mercoledì 16 aprile 2008

Incontri

Jane era una cameriera instancabile. I piedi le dolevano e gli occhi le bruciavano, ma lei non mollava, tutta sorrisi ed efficienza.
M. faceva il cuoco, arrivava dal Marocco e sembrava arrabbiato col mondo intero.

Una sera Jane corse a prendere l'ennesima ordinazione in cucina e trovò delle patatine fumanti.
"A che tavolo?", chiese.
"Nessuno. Sono per te. Fai una pausa.", rispose M.
Il tono era quello di un ordine, ma nascondeva l' offerta di un'amicizia.
Da quel momento, ogni sera M. le preparò qualcosa.
Lei mangiava e lui le raccontava della sua terra, della sua famiglia, e di tutto ciò che aveva lasciato.

Sono passati tanti anni, ma Jane ancora si ricorda di M. e conserva come tesori l'amicizia e la fiducia che lui volle accordarle.

----------------------------------------------------------------------------------

Eli era scappata da Roma e si era rifugiata a Londra.
Passava tutto il giorno a fare panini. La gente li ordinava parlando così velocemente, che lei aveva sempre paura di non capire qualcosa.
S. faceva il cuoco ed arrivava dalle Hawaii. L' Inghilterra era così grigia rispetto ai luoghi che aveva lasciato, ma lui non si lamentava mai.

Per Eli ogni giorno era una battaglia contro la voglia di arrendersi e piangere finalmente tutte le proprie lacrime. S. l'aveva capito e cercava sempre di far ridere quella ragazza italiana piena di mille segreti.
Lei aveva gli occhi tristi, lui il sorriso nel cuore.

Eli si ricorda ancora di S. e non si perdonerà mai di essersene andata senza neanche una parola.

9 commenti:

Melina2811 ha detto...

Complimenti, car.ino il tuo blog, ciao da Maria.

J.Cole ha detto...

@melina: Grazie della visita e del commento :)

Amaranthine ha detto...

Spesso sono proprio le persone difficili da decifrare, quelle che sembrano arrabbiate col mondo, a scavare un solco nel tuo cuore, lasciandoti il ricordo di qualcosa conquistata con difficoltà, ma che in un attimo è diventata estremamente lineare.

Ogni volta che son stata lontana dall'Italia per lunghi periodi mi sentivo padrona del mondo, ma anche estremamente sola ed incapace di interpretare gli altri. Come se quei gesti, le espressioni del viso, fossero fatte da un alieno del quale capivo solo le parole. Eppure questo senso di straniamento era la base per vedere le cose con occhi nuovi.

Tendallegra ha detto...

La bontà d'animo non ha colori.
E' una sola.

Regina Madry ha detto...

E che fine ha fatto Eli? :-)

J.Cole ha detto...

@amaranthine: alcuni incontri sono destinati a restare nel nostro cuore per sempre perchè, come dici tu, scavano un solco indelebile.

@alessia: o forse ha tutti i colori del mondo :)

@regina: Eli è andata a fare l'Erasmus a Berlino, dove ha incontrato Jane...ma questa è un'altra storia :) (devo smettere di parlare di me in terza persona...sembro pazza!)

Ross ha detto...

Sono questi incontri che ci arricchiscono. A volte di più di quelli che abbiamo cercato e voluto a ogni costo. Molto, molto di più.
Un abbraccio

kekkasino ha detto...

l'importante è portarselo ancora nel cuore...

mary. ha detto...

Ciao cara, ti ho nominata sul mio blog per un meme... :-)

 

About