lunedì 3 novembre 2008

24 dicembre 2005

Chissà cosa ricorderà Giulia di quella notte.
Aveva solo tre anni, i capelli biondi e lo sguardo vispo.

Forse ricorderà il caldo abbraccio della mamma:
"Svegliati amore mio.
Facciamo questo gioco: devi stare zitta e buona, non devi farti sentire dal papà."


Forse ricorderà le scale fatte di corsa:
"Va tutto bene. Andiamo dai nonni, gli facciamo una bella sorpresa."


Forse ricorderà il viaggio in macchina, il freddo attraverso il pigiama, una porta aperta nel cuore della notte ed il nonno con il viso pieno di sonno:
"Cosa è successo? Che ci fate qua?"


Forse ricorderà le lacrime della nonna e le parole concitate dello zio:
"Io lo ammazzo. Se ti tocca ancora giuro che lo ammazzo."


Forse non ricorderà nulla, ma tutta quella notte rimarrà impressa indelebilmente dentro di lei.


Paola ricorderà per sempre il pomeriggio di quello stesso giorno.

Le botte del marito.
Quei colpi secchi che le piovevano addosso, dappertutto tranne che sul viso.
Sul viso no. Sul viso mai. Altrimenti gli altri avrebbero visto e capito.

Una scena che si ripeteva sempre uguale ormai da anni.
Ma quella volta era stato diverso. Quella volta Giulia aveva alzato le manine per difenderla:
"No papà no!"

La sua bambina era stata forte e coraggiosa. Forte e coraggiosa come lei non riusciva più ad essere, come lei aveva dimenticato di poter essere.
Fu quello l'istante in cui Paola, svegliatasi dall'apatia e dall'accettazione in cui era caduta, decise che se ne sarebbero andate.

Dopo quella notte,la madre di Giulia ha dovuto affrontare mille battaglie in tribunale.
E' stata messa in discussione come persona, come moglie e come madre, ma non ha mai mollato. L'ha fatto per se stessa e per sua figlia.
L'ha fatto perché era suo il compito di proteggere la piccola dalle brutture del mondo e non doveva essere la bambina a proteggere lei.
L'ha fatto perché si è ricordata di quanto anche lei potesse essere forte e coraggiosa.

Paola sta ancora lottando.
Lotta contro un sistemo giudiziario lento, cieco e sordo.
Lotta contro i ricatti e la violenza psicologica dell'ex marito.
Lotta soprattutto contro i pregiudizi di chi pensa che, se permetti ad un uomo di ridurti così, è soprattutto colpa tua.

Paola non si arrende ed ogni sforzo è ripagato da una ritrovata libertà e dal viso sereno della sua bambina.

(Questo post è un omaggio ad una donna coraggiosa, che ho l'onore di conoscere, ed a tutte le donne che combattono ogni giorno per la propria dignità e per il diritto dei propri figli ad avere un'infanzia serena.)

17 commenti:

Maurizio ha detto...

Nel rapporto con la donna che ha rappresentato e rappresenta l'unico rapporto "vero" della mia vita ... ho avuto anch'io un momento di cui vergognarmi: ho dato uno schiaffo a chi in quel momento amavo e da cui mi sentivo tradito... e questo mi ha fatto sentire una persona totalmente inutile... togliendomi ogni forza... mi hanno salvato due occhi, occhi che sono rimasti la... a fissarmi, senza dire nulla.... occhi che mi hanno fatto sprofondare... promettendo a me stesso che mai più nella mia vita l'avrei fatto...

Daniele Verzetti, il Rockpoeta ha detto...

E questo commento vuole essere un testimonianza di solidarietà, appoggio e sincera vicinanza a Paola ed a tutte le donne che con coraggio lottano per uscire da spirali assurde come questa.

MasterMax ha detto...

Un eroe moderno al quale nessuno da importanza perché troppo impegnati ad esaltare falsi idoli. Un applauso a Paola e se potessi un crick in faccia al marito.

Alessandra ha detto...

ciao Jane,
grazie perchè metti in evidenza un "quotidiano" molto presente e che spesso, nascondendo gli occhi dietro le mani, tentiamo di non vedere.
Questa è la forma di violenza più vile che un uomo possa usare contro un altro essere umano, unitamente alla "violenza" psicologica che denigra e sconforta e scoraggia la crescita spirituale, intellettuale, di chi ti sta a fianco.

Un bacio
Alessandra

claire ha detto...

Ciao è da un pò che leggo il tuo blog. Questo post è veramente toccante perchè ci ricorda che a volte le donne pensano che passare sopra alle violenze sia un bene per i propri figli, affinchè possano avere una famiglia "unita". Ma la scelta giusta è quella di Paola: rispettare se stesse per poter rispettare anche i propri figli e il loro diritto ad avere una madre senza lividi e ansie.

Jane (Pancrazia) Cole ha detto...

@Maurizio: ti ringrazio molto per la tua testimonianza, particolarmente sincera e toccante.

@Claire: benvenuta e grazie per il tuo commento.

la volpe ha detto...

Nessuna donna mai nella vita dovrebbe essere lasciata sola ad affrontare battaglie così dolorose.
La mia slidarietà!

Alligatore ha detto...

Non ho parole.

Mikim ha detto...

anche io, come l'alligatore qui sopra, non so cosa dire. Cara jane sei riuscita in questo post a descrivere l'ansia e il dolore di questa situazione. Un abbraccio a te e a Paola!

SunOfYork ha detto...

che sia da esempio per tutte quelle donne che arrivano a credere di meritarsi quello che hanno, e che uno schiaffo sia una dimostrazione d'amore.
sun

Alessandra ha detto...

ciao Jane! tutto bene?
il mio abbraccio caro... e i miei pensieri.
Ale

Regina Madry ha detto...

D'accordo sul crick in faccia al marito, senza se e senza ma: e spero che Paola dimentichi l'essere inutile e vada avanti serenamente!

Jane (Pancrazia) Cole ha detto...

@Ale: ciao carissima, in questi giorni sono più indaffarata del solito e mi tocca trascurare il mio blog e anche quello degli altri, purtroppo. ma tornerò!;)
Un bacione!

Ross ha detto...

Ciao Jane, passavo per lasciarti un saluto, visto che questa settimana sarò in trasferta in Puglia e dovrò disertare l'amata blogsfera.
A presto!

Jane (Pancrazia) Cole ha detto...

Buon viaggio! :)

sileno ha detto...

Quanto possono degradarsi certi vigliacchi che si sentono virili solo perché possono prevaricare sui più deboli.
Che società cieca ed egoista che stiamo plasmando.
Auguri alla piccola Giulia vittima innocente.

Jane (Pancrazia) Cole ha detto...

@Sileno: benvenuto e grazie per avere lasciato un commento

 

Blogger news

Blogroll

About