martedì 10 luglio 2007

Come Pollock

Domenica scorsa, dovendo andare al mare in treno, mi sono attrezzata con le solite riviste per lobotomizzati, perfette per far passare il tempo, senza richiedere nessun impegno o concentrazione.


Il viaggio era breve e lo spazio in borsa poco, quindi ho optato per la versione pocket di Cosmopolitan.
Rivista strabordante di modelle Photoshoppate dalla testa ai piedi e con delle esilaranti rubriche dedicate alla posta del lettore, che fanno apparire l'angolo della posta di "Cioè" una discussione tra intellettuali!

Anche in una rivista così delle volte, sorprendentemente, si possono trovare notiziole di un qualche interesse. Come la segnalazione di un sito http://jacksonpollock.org, dove solo con l'aiuto del mouse potrete lanciarvi nell'imitazione delle opere di Jackson Pollock, il noto pittore newyorkese, esponente fondamentale dell'espressionismo astratto!
Buon divertimento!

4 commenti:

Ross ha detto...

Che bello il sito che hai segnalato! Eh eh, pasticciare con i colori e la pittura è divertentissimo!

J.Cole ha detto...

Si e poi il risultato è sempre bellissimo!

Fausto Intilla (fisico teorico) ha detto...

"Una goccia d'acqua che si spande nell'acqua, le fluttuazioni delle popolazioni animali, la linea frastagliata di una costa, I ritmi della fibrillazione cardiaca, l'evoluzione delle condizioni meteorologiche, la forma delle nubi, la grande macchia rossa di Giove, gli errori dei computer, le oscillazioni dei prezzi Sono fenomeni apparentemente assai diversi, che possono suscitare la curiosità di un bambino o impegnare per anni uno studioso, con un solo tratto in comune: per la scienza tradizionale, appartengono al regno dell'informe, dell'imprevedibile dell'irregolare. In una parola al caos. Ma da due decenni, scienziati di diverse discipline stanno scoprendo che dietro il caos c'è in realtà un ordine nascosto, che dà origine a fenomeni estremamente complessi a partire da regole molto semplici."
James Gleick

Articolo:
http://pesanervi.diodati.org/pn/?a=339

Credo che Pollock, con la frase :“Io mi occupo dei ritmi della natura”, intendesse semplicemente evidenziare una certa correlazione tra il “lato pratico” della tecnica dello sgocciolamento, e alcuni aspetti della natura che l’uomo ormai conosce sin dalla notte dei tempi.
Sicuramente influenzato quindi da uno di questi “aspetti della natura”, come ad esempio il moto e i flussi del vento, ha cercato di ricreare artificialmente (con la tecnica che tutti conosciamo: lo sgocciolamento), una sorta di “parallelismo” tra i due “eventi” (tecnica e natura), da potersi concretamente espletare nell’esecuzione delle sue tele; a dimostrazione appunto dell’oggettività di tale idea. Oggi sappiamo comunque che tali idee (che un tempo potevano restare unicamente nel campo delle ipotesi), hanno delle basi scientifico-matematiche piuttosto concrete.
Se prendiamo ad esempio in considerazione il gocciolamento di un rubinetto, non osserviamo nient’altro che una sorta di “caos in miniatura”; esso rappresenta inoltre un sistema dinamico discreto, più facile sia da osservare che da analizzare di un sistema continuo. In condizioni di “flusso ordinario” (lento), avremo quindi delle gocce ritmiche e ripetitive; se però il flusso aumenta, la goccia, formandosi, vibra. Essa non ha perciò la possibilità di entrare in uno stato stazionario di lento accrescimento. Di conseguenza, il preciso istante in cui essa si stacca dipende non solo da quanta acqua è entrata nella goccia, ma anche dalla velocità con cui questa si muove nella sua oscillazione. In tali circostanze le gocce possono prodursi a intervalli irregolari, aperiodici.
L’analogia con il flusso di un fluido, risulta quindi evidente. A piccole velocità un fluido scorre in modo regolare, ma a velocità maggiori compie una transizione alla turbolenza; ciò significa che a piccole velocità le gocce si formano regolarmente, mentre a velocità più elevate diventano irregolari. Grazie ad alcuni esperimenti condotti alla UCSC circa venti anni fa da Robert Shaw e colleghi, si è arrivati a ricostruire la topologia di un attrattore nella dinamica di un rubinetto che gocciola. Oggi quindi sappiamo che un attrattore strano è effettivamente responsabile del regime non periodico del gocciolamento di un rubinetto all’aumentare del flusso d’acqua (l’attrattore che viene a crearsi è simile a quello di Hénon). A velocità di flusso più elevate l’attrattore sperimentale diventa molto complicato, e la sua struttura credo che non sia stata ancora compresa. Se quindi l’idea che la dinamica caotica degli attrattori strani sia responsabile almeno di alcuni fenomeni turbolenti è ormai accettata, gran parte della turbolenza rimane però un mistero. Alcuni aspetti "matematici" quindi della tecnica di Pollock, debbono ancor oggi essere risolti.

Fausto Intilla
www.oloscience.com

J.Cole ha detto...

Dopo l'iniziale e inevitabile sbigottimento di fronte al tuo commento, mi sono messa di buzzo buono a leggerlo e,contro ogni aspettativa, l'ho compreso.
Che dire? Sarebbe fantastico se tu avessi trovato spunti di questo tipo anche da altri miei post. Il blog ne avrebbe sicuramente guadagnato.
Grazie della visita.

 

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