lunedì 15 dicembre 2008

Sarebbero bastati pochi centimetri più in là e paffff!

Jane Cole è a Torino mentre il cielo, invidioso delle galosce veneziane e dei barconi romani, sta rovesciando sopra la città sabauda secchiate d'acqua.

Ciccio è rimasto tra le montagne trentine, dove è venuta giù tanta di quella neve da prospettarsi una stagione sciistica lunga fino a ferragosto.

Immagino che anche voi, sparsi per la penisola ed oltralpe (Alittam), stiate subendo lo scatenamento degli elementi naturali.
Vogliamo rilassarci un po'?
Godiamoci tutti quanti questo bel momento.

Che prontezza di riflessi!
Peccato.

lunedì 1 dicembre 2008

Metereologicamente parlando/2

Oggi 60.000 trentini si sono trovati sotto un metro e mezzo di neve, con le strade bloccate e senza elettricità.
Uno di questi 60.000 era Jane, echevelodicoafare!!!

Dopo essere stati al freddo e al buio per tutto il giorno, da un'ora a questa parte l'energia elettrica va a singhiozzo.
Mentre Ciccio legge i fumetti a lume di candela, Pancrazia si aggrappa all'unico contatto col mondo civilizzato.
Jane chiama blogosfera, rispondi blogosfera


(Clip tratta dalla serie "Mork and Mindy")

ps: intanto continua a nevicare.

mercoledì 26 novembre 2008

Erasmus (8. Deutsch Kurs)

Alla prima riunione degli Erasmus di medicina ci venne chiesto se ci fosse qualcuno in difficoltà con la lingua tedesca.
Due timide mani si alzarono, la mia e quella di un'altra ragazza, entrambe italiane. Della serie: facciamoci subito riconoscere.

Gitte (Brigitte), la nostra responsabile, ci consigliò di cercare un corso intensivo, mentre lei avrebbe organizzato gli orari delle nostre lezioni in modo da riuscire a fare incastrare il tutto.
Miracoli dell'efficienza teutonica.

In preda ad ansia da prestazione mi iscrissi a due scuole contemporaneamente.
Una si trovava nella "Berlino bene" tra le villette ed i giardini fioriti.
L'altra nella parte turco-proletaria della città.

Il primo corso consisteva in sei ore settimanali, tenute in un bel palazzo da insegnanti vistosamente incompetenti.
L'umanità che popolava la mia classe era varia ed interessante. Io ne ricordo soprattutto alcuni.
Giuseppe, studente Erasmus iscritto a veterinaria.
A suo dire egli aveva bisogno solo di un ripasso delle regole di grammatica per migliorare un tedesco già eccellente. Intanto, però, necessitava di un tutor anche per prendere un caffè alla macchinetta.
"Cosa significa mit Zucker?"
"Con zucchero"
"E ohne Zucker???????"
"Senza zucchero"
"Ah già, lo sapevo. Me ne ero dimenticato. Come sono distratto."
"Già, certo."

Thomas, au pair franco-canadese.
Dolce, carino ed educato, ma un po' molesto con l'insegnante.
"Ma davvero in tedesco si dice così? Che strano. In francese diciamo diversamente.
Ma davvero in tedesco quella cosa è femminile? In francese è maschile! Strano!
Ma davvero..."
"Taci!!! Non ce ne frega niente di come si dice in francese. Questo è un corso di tedesco: t-e-d-e-s-c-o!!!"

Susan, casalinga statunitense.
Trascinata dall'altra parte del mondo dal lavoro del marito.
Lei soffriva per la nostalgia del proprio paese, della propria famiglia e soprattutto della propria lingua e soffocava la tristezza cucinando deliziosi muffin per tutti quanti.

Wi, pittore cinese.
Si espresse a gesti per la durata di tutto il corso e ci mise due mesi per imparare a dire
"Wo ist die Toilette?"


Il secondo corso consisteva in 12 ore settimanali, tenute in una scuola elementare sotto la guida di un'insegnate fantastica, che avrebbe potuto far parlare tedesco anche ad un chihuahua.
Nella mia classe vi erano musicisti, giunti da varie parti del mondo per migliorare la propria formazione, ed un folto gruppo di donne turche, che avevano lasciato il proprio paese ed il proprio lavoro per seguire i mariti in terra germanica.
C'era Pier, bassista francese, molesto quanto il ragazzo canadese e con l'aggravante di essere simpatico e piacevole quanto un attacco di colite.

Anna, chitarrista ucraina, che sembrava avere a cuore tre cose in particolare: suonare, sposare il grande amore che la stava aspettando in patria e trovarmi un fidanzato.
"Ma davvero non hai un ragazzo?"
"No"
"E come mai?"
"Perché no"
"Ti piacciono le donne?"
"No!!!"
"Se vuoi te lo trovo io un fidanzato"
"No, grazie"
"Guarda che per me non è un problema: ho tanti amici!"
"No, grazie, faccio da sola. Se poi cambio idea ti chiamo, ok?"

Rafael, percussionista brasiliano, che sognava di portare le figlie e la bella moglie in Europa.

Aida, sempre con il velo ed un vestito nero, timida e riservata, ma con un talento per la lingua tedesca che me la faceva invidiare ed ammirare tantissimo.

E la moderna e spensierata Sibel. Un ingegnere che non vedeva l'ora di imparare il tedesco, per poter iscriversi all'università ed aver la possibilità di fare il proprio lavoro anche in Europa.

Per due mesi e mezzo seguì i due corsi, continuando anche a frequentare le lezioni all'università. Durante quei giorni intensi venni a contatto con culture diverse, conobbi persone straordinarie, capì di essere una privilegiata e , incredibilmente, iniziai anche a parlare tedesco.

Continua...
Prologo, 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7

lunedì 24 novembre 2008

Sabato mattina

Sono due giorni che cerco di scrivere questo post.
Scrivo e poi cancello.
Riscrivo e poi ricancello.
Avrei voluto parlarvi del liceo di Rivoli, avrei voluto esprimere la mia rabbia ed il mio dolore.
Ma ogni parola mi sembra superflua e mi suona vuota.
Quindi scelgo di tacere.

martedì 18 novembre 2008

Cronaca da bordo campo (updated)

Il gruppetto di amici, che aveva aderito entusiasticamente alla proposta di Jane di andare al test match, aveva posto però un'unica, fondamentale condizione: l'acquisto di biglietti economici.
I più economici.
Data l'infelice congiuntura, Pancrazia aveva accettato con gioia l'accordo, cullandosi nell'illusione che il piccolo e accogliente "Stadio Olimpico", a differenza del mastodontico e dispersivo "Delle Alpi", potesse permettere un'ottima visuale del campo da qualsiasi angolazione.
Per questa ragione ella si è ritrovata ad occupare il posto 5, della fila 5, sezione 107.
La vostra blogger ed i suoi astuti amichetti sono riusciti ad accaparrarsi i posti peggiori di tutto l'impianto.
Troppo in basso per permettere una visione completa della partita, troppo lontani dal campo per poter osservare "adeguatamente" i giocatori e, come se non bastasse, proprio accanto ai divisori tra curva e tribuna.
Divisori trasparenti, perfetti nei giorni nuvolosi o di sera, ma inadeguati con il sole, a causa del fastidioso riflesso, che oscura tre quarti del campo.
Sabato, ovviamente, era una splendida giornata di sole.
Echevelodicoafare!!!!

Ma è bastato che lo speaker annunciasse l'ingresso in campo degli azzurri per il riscaldamento, perché Jane dimenticasse l'infelice posizione.
Armata della sua macchinetta digitale, dopo aver calpestato due vecchietti, abbattuto un bambino e rischiato l'incidente diplomatico con un gruppo di argentini, ella si è spinta fino alle transenne per fotografare tutto il fotografabile.
E di "materiale meritevole di essere immortalato" ve ne era molto, anzi moltissimo!




Le donne del gruppo, dimentiche di trovarsi in un luogo pubblico e di aver superato da tempo la pubertà, hanno dato uno spettacolo indecoroso, degno di un gruppo di carampane ad un concerto dei Tokyo Hotel.
Le donne del gruppo, ovviamente, non sono affatto pentite.

Anto ha messo a dura prova il self control di quel santo del marito, importunando ripetutamente Mirco Bergamasco
"Mirco yuuuuuuu uuuuuuuuuuu!!!!! Mircoooooooooooooo!!!"
"Tesoro, mogliettina mia, non potresti controllarti un po'?"
"Shhhhh, non mi disturbare! Mircooooooooooooooooooooooooooooo!!!!"

ColeSister ha scoperto il fascino dell'uomo maturo, nello specifico il fascino del nostro allenatore, ed ha tormentato per tutto il riscaldamento la propria sorella:
"Fotografa Mallett!"
"Ma è troppo lontano: non si vede"
"Fotografalo lo stesso!"
"Ma viene male"
"Obbedisci!"

Pancrazia, invece, è rimasta folgorata da capitan Parisse:
"Ma l'avete visto? No, dico: l'avete visto bene??? Io non credevo che fosse così! Ma l'avete visto? No, dico: l'avete visto bene???"


(Nella foto si vedono Bortolami e Parisse discutere,
P:"Stasera con Jane ci esco io!"
B:"No, io!"
P:"Io sono il capitano!"
B:"E chi se ne frega! Io le piacevo da prima!"
Come sono teneri)

L'atmosfera sugli spalti era fantastica.
L'Olimpico ha registrato il tutto esaurito ed il pubblico torinese, poco esperto di palla ovale, ha sopperito alle lacune tecniche con l'entusiasmo e la passione!

Decisamente meno festaiola l'aria che si respirava in campo.
Il primo tempo è stato discreto, anche se non entusiasmante. L'Italia ha costruito qualche buona azione e le due squadre parevano equivalersi.
La seconda frazione di gioco, al contrario, è stata pessima. Gli azzurri non hanno mai impensierito l' Argentina che, dal canto suo, non è sembrata certo uno squadrone.
Il match si è chiuso su un deludente 14 a 22 in favore dei Pumas.



Mentre il pubblico defluiva dallo stadio, rattristato per la sconfitta, ma comunque galvanizzato per il magnifico pomeriggio, una riccia blogger chiedeva a chiunque le desse retta:
"Ma il terzo tempo lo fanno? Ma dove lo fanno? Ma secondo te lo fanno? Tu ne sai qualcosa? Ma lo fanno si o no?"

I suoi amici, per riuscire a trascinarla via, hanno dovuto sedarla.

lunedì 10 novembre 2008

Una donna con il cuore colmo d'amore e gli ormoni allegramente in subbuglio

Ciccio sta accompagnando la sua dolce metà in stazione.
Ella deve fare ritorno, per un breve periodo, alla città sabauda.

I due innamorati sono tutti presi da loro stessi, in piena fase "come-ci-amiamo-noi-nessuno-si-è-amato-mai". Ma dopo essersi giurati più volte amore eterno, la conversazione prende una piega inaspettata.
"Io mi fido ciecamente di te. Lo so che non mi tradiresti mai, neanche con il pensiero!", afferma appassionatamente Ciccio.

"Beh, tesoro, sabato andrò a vedere Italia-Argentina di rugby. Sul tradimento *neanche con il pensiero* non ci metterei la mano sul fuoco", risponde quella faccia di tolla di Jane, che quando ci si mette è dolce e romantica come un hooligan.

"Tsk! Tanto li vedrai solo dalle gradinate: saranno minuscoli. Non riuscirai neanche a distinguerli, ciecata come sei!", ribatte piccato il morbido consorte, impegnato da tempo a scoraggiare la passione della sua fidanzata per il rugby e soprattutto per i rugbisti.

"Hai ragione, mi dovrò procurare un binocolo!", conclude la blogger, ricca di senso pratico.

Sabato, 15 novembre, presso lo stadio Olimpico di Torino si terrà il test match Italia-Argentina.

Jane ha i biglietti, ma non ha ancora trovato un binocolo.
Ciccio per ora gongola.

lunedì 3 novembre 2008

24 dicembre 2005

Chissà cosa ricorderà Giulia di quella notte.
Aveva solo tre anni, i capelli biondi e lo sguardo vispo.

Forse ricorderà il caldo abbraccio della mamma:
"Svegliati amore mio.
Facciamo questo gioco: devi stare zitta e buona, non devi farti sentire dal papà."


Forse ricorderà le scale fatte di corsa:
"Va tutto bene. Andiamo dai nonni, gli facciamo una bella sorpresa."


Forse ricorderà il viaggio in macchina, il freddo attraverso il pigiama, una porta aperta nel cuore della notte ed il nonno con il viso pieno di sonno:
"Cosa è successo? Che ci fate qua?"


Forse ricorderà le lacrime della nonna e le parole concitate dello zio:
"Io lo ammazzo. Se ti tocca ancora giuro che lo ammazzo."


Forse non ricorderà nulla, ma tutta quella notte rimarrà impressa indelebilmente dentro di lei.


Paola ricorderà per sempre il pomeriggio di quello stesso giorno.

Le botte del marito.
Quei colpi secchi che le piovevano addosso, dappertutto tranne che sul viso.
Sul viso no. Sul viso mai. Altrimenti gli altri avrebbero visto e capito.

Una scena che si ripeteva sempre uguale ormai da anni.
Ma quella volta era stato diverso. Quella volta Giulia aveva alzato le manine per difenderla:
"No papà no!"

La sua bambina era stata forte e coraggiosa. Forte e coraggiosa come lei non riusciva più ad essere, come lei aveva dimenticato di poter essere.
Fu quello l'istante in cui Paola, svegliatasi dall'apatia e dall'accettazione in cui era caduta, decise che se ne sarebbero andate.

Dopo quella notte,la madre di Giulia ha dovuto affrontare mille battaglie in tribunale.
E' stata messa in discussione come persona, come moglie e come madre, ma non ha mai mollato. L'ha fatto per se stessa e per sua figlia.
L'ha fatto perché era suo il compito di proteggere la piccola dalle brutture del mondo e non doveva essere la bambina a proteggere lei.
L'ha fatto perché si è ricordata di quanto anche lei potesse essere forte e coraggiosa.

Paola sta ancora lottando.
Lotta contro un sistemo giudiziario lento, cieco e sordo.
Lotta contro i ricatti e la violenza psicologica dell'ex marito.
Lotta soprattutto contro i pregiudizi di chi pensa che, se permetti ad un uomo di ridurti così, è soprattutto colpa tua.

Paola non si arrende ed ogni sforzo è ripagato da una ritrovata libertà e dal viso sereno della sua bambina.

(Questo post è un omaggio ad una donna coraggiosa, che ho l'onore di conoscere, ed a tutte le donne che combattono ogni giorno per la propria dignità e per il diritto dei propri figli ad avere un'infanzia serena.)

mercoledì 29 ottobre 2008

Cronaca dal red carpet

In questa piovosa serata di fine ottobre, tutti i blogger più importanti della blogosfera si sono riuniti al Kodak Theatre di Los Angeles per l'assegnazione dei noti "Radio Cole Awards".

Come ogni anno tutto il jet set è corso per prendere parte ad uno degli appuntamenti più attesi della stagione.

Vediamo avanzare lungo il tappeto rosso i due presentatori dell'evento: George Clooney ,che sorride ai fotografi ed urla "Pancrazia where are you? I love you!!!", e la favolosa Charlize Theron, che dichiara ai giornalisti "Non potevo mancare a questa serata. Appena mi alzo la mattina la prima cosa che faccio è leggere il blog di Jane, per me lei è un mito! Il racconto del suo Erasmus a puntate è meglio di una droga!"



Tra due ali di folla in delirio giungono finalmente i veri protagonisti della serata: i premiati!

Mario e Ross sono qui per ritirare la coppa in oro zecchino di "Indissolubilmente amici" e la virtuale stretta di mano dell'amicizia.
Attestati di stima donati a Jane da Mikim ed Alessandra.

Purtroppo Mario sembra per l'ennesima volta in preda ai fumi dell'alcool. Non solo si è presentato in tenuta adamitica, ma si è anche gettato nella fontana all'ingresso del teatro.
Il nostro futuro notaio non è più lo stesso da quando frequenta Paris Hilton, ci auguriamo che presto entri in rehab e torni ad essere il ragazzo semplice e misurato di una volta.



Ross, dal noto carattere docile e mansueto, si è resa conto di avere lo stesso vestito di Britney Spears.
Una tale onta verrà lavata nel sangue.




Seguono a ruota Alessandra e Mikim, giunte per ritirare l'attestato di "Blog vitaminico".
Omaggio che Jane ha ricevuto dalla stessa Alessandra, da Giorgia e da Irene.

Tuti gli occhi sono per la blogger di Varese, fasciata in un vestito verde molto sexy.
Non ci sono dubbi, anche la nostra Ale, tutta casa e rugby, non ha resistito alle lusinghe della chirurgia estetica.




Mikim, blogger prodigio, si esibisce in una delle sue solite imbarazzanti scenate. Dopo aver distrutto numerose stanze d'albergo ed aver tirato un cellulare addosso alla propria assistente, ora minaccia la folla con i cocci di una bottiglia di scotch.
E' davvero una brutta immagine, che non avremmo mai voluto vedere.



Infine, i vincitori del prestigiosissimo premio airone. Destinato a quei blog che "insegnano ogni giorno a vivere qualcosa in più, sia con la mente che con il cuore."

Questo award è passato dalle mani di Irene a quelle immeritevoli di Jane, per essere consegnato stasera a MasterMax e Regina Madry.


Max e Regina, annientati dagli stravizi di gioventù, arrancano sul tappeto rosso, visibilmente invecchiati.

Lui si aggira in pantofole chiedendo confuso "Dov'è il mio pezzo di formaggio? Dov'è?"



Lei, che nonostante l'età è ancora un gran bel pezzo di blogger, brontola tra sè "Dov'è finito Azzurro? Si sarà perso! Così imparo a sposare un ingegnere!"




ps: Jane confida nel fatto che i suoi blogger amici non siano permalosi.

venerdì 24 ottobre 2008

Grazie ad Alligatore

The Gang

Le Radici e le Ali

Quel giorno Dio era malato
in un paese di fame e pietre
nacque figlio di un vulcano
e del fiocco di neve
erano i tempi della battaglia
delle ferite delle bandiere
della fughe sulla montagna
delle camicie nere.

Passerà come acqua lungo il fiume
come passa questo vento
come passi soli nel tempo.

En el fruente de Jarama
nella guerra in Spagna
chi ricorda il nome
della sua compagna
ma chi sa dire
se è paura o amore
che t'incendia il cuore
che ti fa morire.

Passerà come acqua lungo il fiume
come passa questo vento
come passi soli nel tempo.

Vennero i giorni delle menzogne
delle bestemmie delle preghiere
dei compromessi e le piazze vuote
nuovi altari nuove frontiere.
Ora è solo come la pioggia
come pioggia nelle strade
con le radici con le sue ali
come un re di spade.
Solo come un sospiro
un orizzonte perso di vista
è solo come un gigante
è solo un vecchio comunista.

Passerà come acqua lungo il fiume
come passa questo vento
come passi soli nel tempo.



www.the-gang.it

giovedì 23 ottobre 2008

Non è un bel periodo



Prima o poi passerà.
Spero.

(Video tratto da "Bianco, rosso e Verdone" 1981)

venerdì 17 ottobre 2008

Un po' qua e un po' là

Jane ultimamente sta facendo una vita da zingara.
Ha trascorso tutto agosto in Trentino, dove ha cercato di mettere ordine e di trovare un proprio posto all'interno di quella caotica caverna che Ciccio si ostina a chiamare casa.
A settembre è tornata a Torino, poiché l'università, il lavoro ed un imperdibile matrimonio del cugino richiedevano la sua presenza.
Attualmente è di nuovo tra i monti e, dipendesse da lei, ci resterebbe per sempre, se non fosse che a novembre dovrà per forza tornare per una settimana a gianduiotto city.

Questa vita assurda e caotica sta confondendo la già labile mente della riccia blogger.
A settembre ella non aveva quasi nulla da mettersi, poiché i pezzi migliori del suo misero guardaroba erano rimasti in montagna.
Ora che è di nuovo in Trentino, a forza di portare scorte dal Piemonte, Jane ha così tante strisce depilatorie da poter rendere lisci come neonati un branco di gorilla e una quantità tale di assorbenti da bastarle fino alla menopausa.

Jane prima o poi riuscirà ad organizzarsi. Forse.

martedì 14 ottobre 2008

mercoledì 8 ottobre 2008

Kung fu Ciccio

"Kung fu Panda" è un film delizioso, adatto a grandi e piccini.
Splendidi disegni, personaggi adorabili, trovate divertenti.

Questa pellicola ha avuto un grandissimo successo, scatenando critiche entusiaste e realizzando ottimi incassi al botteghino.

Anche Jane ha molto apprezzato le vicende di Po, il panda appassionato di arti marziali. E non solo per la qualità dell'opera, ma soprattutto per due motivi fondamentali e personalissimi.

In primo luogo, Jane da piccolina aveva un grande pupazzo a forma di panda, risultato di un'intensa giornata alle giostre. Era un mostro ripieno di palline di polistirolo, un giocattolo di qualità scadente. Ma ella lo ha amato e coccolato per anni: abbracciandolo quando era triste e prendendolo a calci quando era arrabbiata.

Oltretutto, Jane ora ha un fidanzato che è il sosia sputato del protagonista del film.
Stesso fisico prorompente, stessa simpatia involontaria, stessi vizi e stesse debolezze.

Esempio 1. Ciccio al ristorante cinese, che guarda con aria libidinosa i ravioli al vapore


Esempio 2. Ciccio sorpreso nell'atto di razziare la dispensa



Esempio 3. Ciccio che sfodera uno dei suoi sorrisi irresistibili


U-G-U-A-L-E!!!

lunedì 6 ottobre 2008

Marco mi inquieta.

Forse dipenderà dal suo sguardo da pazzo o dagli orridi baffoni da tricheco.
Forse sarà dovuto alla maglietta psichedelica o alla pancia budinosa.
Forse sarà colpa dei sandaletti tedeschi o dei suoi piedi ballerini.
Non so perché, ma Marco mi inquieta.

Per me questa pubblicità è peggio di un film horror.
A me questo tizio fa paura!

mercoledì 1 ottobre 2008

I piaceri delle feste di famiglia

Sabato ha avuto luogo il matrimonio di uno dei tanti cugini Cole.
Jane detesta questo tipo di ricevimenti, in generale, ed ha trovato insopportabile questo, in particolare.

Ella ha dovuto reprimere l'astio nei confronti di quel fetentone di Ciccio.
L'infido fidanzato è riuscito a marcare visita, adducendo trite e ritrite scuse di carattere lavorativo (falsoooooooooo) ed ha mollato la povera ragazza a vedersela da sola con tutta l'amabile famigliola (vigliaccooooooo).

L'affascinante blogger ha rischiato l'ipotermia.
L'improvvisa temperatura autunnale ha fatto battere i denti a tutti, soprattutto alle giovani fanciulle. Scollacciate e senza calze, il loro incarnato è virato rapidamente dal marroncino post abbronzatura al violaceo cadaverico.

Dopo una giornata lunga quanto noiosa, Jane è andata a dormire alle 2, con la consapevolezza di doversi svegliare alle 6:30 per andare a lavoro (evviva evviva evviva).

Ma tutto ciò non è stato niente rispetto ai 30 interminabili minuti trascorsi in macchina con Zia"OcchiGrandi"Cole.
Tale zia, cinquantenne giovanile e moderna, si è trasformata in un attimo in un'ottantenne rimbambita e molesta.
Ella, senza nessun apparente motivo e soprattutto senza che nessuno gliel'avesse chiesto, ha preso a raccontare, con maniacale dovizia di particolari, la trama della sua telenovela preferita.

30 minuti di amori, tradimenti, fazende e fazenderi.

Non contenta, resasi conto dello sguardo vitreo della nipote, che annuiva meccanicamente e ripeteva dentro di sé il mantra "siamo quasi arrivate, ancora 5 minuti, siamo quasi arrivate, ancora 5 minuti, siamo quasi arrivate, ancora 5 minuti", si è prodotta anche in un quiz finale:

"E poi cosa è successo secondo te, Jane?"
"Non lo so"
"Ma come non lo sai, è facile! Dai prova ad indovinare."
"Non-lo-so!"


"E poi dove sono andati, eh?"
"Non lo so. Dove?"
"Ma come non lo sai? Non ci arrivi da sola?"
"No."
"Daiiiiiii è facile!"

Non preoccupatevi, la cara zietta non è stata mollata in tangenziale.
Per questa volta!

giovedì 25 settembre 2008

Erasmus (7. Il mio regno per un passaporto!)

Prima di partire per la mia avventura Erasmus, tutti mi consigliarono di fare il passaporto. Essendo Berlino vicina al confine con la Polonia, una gitarella da quelle parti sarebbe potuta essere interessante.

Io, imperatrice assoluta della procrastinazione, rimandai la faccenda fino a quando fu troppo tardi per ottenere il tanto agognato documento.
La mancanza però non mi fece preoccupare particolarmente. Avevo tutta la Germania a disposizione. Potevo sopravvivere tranquillamente anche senza passare la frontiera.

E così fu.
Ogni giorno c'era qualcosa di nuovo da fare e un posto nuovo da vedere. Le possibilità erano infinite. Un viaggio nelle terre dell'Est era l'ultimo dei miei interessi.
Fino a quando ricevetti un messaggio da parte del mio amato Buddy. Colui che non mi si filava di pezza, colui che sembrava considerarmi solo una scocciatura, colui che a malapena si ricordava il mio nome, mi invitava a passare un week end assieme.
In Polonia.

Oh cacchio!

La mia mente, alterata dagli ormoni post adolescenziali che il bel Felix riusciva sempre a scatenare, lavorò incessantemente tutta la notte alla ricerca di una soluzione.
Come avrei potuto passare il confine?
Nascondendomi nel bagagliaio della macchina? No, rischiavo di spettinarmi.
Scavando un tunnel sotterraneo? No, mi sarei rovinata le unghie.
Paracadutandomi direttamente in terra polacca? No, me la sarei fatta sotto.
Alla fine decisi di provare con un metodo legale, semplice e che non mi avrebbe provocato un attacco di panico.
Mi sarei rivolta alle autorità.

Trascorsi il giorno successivo cercando la sede dell'ambasciata italiana.
Arrivai a due minuti dall'orario di chiusura. Arrancai per le scale e raggiunsi l'ingresso tutta sudata e stropicciata.
Già in attesa, prima di me, vi era un' elegante ed inamidata signora che mi lanciò un'occhiata di teutonica superiorità.

Venimmo accolte da un carabiniere.
In Germania, nella lontana Berlino, si ergeva in tutto il suo splendore un altoatesino in divisa, con tanto di bande rosse sui pantaloni e fiamma sul cappello.
Eravamo in Italia.

Io, con i miei capelli ricci arruffati, e la signora, con la piega perfetta, esordimmo nel medesimo momento. "Guten Tag!" disse lei, "Buongiorno" salutai io.
Il bel caramba, perché di gran bel pezzo di figliolo si trattava, si voltò verso di me, "Buongiorno, prego si accomodi" e poi, rivolto alla Frau, "Bitte, warten sie einen moment".
E le chiuse la porta sul nasino perfetto.

Dopo essermi presa la soddisfazione di essere ricevuta per prima solo grazie ai miei italici natali, avanzai a testa alta per il corridoio, elargendo sorrisi a destra e a manca.
Un solerte impiegato mi venne immediatamente incontro.

"Prego, signorina, mi dica. Cosa possiamo fare per lei?"
"Buongiorno, avrei bisogno di un'informazione. Ci vuole molto per fare il passaporto qui a Berlino?"
"No. Prima la inseriamo nelle liste degli italiani residenti all'estero. Poi le forniamo una nuova carta d'identità e un nuovo passaporto.
Qualche mese dovrebbe essere più che sufficiente."
Mossa dalla disperazione che solo una donna innamorata, o quanto meno fortemente invaghita, può provare, continuai ad insistere.
"Vede, il problema è che il passaporto mi servirebbe in fretta. Non si possono velocizzare un pochino i tempi?"
"Beh, una volta fatta la richiesta, possiamo provare a sollecitare la questura in Italia.
Per quando le serve?"
"'bato", biascicai imbarazzata, consapevole di quanto fosse folle la mia richiesta.
"Eh?"
"'abato", ripetei vergognandomi di me stessa.
"Scusi? Non ho capito"
"Sabato!"
"Quattro giorni? Vuole un passaporto in quattro giorni?"

Non mi arresi neanche di fronte all'aria scioccata dell'impiegato. Dovevo continuare a provarci: lo dovevo fare per me e per il futuro padre dei miei figli!
"Non esiste niente che possa fungere da surrogato? Un permessino speciale? Un visto a tempo?"
"No, no, no. Niente del genere", fece lui, "ma perché ha tanta fretta?"
A quel punto mi resi conto che la risposta "perché devo andare in Polonia con un gran pezzo di ragazzo tedesco che, se gli dico no questa volta, non mi inviterà mai più" sarebbe stata davvero troppo imbarazzante.
Anche per una come me, notoriamente senza vergogna.

Decisi che, se non sarei uscita da quell'ambasciata con un passaporto, almeno me ne sarei andata in grande stile!
Assumendo un'aria molto professionale e mentendo con tutta la spudoratezza di cui sono capace, dissi:
"Una conferenza (di sabato?!?!?).
Mi sto laureando in medicina (mi mancano solo 200mila esami) e mi sarebbe piaciuto allargare ulteriormente le mie conoscenze nel campo della neurochirurgia (argomento di cui non me ne è mai fregato una pippa, ma che fa sempre molto figo!).
Il prossimo week end si terrà un convegno di prestigio a Varsavia (é in Polonia, giusto?)
Ma, a quanto pare, purtroppo dovrò rinunciarvi (finirò all'inferno, lo so, finirò all'inferno)."
Il tizio abboccò.
"Mi dispiace. E' un vero peccato. Vorrei tanto esserle d'aiuto, sono mortificato."
Io tagliai corto, "Grazie lo stesso, arrivederci" e me ne andai di gran carriera, sorridendo al bel carabiniere e ignorando la crucca con la puzza sotto il naso.

Il mio motto è sempre stato: "Se devi spararla, sparala grossa"

Continua...
Prologo, 1, 2, 3, 4, 5, 6

(Per chi non avesse letto gli episodi precedenti o se ne fosse comunque dimenticato, ricordo che il mio Erasmus risale al 2000/01. A quei tempi per andare in Polonia ci voleva ancora il passaporto)

venerdì 19 settembre 2008

Il cavaliere oscuro

Il film è godibile, anche se lunghissimo (152 minuti) e fin troppo pregno di avvenimenti, approfondimenti e sottotrame.

La qualità della pellicola è data soprattutto dall'eccellente scelta del cast.

Christian Bale.
Perfetto nel ruolo dell'eroe fascinoso ma triste.
Un uomo solo destinato a non essere amato dalla città che con tanta devozione protegge.

Gary Oldman.
In particolare stato di grazia ed aiutato da uno script a lui favorevole, riesce a dare spessore e fascino ad un personaggio che si rivela più interessante del previsto: il tenente Gordon. Umano, reale, ricco di sfaccettature.

Heath Ledger.
Un Joker terribile e spaventoso.
Quando è lui ad occupare lo schermo, il film diventa più cupo, le tinte si fanno più forti, la sala trattiene il respiro.
Il suo non è un cattivo stereotipato da fumetto, ma è la rappresentazione moderna del killer psicopatico da cronaca nera.


Non brillano per originalità le scelte fatte per interpretare i fedeli aiutanti di Batman.
Il solito Michael Caine.
Un delizioso e paterno Alfred.

E l'eterno Morgan Freeman.
Costretto a ripetere all'infinito la parte dell'uomo saggio e carismatico.

Due attori di questo calibro dovrebbero avere più spesso la possibilità di rivestire ruoli complessi e di primo piano. E' un peccato vederli relegati frequentemente in camei che, per quanto gradevoli, non rendono giustizia al loro talento.

Infine, un discorso a parte lo meritano Aaron Eckhart e Maggie Gyllehaal.

Il primo non mi ha mai convinta troppo. L'ho sempre considerato abbastanza inespressivo e legnoso.
Per metà film sembra solo l'insulso rivale in amore del protagonista. Quello che conquista la ragazza solo perché l'eroe, nel frattempo, è troppo impegnato a "salvare il mondo".
Poi la storia cambia ed il personaggio si modifica. Il mascellone continua ad avere le capacità recitative di un pesce lesso, ma la sceneggiatura lo sorregge, rendendolo un pochino più interessante.

La seconda è un'attrice di talento, ma la parte affidatale è noiosa e prevedibile. Per un ruolo così piatto, la sua presenza risulta sprecata.
Non è un caso che, nel film precedente, al suo posto ci fosse Katie mezzacalzetta Holmes.

mercoledì 17 settembre 2008

Non trovo le parole...

...per commentare ciò che ha dovuto subire un bimbo presso il Carrefour di Assago.

Alla CA. Gentile Direzione Carrefour di Assago

Mi chiamo Barbara e sono la mamma orgogliosa di un bambino autistico di quattro anni.

Nel Vostro sito, leggo della Vostra missione e soprattutto del Vostro impegno nel sociale.
“La nostra capacità di integrarci con il territorio in cui siamo presenti, di comunicare con le istituzioni locali e di sostenere progetti sociali e associazioni umanitarie si riscontra attraverso azioni concrete:

• Finanziamento della ricerca contro alcune malattie del XXI secolo
• Sostegno alla giornata nazionale indetta dal Banco Alimentare per la raccolta di generi alimentari
• Sostegno di iniziative umanitarie di vario tipo”

Lasciatemi dire che oggi nel punto vendita di Assago avete sfiorato la discriminazione punibile per legge.

Era previsto un evento che mio figlio aspettava con ansia: il tour delle auto a grandezza reale del film Cars.

Vestito di tutto punto con la sua maglietta di Cars, comprata DA VOI, oggi l’ho portato, emozionatissimo, ad Assago. Vista la posizione di Saetta, ci siamo avvicinati per fare una foto. Click, click, click, bimbo sorridente a lato della macchina. Avevate previsto un fotografo, sui sessant’anni, sembrava un rassicurante nonno con una digitale da 2000 euro, collegata a un pc dove un quarantacinquenne calvo digitalizzava un volantino carinissimo con le foto dei bimbi di fronte a Saetta, stampate all’interno della griglia di un finto giornale d’auto. Una copertina, insomma, che i bimbi chiedevano a gran voce e avrebbero poi incorniciato in una delle costose cornici in vendita nel Vostro reparto bricolage. Chiaramente, il mio biondino, che purtroppo per la sua malattia non parla (ancora), mi ha fatto capire a gesti che gli sarebbe piaciuto. Per quale ragione non farlo? Semplice, lo avrei capito dopo poco.

(continua)
Tratto dal sito http://blackcat.bloggy.biz/

sabato 13 settembre 2008

Lasciatemi sognare

Sarà stata colpa del formaggio da spalmare scaduto tre giorni fa o forse della quantità abnorme di aceto balsamico nell'insalata, ma stasera Jane ha avuto una visione.

Jane ha visto un uomo con dei capelli posticci, un sorriso mellifluo e una faccia di plastica.
Costui apriva le braccia e con voce stentorea affermava: "Amici! Io amo l'Italia, io volo Alitalia!"
Egli in un attimo veniva assalito da una folla inferocita: sindacalisti, piloti, hostess di cielo e hostess di terra.
Tutti lo prendevano a randellate urlando: "Te la diamo noi la cordata!"

Jane non è una veggente, ma una persona razionale a cui ogni tanto piace cullarsi nelle proprie fantasie.
Ma ella sa che è inutile farsi illusioni.

Stasera ci sarà l'incontro tra i sindacati e il Presidente del Consiglio.
L'ometto la farà franca anche questa volta.
Egli se la caverà, come sempre.



E i dipendenti Alitalia?

lunedì 8 settembre 2008

Da Carrie a Bree, passando per Nonna Papera

A giugno, LaMati e Jane andarono a vedere "Sex and the City" al cinema.

Inorridirono di fronte al trascorrere del tempo, spietato con il viso cavallino ed il fisico fin troppo asciutto di Sarah Jessica Parker.
Detestarono Mister Big, spocchioso, freddo e lagnoso, come e più del solito.
Adorarono la dolce Charlotte, bella, luminosa e buffa.
Si intenerirono per Miranda e Steve, bruttarelli, scalcagnati e meravigliosamente normali.
Andarono in un brodo di giuggiole per l'incorreggibile Samantha, sempre fedele a se stessa.
Ma, soprattutto, si commossero di fronte a questa amicizia tra donne, che tanto ricorda la loro.

Uscite dal cinema, ancora pervase dallo spirito frivolo e vanesio del film, fecero un giro per i negozi di design e oggettistica aperti in centro e poi andarono a bersi un aperitivo nella zona più cool di Torino.
Tra una Piña Colada ed un po' di Cous Cous, parlarono di uomini: quelli del passato, perfidi ed egocentrici; quelli del presente, indecisi e criptici e quelli del futuro, sicuramente meravigliosi!

La serata finì con un caffè nel nuovo fantastico appartamento de LaMati: centro città, palazzina barocca appena restaurata, arredamento curato nei minimi dettagli e 60 paia di scarpe nascoste in ogni angolo utile.



Dopo pochi mesi, LaMati e Jane si sono ritrovate.
La prima, posseduta dallo spirito di Nonna Papera, ha trascorso parte delle vacanze a preparare salsa di pomodoro, marmellata di mirtilli e pesche sciroppate.
La seconda, tramutatasi nell'ossessiva Bree di Desperate Housewives, ha iniziato a collocare gli asciugamani secondo le diverse nuance, è diventata un'esperta nel lucidare l'argenteria ed ha imparato il catalogo dell'ikea a memoria.

Basta distrarsi un attimo e la vita ti cambia. La trasformazione da Carrie alla propria madre è dietro l'angolo!

giovedì 28 agosto 2008

Dall' opera teatrale: "Ognuno ha la famiglia che si merita"

Luogo. Casa Cole

Tempo. Una domenica pomeriggio qualsiasi

Personaggi.
ziaCole, donnone dal cuore buono ed i modi bruschi;
Jane, affascinante fanciulla dalle innumerevoli doti (per chi non l'avesse capito: sarei io!)

Il sipario si apre su una cucina illuminata da un timido sole.
Sedute a un tavolo vi sono due donne: una signora di mezza età sovrappeso ed una leggiadra fanciulla dai fluenti capelli ricci (sempre io: ovviamente!)

ziaCole: Sei fidanzata?
Jane: Si.
ziaCole: Davvero??? E come mai io non ne sapevo niente?
Jane: Beh, ora lo sai.
ziaCole: Che cos'è?
Jane: Che cos'è??? In che senso?
E' un uomo.
Un mammifero.
Un interista (nessuno è perfetto).
ziaCole: Ma nooooooo. Volevo sapere il lavoro. Che lavoro fa?
Jane: Agente immobiliare.
ziaCole: Bene bene.

Dopo un minuto di silenzio, durante il quale ZiaCole assume un'aria meditabonda.

ziaCole: Ma un agente immobiliare è quello che vende case o mobili?
Jane: Case.
ziaCole: Bene bene.

Dopo un ulteriore minuto di riflessione.

ziaCole: E quello che vende mobili come si chiama?
Jane: Mobiliere.
ziaCole: Bene bene.

Sipario.



Ma secondo voi è meglio un agente immobiliare o un mobiliere?
E soprattutto: secondo mia zia??? Me lo chiedo da quando ho avuto questa conversazione, degna del teatro dell'assurdo.
Bah!

lunedì 25 agosto 2008

Gli ormoni di Jane...

...stanno ballando la conga!




Il 12 dicembre Keanu Reeves tornerà sugli schermi con "Ultimatum alla terra" ("The day the earth stood still"), remake di una pellicola del 1951.

Jane è contenta: le piace la fantascienza e l' esotico attore le fa tanto, tantissimo sangue!

sabato 16 agosto 2008

Uomini!

Abbiamo ballato stretti stretti e mi hai vomitato sulla spalla, neanche fossi un "depravato alcolico" all'Oktoberfest.
Ti ho sussurrato paroline dolci all'orecchio e ti sei addormentato di sasso, con un attraente rivolino di bava che colava dalla bocca.
Abbiamo passato due meravigliose serate cuore a cuore, ma tu non mi hai richiamata. Non ti sei neanche sforzato di scrivermi un miserrimo sms.
Io non ho occhi che per te, mentre tu dispensi sorrisi a tutte le donne che incontri, da egocentrico e piacione quale sei.
PiccolissimoE hai solo 2 mesi e mezzo ma sei già un UOMO, purtroppo!

lunedì 4 agosto 2008

Con cosa si lucidano i premi virtuali?

Ormai la casalinga che è in me ha preso il sopravvento e adesso, oltre alla Ciccio's house, voglio mettere in ordine anche il mio blog.

Mesi e mesi fa mi furono assegnati dei fantastici premi, ormai è giunta l'ora di lucidarli ed esporli in bacheca.

Iniziamo con l' "I love you this much award" conferitomi da Mikim e Alessandra.

La prima dice che sono
acuta, ironica, a volte un po' cattiva, ma quanto basta

La seconda mi definisce addirittura
graffiante, ironica, coraggiosa ...
coraggiosa???? Io????

I miei prescelti sono:
DiarioNotturno. Vi consiglio di dare un'occhiata alle sue pagine. Scrive poco, ma ha un grande, grandissimo cuore!
La Coniglia. Ironica, dolce, innamorata delle persone che le stanno accanto e della sua Sardegna.
Alessandra. Non si può non volerle bene. Una donna meravigliosa.

Il secondo premio mi è stato attribuito da Giorgia, dato che
la faccio ridere nelle giornate tristi
(e scusate se è poco!!!) e da Mary.

I blog più brillanti, a mio insindacabile giudizio, sono:
Attaccabottone di Ross. Non aggiungo altro, che poi la ragazza mi si monta la testa!
Book and Talk di Irene. Buone letture e bei viaggi.
Il Blog dell'Alligatore. Musica e grandi pedalate.
Stranamente di Mario. Ironia, vignette e follia.
Momenti di disperato ottimismo di Sun of York. Sarcasmo, intelligenza e tanta Puglia.

Spero di non aver fatto confusione e pasticci con i link. Ho appena provato il tipico aperitivo da montanara: un bicchierone di vino e un'oliva. Non sono lucidissima....ihc!

venerdì 1 agosto 2008

Ciccio e Jane: si comincia!

All'alba delle 2:30 a.m. di giovedì 31 luglio, la meravigliosa Jane ha iniziato la sua nuova vita.

Lei, un beauty case, una valigia, uno zaino, una borsa, un notebook e uno scatolone pieno di libri e paccottiglie hanno spostato il proprio domicilio dal Piemonte al Trentino.

Da ieri pomeriggio, la fantastica Jane ha iniziato a cercare una collocazione per le proprie cose all'interno dell'appartamento di Ciccio.
Col sorriso sulle labbra e gli occhi a cuore, ha aperto cassetti, cassettini, mobiletti e armadi, cercando un po' di posto.
Il motto era: "Andare per gradi, dimostrando il massimo rispetto per l'enorme quantità di oggettistica accumulata dall' Adorato negli anni".

E' bastata solo un'ora perché la visione dell'impresa cambiasse e acquisisse uno spirito più aggressivo: "Dare fuoco a tutte le schifezze da cui il Deficiente non sembra voler separarsi!"

Nel caso non sappiate ancora cosa fare quest'estate: il Trentino e la povera Jane vi attendono!

A ciascuno verrà fornita una ramazza e un grande sacchetto per l'immondizia.
Potrete portarvi via tutto ciò che vi garba ed ogni sera verrete deliziati da gustosi intrattenimenti, come l'intramontabile pentolaccia, la spassosissima corsa dei sacchi e ovviamente l'albero della cuccagna.

Il divertimento è assicurato e la nevrotica Jane vi sarà per sempre riconoscente: ACCORRETE NUMEROSI!

lunedì 28 luglio 2008

L' Ex Pazzo

Tutti siamo circondati da personaggi singolari.

La nonna un po' arterosclerotica che lascia aperto il gas, la zia pettegola che ritiene suo dovere morale farsi i fattacci degli altri, il portinaio bacchettone che di sera si veste da Drag Queen.

Io ho l'Ex Pazzo.

Un crucco, alto e fascinoso con il quale ho condiviso ben quattro anni della mia esistenza.
Quando era ancora il mio fidanzato sembrava normale.
Aveva i suoi difetti, era infantile, testardo e tirchio, ma tutto sommato lo si poteva definire una persona equilibrata.

Le cose cambiarono quando lo lasciai.
Lui si convinse che il mio fosse solo un periodo di crisi e che sarei tornata presto tra le sue braccia.
Forte di questa convinzione, prese a chiamarmi tutte le settimane per perorare la propria causa.
Ex Pazzo: "Ciao Jane, ti chiamo di nuovo io, perché tu non mi chiami mai.
Perché non mi chiami mai?"

Jane: "Perché tu non ti sei ancora rassegnato e non mi sembra giusto darti false speranze."

Ex Pazzo: "No, non ti preoccupare. Io mi sono rassegnato."

Jane: "Bene."

Ex Pazzo: "Ma volevo chiederti una cosa."

Jane: "Dimmi."

Ex Pazzo: "Perché mi hai lasciato? Io non l'ho capito."

Jane: "Te l'ho già spiegato.
Mi dispiace, ma io non sono più innamorata di te."

Ex Pazzo: "Non ci si lascia perché non si è più innamorati. Non è un motivo valido!"

Jane: "No???"

Ex Pazzo: "No! Noi eravamo molto felici."

Jane: "Io non lo ero più."

Ex Pazzo: "Embè? Conti solo tu? Io ero felice!"

Click!

Ex Pazzo: "Jane, Jane, Jane. Sarà caduta la linea."
Queste deliranti telefonate andarono avanti per sei mesi.
Alle stesse domande seguivano sempre le medesime risposte, ma la sua fiducia nella riuscita dell'impresa non sembrava scalfirsi.

Poi ci fu la svolta.
Ex Pazzo:"A luglio sarò in Svizzera per lavoro e pensavo che potrei fare un salto da te."

Jane: "Non mi sembra una buona idea."

Ex Pazzo: "Perché?"

Jane: "Perché tu verresti fino a Torino solo per passare due giorni a cercare di convincermi a tornare assieme.
Non ne vale la pena."

Ex Pazzo: "Non é vero. Io voglio restare per almeno 10 giorni!!!
E poi voglio parlare con tua madre, sono sicuro che lei è dalla mia parte."

Click!
Non si fece più sentire per tutto l'autunno.

Io, nel frattempo, avevo iniziato a frequentare Ciccio ed ero felice.

A gennaio ricomparve, con la scusa del mio compleanno.
Ex Pazzo: "Tanti auguri Jane!"

Jane: "Grazie."

Ex Pazzo: "Vedi come sono bravo? Ti ho chiamata anche se tu non ti sei mai più fatta sentire.
Non sarebbe bello se riuscissimo ad essere amici?"

Jane: "Si, sarebbe bellissimo. Che mi racconti amico mio?"

Ex Pazzo: "Ora convivo con una ragazza."

Jane: "Congratulazioni! Da quando?"

Ex Pazzo: "Settembre"

Jane:"Wow! Siete andati a convivere subito, appena conosciuti?"

Ex Pazzo: "No. Abbiamo cominciato a frequentarci a maggio."

Jane:"A maggio? Quando ancora dicevi di voler sposarmi e che non potevi vivere senza di me?"

Ex Pazzo: "Esatto"

Jane: "Mi hai fatto sentire in colpa per mesi per aver spezzato il tuo cuoricino teutonico, ma tu già stavi con un'altra????"

Ex Pazzo: "Si, ma se tu mi avessi rivoluto io l'avrei mollata subito!"

Jane: "Accipicchia, chissà come sarebbe contenta lei di saperlo!
Ma che razza di persona sei?"

Ex Pazzo: "Perché? Qual'è il problema? Mica glielo vado a dire.
Comunque ti volevo chiedere una cosa: perché mi hai lasciato? Stavamo così bene assieme."

Click!


Dopo quasi un anno tornò alla carica con un' email.
"Cara Jane,
come stai?
Io a dicembre mi sposo. Mi farebbe molto piacere che tu venissi alle nozze.

Io e mia moglie andremo a vivere nell'appartamento che avevo scelto per noi due. Dove, se tu non mi avessi lasciato, avremmo potuto essere molto felici."
Ovviamente non andai all'evento, ma spedì un regalino molto caruccio alla coppia felice.
Ricevetti ringraziamenti e anche un ricordino fotografico.

Dopo mesi di silenzio, credevo ormai di poter stare tranquilla, ma poche settimane fa mi è giunta un'altra missiva.
"Cara Jane,
come stai?
Mia moglie passerà tutto agosto negli Stati Uniti.

Tu che fai? Ho pensato che potremmo vederci.
Perché non ci facciamo due settimane di vacanze assieme in Sicilia, come abbiamo sempre sognato?"


Ohsiggnurrr!!!

A.A.A: scambio volentieri Ex Pazzo con nonnetta arterosclerotica. Astenersi perditempo.


(Scena tratta da Coupling, BBC)

venerdì 25 luglio 2008

Stanno tornando


Dieci anni dopo il primo tentativo di trasposizione cinematografica ("X-files" 1998), Chris Carter ci riprova con "I want to believe".
La scettica Scully e lo spettrale Mulder tornano sugli schermi.

Probabilmente il film sarà noioso come il primo, appesantito da una trama confusa ed ingarbugliata.


Ma nel vedere Gillian e David presenziare alla premiere, bellissima e gravida lei, scapigliato e stropicciato lui, il cuore di Jane si è intenerito.
Ella ha ricordato i bei tempi andati del liceo. Quando con Stefano elaborava teorie circa il rapimento di Dana, oppure liberava "l'ormone adolescente", parlando per ore di Fox con la compagnuccia di banco Laura.

La pellicola sarà una vaccata, ma Jane è contenta lo stesso.

mercoledì 16 luglio 2008

Post per intellettuali

Qualche mese fa scoprì di non riuscire più ad entrare nei miei jeans preferiti.
Superato lo shock iniziale, decisi di prendere provvedimenti: niente più carboidrati la sera ed eliminazione di tutte le schifezze di cui, in quel periodo, facevo largo consumo.
Risultato: 1 kg e 1/2 perso in trenta giorni.

Poi lo stress e la consapevolezza, che quest'anno non avrei fatto vacanze al mare, mi fecero ritornare sui miei passi.
Mantenni un regime alimentare più sano, ma smisi di farmi ossessionare dalla ciccia in sovrappiù e mi lasciai stressare "solo" da tutti i miei impegni.

Questa mia decisione ha dato risultati contrastanti, emersi prepotentemente con l'arrivo dell'estate ed il conseguente cambio di guardaroba.

Ho dovuto affrontare momenti di sconforto.
Jane: "Guardami! Guarda che schifo!!!"

MammaCole: "Ma se stai benissimo! Finalmente hai la forma di una donna!"

Jane: "Ma se mi stanno venendo anche le maniglie dell'amore! Le donne non hanno le maniglie! Le valigie hanno le maniglie! Sto assumendo la forma di una valigia: sto diventando un trolley!"


Ma anche attimi di nuova, gloriosa consapevolezza.
Jane: "Ciccio! Ciccio! Corri, vieni a vedere!!!"

Ciccio:"Cosa c'è? Che è successo???"

Jane: "E' la prima volta che mi capita in 31 anni."

Ciccio:"Cosa???"

Jane: "Il vestito non mi si chiude sul seno! Non mi sta perché ho le tette troppo grosse!
Oggi è il giorno più bello della mia vita: sto per commuovermi"

Ciccio:"Anch'io"


L'importante è vedere il bicchiere sempre mezzo pieno.

martedì 8 luglio 2008

Radio Cole a mezzo servizio

Troppe cose da fare e poco tempo per farle.
Il lavoro, l'università e la partenza da organizzare.

Fra qualche settimana Jane prenderà buona parte dei propri preziosi ninnoli per trasferirsi dall'amato Ciccio e lanciarsi nella perigliosa avventura della convivenza. Ciò la rende euforica e terrorizzata allo stesso tempo.

In questo turbinio di impegni ed emozioni è difficile trovare il tempo per Radio Cole ed è per questo che nelle ultime settimane i post sono scarseggiati.

Cercate di aver pazienza, questo blog non chiude, ma ancora per un po' continuerà a "mezzo servizio".

Nel frattempo, eccovi qualche "replica":
Il trasloco secondo Jane.
Il traffico secondo Jane.
Il cane isterico di Jane.

mercoledì 2 luglio 2008

Ingrid è libera!

Spero che col tempo riesca a recuperare serenità e salute, intanto festeggio la sua ritrovata libertà.

Bentornata Ingrid. Bentornata alla vita.

L'8 agosto cominciano i giochi: venghino signori venghino!

La Coca Cola purtroppo è più importante del Dalai Lama.

Il giornalista Vittorio Zucconi ha sintetizzato in una sola amara frase tutta la questione del mancato boicottaggio delle olimpiadi di Pechino.


Scema io che ancora mi indigno.

La Cina di adesso è la stessa a cui fu assegnata l'organizzazione dei giochi nel 2001: un paese liberticida, che ignora le più comuni regole della democrazia e che si è letteralmente COMPRATO il rispetto e l'accettazione dei paesi occidentali.

Ed io ancora mi stupisco delle dichiarazioni che giungono da Pechino e dell' accondiscendenza generale?
Si, sono io la scema!

sabato 28 giugno 2008

Gli uomini di Jane

La povera Jane, che sarei io, non solo si sta ammazzando di lavoro e non riesce a trovare il tempo per aggiornare il proprio blog, ma deve anche sopportare le prese in giro di quelle due serpi in seno che rispondono al nome di Alessandra e Ross.
Quest'ultima ha avuto l'ardire di infettarmi con un meme.

Ross, per chi non la conoscesse, ha sempre schifato queste forme di catene di sant'Antonio e ha sempre provato un particolare piacere nell'interromperle. Ora, chissà perché, ha deciso di cambiare politica, così, di colpo, senza avvertire. Un'altra delle mie poche certezze è andata a farsi benedire: anche lei ora diffonde i meme....non ci sono più le mezze stagioni, non ci sono più i giovani di una volta e ora anche la mia giovine amichetta blogger non spezza le catene!

Devo ammettere, però, che l'argomento è interessante: " Indicate due personaggi, uno letterario ed uno cinematografico, di cui potreste innamorarvi".
La scelta è meno facile di quanto possa sembrare. Almeno per me.
Leggendo le pagine della Austen e della Brontë ho sognato Mr. Darcy ed ho palpitato per Heatcliff.
Rapita dalla magia della sala cinematografica, mi sono lasciata travolgere dal fantasma dell'opera Erik ("Phantom of the Opera", di Joel Schumacher) e mi sono fatta intenerire da Charles di "Quattro matrimoni e un funerale".
Ma questi stessi uomini, nella mia vita reale, mi farebbero perdere la testa?

I tipi alla Mr. Darcy: seri, riservati, pure un po' bacchettoni, non mi hanno mai attratta.
Di uomini tormentati, come il protagonista di "Cime Tempestose", ne ho incontrati più d'uno ed il risultato è sempre stato devastante. Ti travolgono e ti abbandonano lasciandoti a raccogliere i cocci di te stessa.
Il fantasma, poi, non ne parliamo proprio. Bella voce, molto sexy, ma il posto per un uomo così è il manicomio criminale. E' un disadattato, una persona pericolosa per sé e soprattutto per gli altri. Un tipo che, se gli scuoci la pasta, ti minaccia di morte.
L'adorabile Charles, con la faccia da schiaffi di Hugh Grant, non è altro che il classico trentenne, romantico, un po' imbranato, terrorizzato dall'idea di impegnarsi. I tipi così ormai non mi fanno né caldo né freddo.

Non è facile individuare nella letteratura e nel cinema, due personaggi che mi farebbero innamorare sul serio.
Dopo un attento esame della faccenda posso dire che la mia scelta cade su Faramir de "Il Signore degli anelli", e Fernando di "Pane e Tulipani".

Faramir è un uomo di pace e d'onore. Combatte per proteggere la propria gente, ma conosce l'orrore della guerra e per questo la disprezza. Persegue il bene e la giustizia a costo di essere incompreso e malvoluto dal proprio padre.
Un uomo solo, che non cade vittima dell' ambizione o dell' orgoglio.
L'unico personaggio, di tutti quelli che affollano le pagine di Tolkien, capace di innamorarsi in una maniera incredibilmente umana e reale.
I dialoghi tra lui e l'amata Eowyn sono tra le pagine più poetiche e romantiche di tutta l'opera.


Fernando, protagonista del film di Soldini, è un islandese che vive a Venezia.
Un passato travagliato l'ha portato a trascorrere molti anni in carcere, dove ha letto l'Orlando Furioso, fino ad imparare tutta l'opera a memoria. Il suo italiano subisce pesantemente l'influenza dell' Ariosto ed egli si esprime come se le parole uscissero direttamente dalla penna di un autore del passato.

Eliseo: Nonno, cos'è che ti consuma?

Fernando: Nulla, Eliseo, nulla.

Eliseo: So che le tue parole mi suonano oscure, ma un giorno capirò. Me lo dici sempre.

Fernando: Ciò che mi consuma è la mia stoltezza... Ancora una volta la felicità ha battuto invano alla mia porta.

Eliseo: E tu hai aperto?

Fernando: Sono stato sordo. E ora languo.


Fernando è la dimostrazione del potere delle parole nell'amore.


A questo punto non mi resta che mollare la patata bollente a qualcun altro.
Sono curiosa di sapere cosa risponderanno a questo meme Alessia, Alice, Irene, Mary, La Coniglia e Mario l.

sabato 21 giugno 2008

libri,libri,libri,...

Alice, qualche tempo fa, mi appioppò un meme.
Ormai non posso più ciurlare nel manico, ho temporeggiato già abbastanza, anche una procrastinatrice olimpionica come me capisce quand'è giunto il momento di agire!

Tema. Quali sono gli ultimi 10 libri che hai letto?

Svolgimento.

Come Dio comanda, Niccolò Ammaniti.
L'autore romano non si smentisce e descrive la provincia italiana ed il suo degrado con intensità.

Ma io vorrei sapere solo una cosa: Niccolò, che ti è successo di tanto traumatico quando eri un ragazzino? Perché racconti sempre di preadolescenti con vite tristi, famiglie allucinanti e la sfiga attaccata come un gatto alle mutande?

I personaggi di Ammaniti hanno sempre esistenze disgraziate che non possono che peggiorare.
Questo libro, in particolare, è cupo dall'inizio alla fine. Anche il protagonista manca della dolcezza che caratterizza Pietro di "Ti prendo e ti porto via" o Michele di "Io non ho paura".
L'autore scrive molto bene, le storie sono avvincenti, ma si sente la mancanza di un raggio di sole, di una vaga speranza.


Il giorno in più, Fabio Volo.
Premetto che Volo mi è sempre stato cordialmente antipatico. Non mi piace in tv, non lo ascolto in radio, ho evitato di vedere i suoi film ed avevo intenzione di ignorare anche i suoi libri. Questa mia idiosincrasia non ha nessuna base logica, semplicemente tutto di lui mi irrita.
Mia cugina non era a conoscenza di questi miei sentimenti e quindi mi ha regalato l'ultimo suo libro.
Superando tutti i miei pregiudizi l'ho letto e, contro ogni previsione, non mi ha fatto neanche tanto schifo!
Di sicuro non è un capolavoro. Volo usa tutti i cliché possibili ed immaginabili sui trentenni di oggi per confezionare una storia d'amore molto cinematografica. Troppo cinematografica.
Purtroppo io di anni ne ho 31 e quindi l'immedesimazione con il protagonista, con la donna del protagonista e pure con la migliore amica del protagonista è stata inevitabile.
Il romanzo si legge velocemente e piacevolmente, ma una volta chiuso non lascia niente se non la consapevolezza che noi trentenni ci assomigliamo un po' tutti.

Degli altri libri parlerò molto più stringatamente dato che ad ognuno avevo già dedicato un post.

Diario di scuola, Daniel Pennac.
Un saggio sulla scuola attuale e sulle sue problematiche, scritto da un autore ironico ed arguto come pochi.

Domani nella battaglia pensa a me, Marias Javier.
Un romanzo particolare al limite tra il capolavoro e la noia assoluta.
Una notte d'amore con una sconosciuta da il via ad una storia decisamente originale.

Harry Potter and the Deathly Hallows, J.K. Rowling.
Che dire? Non mi sono ancora rassegnata all'idea di non avere un altro libro sul maghetto da attendere.
Una saga fantastica, terminata degnamente.

La scoperta dell' alba, Walter Veltroni.
Uolter scrive e lo fa anche bene...Yes he can...non mi sono ancora rassegnata neanche all'idea di essere sotto l'impero di Silvio.

A fiasco in Turin, Justin De Mazia.
Un'adorabile commedia degli equivoci scritta in inglese, ma ambientata sulla collina torinese.

Margherita Dolcevita, Stefano Benni.
Un'altra storia agrodolce uscita dalla prolifica e deliziosa penna dell'autore bolognese.
Non la sua opera migliore, ma comunque da leggere.

L'Odissea in cucina, Anna Rita Zara.
Un particolarissimo ricettario: la storia di Ulisse vissuta tra i fornelli.

Rosso Corallo, Sveva Casati Modignani.
Un'accozzaglia di luoghi comuni, noiosa e prevedibile.
Non ho ancora perdonato mia sorella per avermene consigliato la lettura.


Non nascondentevi, non scappate, non abbiate paura.
Non incateno nessuno.
Se volete parlare di questi titoli o di altri libri che avete letto ultimamente, i commenti sono a vostra disposizione!

mercoledì 18 giugno 2008

Erasmus (6. Di popoli superiori, ottime scuse e suadade.)

Uno degli aspetti più interessanti che caratterizzano l'Erasmus consiste nella possibilità di confrontarsi con altre culture.
Un'esperienza unica di cui far tesoro.

Le differenze culturali, le difficoltà linguistiche e gli alcolici che scorrono a fiumi fanno sì che durante i vari party si assista o si partecipi a conversazioni al limite del grottesco.

Durante una delle mie prime feste a Schlachtensee ebbi l'onore di incontrare il ragazzo più antipatico dell'universo, galassie sconosciute incluse!
"Da dove vieni?"
"Sono italiana, di Torino"
"Ma dai..."
"Si, tu?"
"Iran. Sai mi sono sempre chiesto una cosa sugli italiani..."
"Ah si? Cosa?" (Quali sono gli ingredienti per la vera pizza margherita? Che differenza c'è tra un mandolino e una chitarra? Come facciamo a votare Berlusconi?)
"Perché in Italia parlate italiano?"
"In che senso?"
"Perché non parlate latino?"
"Non sono un'esperta. La nascita della lingua italiana è un processo che è durato secoli. Lingua vulgata....bla bla bla...Dante...bla bla bla...Manzoni....bla bla bla", mi aggrappai ai miei ricordi liceali nel disperato tentativo di non fare la figura della capra e nella convinzione che una domanda tanto originale meritasse, quanto meno, una risposta decente.
"Mi dispiace non poter essere più specifica, ma le mie conoscenze sull'argomento sono molto limitate."
"Voi dovreste parlare latino. Questo dimostra i vostri limiti!"
"Scusa?"
"Noi in Persia, parliamo persiano perché siamo un grande popolo orgoglioso del proprio passato"
"????"
"Voi italiani siete senza orgoglio! Avete abbandonato il latino e ve ne dovreste vergognare. Noi persiani siamo superiori!"
L'adorabile conversazione andò avanti e abbandonati ben presto i propositi di uno scambio costruttivo e razionale, passammo ad insulti in tedesco, inglese, persiano ed italiano. In latino no, peccato!
Esasperata, mi allontanai dall'iraniano malefico, andando alla ricerca di un oggetto contundente per porre fine alla sua inutile vita e di una vanga per seppellirlo nel parco intorno allo studentato.
Sicuramente nessuno avrebbe sentito la mancanza di cotale personaggio!

Con lo sguardo iniettato di sangue, la bava alla bocca e la mente piena di progetti criminali, venni braccata da Silvio.
"Ciao Jane!"
"Ciao, hai mica una mazza da baseball?"
"No, perché?"
"Niente, niente, chiedevo così..."
"Cara Jane, è tutta colpa del Papa!!!"
"Di chi?"
"Del Papa..."
"Che ha fatto?"
"La vedi quella ragazza?"
"Si..."
"Abbiamo parlato tutta la sera. Lei ci stava, si capiva che ci stava, ma..."
"Ma?"
"Ma quando ci ho provato mi ha detto di no! Perché è polacca e dice che queste cose le ragazze cattoliche non le fanno"
Cercando di non scoppiare a ridergli in faccia, esaminai attentamente il bel Silvio: un metro e 50, quattro capelli appiccicati sul capoccione, una zeppola da far concorrenza a Muccino, lo sguardo liquido e l'alito fetente tipici di chi si è fatto 100 metri stile libero in una piscina piena di birra!
Come aveva potuto resistere, la giovine dell'est, a una profferta sessuale da questo pezzo d'uomo???
Mi limitai a sorridere ed annuire, glissando sul fatto che, nel frattempo, la pudica cattolica stesse infilando 2 metri di lingua nella bocca di un fustaccio nordico di passaggio.

Ripresa la mia ricerca di un'arma con cui abbattere mister NoiSiamoUnPopoloSuperiore, venni nuovamente interrotta.
Mi si avvicinò un ragazzo dall'aspetto molto british: carnagione chiara, lentiggini, denti un po' accavallati e un'aria vagamente equina.
"Sei inglese?", mi chiese speranzoso.
"No"
"Però parli inglese!", continuò col tono di un bambino petulante.
"Si, ma non sono inglese."
"Sei sicura???"
"Certo che sono sicura!"
"Ma sembri inglese!" (Giuro che non ho i denti accavallati e neanche l'aria equina!!!!!...almeno credo...)
"Davvero? Ma sono italiana", dissi distruggendo le sue ultime illusioni.
"Peccato, avevo tanta voglia di parlare con qualcuno del mio paese"
Si allontanò con aria mesta e corse ad abbracciare il suo più caro amico: un fusto di birra, probabilmente inglese.

Nel frattempo l'iraniano si era dileguato.
E' solo grazie a Wojtyla e alla celeberrima saudade britannica che io sono ancora incensurata!

(Nel caso ve lo stiate chiedendo: la pima conversazione avvenne in tedesco, la seconda in italiano, la terza in inglese)

Continua...

Prologo, 1, 2, 3, 4, 5

mercoledì 11 giugno 2008

I consigli della dottoressa Jane

Dopo aver letto alcuni commenti al mio ultimo post, ho deciso di attivarmi per aiutare le mie povere compagnucce di sventura.
Alessia-l'insonne mi chiede "Che devo fare?" e, per risponderle, io mi sono lanciata in una googleesca ricerca di consigli in grado di farle recuperare il "sonno del giusto".

Ho trovato questo sito con 10 regole.
Iniziate a prendere appunti...

Eliminare la carne dal pasto serale: nella carne è presente un aminoacido, la tirosina, che interviene come stimolante dei processi mentali
...ok, io la carne la posso anche eliminare, non è un problema. Ma visto che, per recuperare la linea, evito anche i carboidrati, che faccio? Mangio solo e sempre verdurine a cena? Divento vegetariana part time?
Non credo di essere portata per un regime di vita troppo salutista, non ce la posso fare!

Il pasto serale dovrebbe essere vegetariano e ricco di amidi (pasta e riso). Insieme alle banane questi alimenti sono ricchi di un precursore della serotonina, sostanza che a livello cerebrale induce il sonno ed ha effetto sedativo
...eh no, gli amidi ho già detto di no!
La banana? La banana a cena? Ma è un macigno: io ci metto 5 ore per digerirla! Per "effetto sedativo" si intende quella leggera sensazione di pienezza che ti fa arrancare dalla tavola al divano prima di perdere i sensi?
Imparare un metodo di rilassamento (training autogeno, yoga, distensione immaginativa sono i più noti) per diminuire la tensione muscolare
Ok, vada per lo yoga, quello mi piace.

Per chi non ha problemi di allergia un bicchiere di latte caldo prima di coricarsi è un toccasana conosciuto fin dall’antichità
No, il latte caldo mi fa schifo!

Una volta svegli è inutile girarsi e rigirarsi nel letto, meglio alzarsi e preparare una camomilla o una tisana di lavanda, tiglio o passiflora
Ma la tisana non me la potrei bere prima, al posto del latte caldo che, come detto sopra, mi provoca repulsione?...su, cerchiamo di venirci incontro!

Andare a letto solo per dormire e quando si ha sonno. Altre attività come mangiare, leggere o guardare la televisione non devono essere fatte a letto
Le briciole nel letto mi infastidiscono, la tv in camera mi innervosisce, ma leggere a letto è un rito per milioni di persone, non me lo potete togliere.

Limitare, nelle ore precedenti il sonno, attività che eccitano l’organismo come lo studio intenso o attività fisiche impegnative
Il sesso è un'attività fisica impegnativa, che eccita l'organismo. Dovrei evitare anche quello???
Niente carboidrati, perché altrimenti ingrasso, e niente sesso, perché altrimenti non dormo,...e poi? Cosa? Una bella gomitata sulle gengive? Se dobbiamo farci del male, facciamocelo come si deve!

Se si ha un bambino che non prende sonno quando i genitori si allontanano il rimedio più antico è posare vicino a lui un indumento indossato dalla madre. In questo modo la madre continua a “comunicare” al bambino la sua presenza rassicurandolo
ooooooooohhhh...ma che tenerezza!
tic tac tic tac tic tac tic tac...lo sentite anche voi?
Non preoccupatevi, non è il timer di una bomba, ma molto peggio: il mio orologio biologico!!!

Una tradizione dell’antico Egitto narra che la posizione notturna con la testa a Nord favorisce la fluidità della circolazione sanguigna. A conferma di ciò, esperimenti effettuati al Centro del sonno di Barkeley con l’uso di un letto girevole hanno dimostrato che quando la testa è a Nord la profondità del sonno è maggiore che negli altri orientamenti. Vale la pena dunque modificare in tal senso la posizione del letto
Accidenti: io dormo con la testa a Sud!
Ma i mobili non li posso spostare: sono tutti incastrati al millimetro nella cuccia del cane, che io chiamo camera da letto.
Un lampo di genio: se spostassi solo i cuscini? Va bene, no?

Evitare l’assunzione di sostanze stimolanti con il fine di aumentare “l’utilità” del giorno. Il sonno viene così costantemente sacrificato alla vita vigile e non rispettato nella sua essenza di fondamentale funzione che scandisce, sorregge ed equilibra l’esistenza dell’uomo.
Avete capito? Niente caffè, tè o cioccolata....a questo punto ribadisco il concetto della gomitata sulle gengive.


Cari i miei lettori (e lettrici soprattutto), spero che questi spunti possano esservi utili.

Io intanto mi vado a bere una bella tazzona di caffè, faccio razzia di tutto il cioccolato che trovo in casa e poi, per concludere, zompo su Ciccio ed abuso ripetutamente del suo corpo...ho deciso che voglio essere un'insonne felice!...ecchecavolo!!!

lunedì 9 giugno 2008

La lunga notte di Jane Cole


Ore 23:30, Jane Cole indossa il proprio pigiamino rosa confetto, imposta la sveglia, sprimaccia il cuscino e si addormenta come una bimba beata.
Quello che le ci vuole è proprio un bel sonno rinvigorente.


Ore 3:30, gli occhi di Jane si aprono come due pop corn.
Ella è sveglia, sveglissima, senza alcun apparente motivo. Non ha avuto incubi, dalla strada non giungono rumori molesti, non ha fame, non ha sete, non deve neanche fare la pipì, ma il suo organismo impazzito si rifiuta di arrendersi al fatto che è notte fonda.

La mente comincia a vagare nell'attesa di riprendere sonno.
Ore 3:35, "Lo psicopatico protagonista del secondo episodio di Criminal Minds era proprio un gran pezzo d'uomo...già...già...proprio maschio";
Ore 3:50, "Devo tagliarmi i capelli, sono troppo lunghi";
Ore 4:05, "Ho bisogno di un' auto: chissà quanto costa una C1?";
Ore 4:20, "E' meglio comprare una macchina nuova col finanziamento oppure prenderne una vecchia molto economica?";
Ore 4:35, "...devo dormire, devo dormire, devo dormire, devo dormire, devo dormire, devo dormire...";
Ore 4:45, "...ma quant'era gnocco quello di Criminal Minds? E' la prima volta che tifo per l'assassino...";
Ore 4:55, "...si, mi conviene scalare e sfoltire un po' i capelli. Fanno troppo volume adesso...già...già...sono proprio da tagliare,...";
Ore 5:05, "Ieri ho visto una C1 rossa: era proprio bellina. Domani guardo su internet quanto costa";
Ore 5:10, "...una macchina nuova è sempre meglio, ma il finanziamento mi mette ansia...";
Ore 5:15, "...devo dormire, devo dormire, devo dormire, devo dormire...";
Ore 5:20, "...appperò quello di Criminal Minds...proprio gnocco...si...si";
Ore 5:25, "...un po' più corti, solo un po'...";
Ore 5:30, "...una C1 nuova, rossa...";
Ore 5:35, "...finanziamento...";
Ore 5:40, "...devo dormire, devo dormire, devo dormire,..."DRINNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNN...
Jane Cole spegne la sveglia, si alza ed è pronta per affrontare un'altra giornata di lavoro.

Non crucciatevi per lei. Ella non soffre per la mancanza di sonno. Il fatto che oggi abbia morso due cani, picchiato un bambino, investito due vecchietti e tentato di dar fuoco ai propri colleghi è solo una curiosa coincidenza.

martedì 3 giugno 2008

Cinema d'essay


Un paio di settimane fa le Cole sisters andarono bel belle

al cinema.

Trovandosi ambedue momentaneamente sprovviste


di cavaliere e di carrozza, non ebbero altra scelta

che incamminarsi leggiadre sui propri principeschi

piedini, fino a raggiungere l'agognata meta.

Lo spettacolo scelto dalle due fanciulle fu....



"Notte brava a Las Vegas"...
...embè? perché quelle facce? Non fate tanto gli intellettuali! Come se voi vi nutriste solo di pane e Akira Kurosawa...ma fatemi il piacere....tsk!



Il primo aggettivo che mi viene in mente per definire questo film è: prevedibile, TANTO PREVEDIBILE!!!
Fin dal trailer o dai primi 5 minuti della pellicola è già chiarissimo come andrà a finire la storia. Non ci credete? Agevolo il filmato...

...vi sembra una commedia romantico-demenziale che puzza di happy ending da 1 km di distanza?.....beh, avete ragione!

Un film carino, che strappa qualche sorriso e qualche risata, ma niente di esilarante. Tra l'altro, le scene più divertenti sono racchiuse nei titoli di coda, quindi è consigliabile non alzarsi fino alla fine!

Per quanto mi riguarda, la parte più interessante della serata è stata sicuramente assistere alle fregole post adolescenziali di mia sorella (40 anni suonati) che ha perso la testa per Ashton Kutcher.
Agevolo lo gnocco...

...per carità, i brutti sono diversi, ma non mi sconfinfera più di tanto.

sabato 31 maggio 2008

Amore fraterno

PiccolaC è una bimba felice, grazie all'amore dei genitori, le coccole delle maestre ed un guardaroba da top model.

PiccolaC è la più piccola della famiglia e, dall'alto dei suoi 2 anni e 1/2, si gode l'esistenza privilegiata che il ruolo di cucciolo di casa le permette. Ella governa il proprio regno come una vera principessa-tiranno, dosando lacrime e sorrisi, capricci e abbracci, coccole e indifferenza. I suoi sudditi la seguirebbero ovunque: i cuginetti si divertono a giocare con lei, la nonna se la pastrugnerebbe dalla mattina alla sera e le zie litigano per portarsela a spasso.

Ieri mattina a PiccolaC è stato annunciato:
"Stanotte è nato PiccolissimoE, il tuo fratellino! Sei contenta???"
Lei ha reagito con il self control che si addice al suo rango,
"NOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO, non voiooooooooooooooooooo, ueeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee ueeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee"

PiccolaC, asciugati le lacrime e facci un sorriso.
Verrà un giorno in cui ti accorgerai di amare tanto PiccolissimoE e di non ricordare neanche la tua vita da figlia unica.
Lui ogni tanto sarà un rompiballe, ma sarà anche un "discepolo" pronto a seguirti in ogni avventura e un complice con cui realizzare meravigliosi piani diabolici.
Sarà un fratello e tu lo amerai.
E lui amerà te.


ps: Benvenuto PiccolissimoE!!!!!!
 

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