.
La concorrenza era agguerrita, le offerte (decenti) inferiori alle domande, l'impresa ardua.
Fatica, frustrazione e scoramento sarebbero stati i miei fedeli compagni per alcune intense settimane.

Ogni sabato mattina mi recavo in edicola a comprare i giornali specializzati, spulciavo tutti gli annunci, selezionavo le proposte più interessanti e poi telefonavo per prendere appuntamento. Il momento topico della conversazione era sempre lo stesso:
"Wie ist die Adresse?"

"Sbaragnaustrasse"

"Eh???"

"Superkazzolenstrasse"

"Wasssssss?"
Erano pochissime le volte in cui capivo l'indirizzo al volo, spesso dovevo chiedere lo spelling ed in alcuni imbarazzanti e penosi casi neanche ciò era sufficiente. Allora mi armavo di stradario e pazienza e, andando per tentativi ed assonanze, alla fine risolvevo il mistero e risalivo al nome esatto della via. Un' acuta detective? No, semplicemente una ragazza disperata e caparbia.

Nel giro di un paio di settimane vidi molti appartamenti.
Quelli migliori venivano presi d'assalto da orde di giovani. Ci ritrovavamo in fila, come all'ufficio di collocamento o ad un provino per il Grande Fratello. Non eravamo noi a "giudicare" la casa, ma i futuri coinquilini a decidere se noi eravamo all'altezza del giaciglio offertoci.
Quelli peggiori erano ovviamente molto meno ambiti. Del resto non c'è da stupirsi che non ci fosse la fila per accaparrarsi un sottoscala caro quanto un attico, per godere la gioia di un' ottantenne come coinquilina, o per provare le brezza di vivere tra simpatici spacciatori ed amichevoli Naziskin.

Alla fine, dopo settimane di appuntamenti e molte delusioni, le opzioni vagamente accettabili rimaste a mia disposizione erano solo due. Potevo scegliere se vivere con "Rosemary' s Baby" o lo "Psycho Brother".

Il primo alloggio si trovava nel mio quartiere preferito: Prenzlauerberg (ora entrato a far parte del distretto di Pankow). Vitale polo di attrazione per artisti e giovani provenienti da tutto il mondo, pieno di Caffè, negozi colorati e ristorantini etnici.
Guardai le strade ed i palazzi limitrofi con commozione, iniziai a salire le scale con una rinnovata speranza, bussai alla porta con il cuore gonfio d'attesa. Dopo un secondo l'uscio si aprì, io sfoderai il migliore dei miei sorrisi, ma davanti a me non trovai il tipico fricchettone berlinese o l'ennesimo studente Erasmus, bensì una bambina.
Una bimba con il viso imbronciato e lo sguardo rabbioso.
I miei futuri coinquilini sarebbero dovuti essere un padre single, giovane e belloccio, e la di lui figlioletta, con l'aria dolce e rassicurante della protagonista de L'Esorcista.
Mentre il papà mi mostrava l'appartamento, l'adorabile frugoletto mi lanciava sguardi carichi d'odio.
Mentre sedevamo tutti intorno ad un tavolo, l'angioletto tentava di prendermi a calci.
Mentre parlavamo di affitti e spese, la fetente lillipuziana precisava che: "Io questa in casa non ce la voglio!"
La camera da affittare era enorme e bella, l'alloggio fantastico, il quartiere il meglio che io potessi desiderare, ma l'idea di convivere con la bimba posseduta dallo dimonio mi frenava assai.

Me ne andai con un vago "Mi faccio sentire io" ed affranta arrancai verso la mia ultima destinazione: l'appartamento dello Psycho Brother.
Il quartiere era periferico, quasi quanto quello dello studentato, e l'edificio un casermone in pieno stile sovietico. Una tristezza infinita.
Ad aspettarmi trovai un ragazzo alto e smilzo, proprietario dell'immobile; una ragazza coreana, che si era appena aggiudicata l'ultimo posto decente disponibile, lasciando a mia disposizone uno sgabuzzino con lucernaio; tre gatti piscioni e lo Psycho Brother, fratello del proprietario, chiuso a doppia mandata nella propria stanza perché "preferisce stare per i fatti propri" , "non ama gli estranei" ed "è un po' strano, ma tranquillo".

La casa era carina, ma la brutta posizione, le dimensioni della mia camera e soprattutto la presenza dello strano figuro di cui sopra, mi facevano intravedere terribili quadri futuri. Che andavano dall'obbligo di dividere il mio misero giaciglio con i tre gatti piscioni fino al mio accoltellamento sotto la doccia ad opera dello Psycho Brother.



La mia calda ed accogliente stanzetta a Schlachtensee non mi era mai parsa così bella e sicura.

Tornai a casa terribilmente scoraggiata e, mentre affogavo i dispiaceri in un thè alla cannella, qualcuno bussò alla mia porta:
"Ciao Jane"
"Ciao amichetta Eli"
"Com'è andata la ricerca?"
"Un disastro"
"Non ti preoccupare, ho trovato questo numero sulla bacheca di Fisica. E' l'appartamento perfetto per te!"

Continua...

Prologo, 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13

21 commenti:

Mario l. ha detto...

E no! Ora voglio sapere come è andata a finire!! Non mi basta!
Non mi puoi lasciare così!
Mi prendi e mi butti via!
Sei una blogger cattiva...

mariacristina ha detto...

Che storia! Aspetto come è andata a finire, trovato qualcosa o rassegnata sei tornata a casa della piccola terribile peste?

Jane (Pancrazia) Cole ha detto...

@Mario: non fare così, non piangere che mi intenerisco.

@mariacristina: piuttosto che andare a vivere con la bimba posseduta mi sarei sistemata con un bel cartone sotto un ponte!

@tutti e 2: scriverò anche il seguito, abbiate un po' di pazienza.

LA CONIGLIA ha detto...

grazue jane...per il commento e per il post, fa bene staccare un pò la spina...

Rabb-it ha detto...

E tu interrompi così?
Quando siamo al culmine dell'ansia?

OH... no dico ma non si fa.

Ma sai che se passano i lettori della tua fanfiction potrebbero dirti che tu fai di peggio?

Ma che c'entra? Enza levati di torno, io voglio sapere come prosegue il racconto di Jane... che è molto, ma molto più avvincente della mia fanfic a capitoli!

Jane?
Dimmi che non ci farai aspettare troppo... perfavoreeeeeee!

^_^

MAURIZIO ha detto...

Ora ricordo….
Ho abitato per diversi anni a Berlino nella zona di Nikolaiviertel.
Avevo un appartamento che affittavo per singole camere…. ero smilzo, alto, e avevo un debole per i coltelli affilati e le docce….
Un giorno mi si presentò alla porta una giovane studentessa italiana che cercava una camera in fitto.
La guardai…. lei mi chiese se mi piacevano i film di Hitchkock…. Io non le risposi, ma evidentemente lei lesse qualcosa di strano nei miei occhi….
Ben ritrovata cara Jane!!!! (segue risata da film horror)

Cacchio quando scrivo sti commenti mi faccio paura da solo… più che altro per l’idiozia a cui sono capace di arrivare.

Jane (Pancrazia) Cole ha detto...

@LaConiglia: un grazie ed un abbraccio a te coniglietta.

@Rabb-it: posso promettere che CERCHERO' di non farvi aspettare troppo. Di più non posso :P

@Maurizio: ben ritrovato a te! E come stanno i gatti piscioni? ;)

mammina74 ha detto...

carissima rispondo qui alla tua domanda dal blog di elasti:
barbapapà è nato da un semino che c'era nel giardino di francesco e carlotta (i due bimbi del cartoni) dopo un pò si sente tanto solo e lui e i due bimbi girano tutto il mondo alla ricerca di altri barbapapà ma senza successo. al loro ritorno a casa fuoriesce dal terreno barbamamma, i due si innamorano e tempo dopo escono sempre dalla terra i loro sette barbabambini
ciao ciao

Jane (Pancrazia) Cole ha detto...

@mammina74: grazie!!!! :)

Alligatore ha detto...

Bei tempi del racconto e bella la sospensione finale, tutti in attesa del seguito... presto, presto!

Alessandra ha detto...

carogna!
ti ho letta ieri e mi è salita dal profondo questa parolaccia ... ma a distanza di ore non ne trovo un'altra :( sappiamo che sei sana e salva però interrompere così il racconto è proprio da GRAN CAROGNA!

Ale

veronica ha detto...

Sei crudeleeeeee!!!! Voglio l'altra puntata!!

Jane (Pancrazia) Cole ha detto...

@Alessandra: carogna? Io??? Esagerata!
Dovresti apprezzare i miei "tempi del racconto e la bella sospensione del finale", come dice il mio amichetto Alligatore :D

@Veronica: pazienza, ci vuole pazienza ;)

la volpe ha detto...

Eehh.. cara amica jane fortuna che ci sei tu con i tuoi racconti erasmus a tenermi su il morale!!!
Non mi sono fatta sentire molto ma come posso ti leggo sempre.
Volevo farti gli auguri di buon natale, perchè domani sono certa non avrò un attimo.
Baci e buone, anzi buonissime feste a te Ciccio e la tua famiglia
con affetto
La volpe

Irene ha detto...

Un passaggio veloce per augurarti un sereno Natale.
ciao Irene

mariacristina ha detto...

Buon Natale!!!

MAURIZIO ha detto...

Buon Natale Jane

Ross ha detto...

Ohi Jane, che fine hai fatto? Sei stata risucchiata nel gorgo della corsa agli ultimi regali, dei cenoni coi parenti e della luccicante follia natalizia? :D
Buone feste!

Tendallegra ha detto...

Buon Natale Pancraziettuccia mia!
Ti mando un abbraccione di quelli miei ed un bacione grosso grosso!!!
SMACKKKKKKKKKKKKKKKKKKKKKKKKKKKKKKKKKKKKKKKKKK

Jane (Pancrazia) Cole ha detto...

Buon Natale anche a tutti voi...etciù etciù...

Alligatore ha detto...

....spero che questa tua assenza sia per preparare il seguito entro l'anno. Altro che buon natale etciù etciù...

 

Blogger news

Blogroll

About